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Violento terremoto di M 8.0 colpisce le isole Salomone e Santa Cruz – Scosse di terremoto anche in Italia

 

Hong Kong, 6 feb. (TMNews) – Un terremoto di magnitudo 8 sulla scala Richter ha colpito le Isole Salomone, dove tre villaggi costieri sono stati distrutti, e ha generato uno tsunami mettendo in allerta per qualche ora una gran parte del Pacifico, tra cui la Nuova Caledonia dove una piccola onda ha colpito la Grande Terre – l’isola maggiore dell’arcipelago – prima della revoca dell’allerta. La scossa si è originata alle 2.12 ora italiana tra le Isole Salomone e le Vanuatu, a nordest dell’Australia, vicino alle Isole Santa Cruz colpite da una serie di forti scosse degli ultimi giorni. Lo ha indicato lo Usgs, il centro di geofisica americano. Nelle Isole Fiji hanno suonato le sirene e migliaia di persone si sono riversate nelle strade. “C’è il caos a Suva, tutti cercano di sfuggire dallo tsunami!”, si poteva leggere su Twitter. L’allarme, attivato dal Centro di allerta tsunami nel Pacifico per gran parte dei territori situati tra Papua Nuova Guinea e Isole Hawaii, è stato attivato alle 4.45 ora italiane.

Dalle Isole Salomone, le informazioni sono ancora frammentarie e non ufficialmente confermate, ma vengono segnalati danni significativi sulla costa. “Le notizie di cui disponiamo è che villaggi a ovest e sud di Lata lungo la costa sono stati distrutti, ma non siamo ancora in grado di confermarle”, ha dichiarato Augustine Bilve, un responsabile dell’ospedale di Lata, nell’isola principale di Santa Cruz, Ndende. I pazienti dell’ospedale sono stati dimessi per liberare i letti per eventuali feriti provenienti dai villaggi costieri. La televisione pubblica australiana ha parlato di tre villaggi distrutti, citando le autorità locali nelle Salomone. Testimoni hanno raccontato di non avere sentito il sisma nella capitale delle Isole Salomone, Honiara, a circa 580 chilometri dall’epicentro.

L’allerta tsunami interessava le Isole Salomone, le Vanuatu, Nauru, la Papuasia-Nuova Guinea, Tuvalu, la Nuova Caledonia, Kosrae, le Fiji, Kiribati, oltre che Wallis e Futuna. In Nuova Caledonia, l’Alto commissariato della Repubblica ha attivato il piano di emergenza Orsec e ha avvertito che il terremoto avrebbe potuto “generare un onda in grado di raggiungere le coste delle grande terra, le Isole della Lealtà e l’Ile des Pins a partire dalle 14 (le 4 italiane) di questa giornata”. Secondo il centro di allerta per gli tsunami, un’onda di 55 centimetri di ampiezza è stata registrata nella provincia Nord, a Hienghène, e di 48 centimetri sull’isola di Lifou. Un’onda più piccola di 18 centimetri è stato riscontrato nelle Vanuatu. Ha raggiunto 91 centimetri a Lata, secondo il centro americano e l’agenzia di sismologia australiana. L’epicentro del sisma è stato individuato a una profonda di 5,8 chilometri, a una sessantina di chilometri dall’isola di Lata. E’ stata registrata una scossa di assestamento di magnitudo 6,4. Nel 2007, uno tsunami successivo a un terremoto di magnitudo 8,1 aveva provocato almeno 52 morti e migliaia di senzatetto. Il 29 settembre 2009, la regione era stata colpita da un potente sisma successivo a un devastante tsunami, che aveva provocato 186 morti a Samoa e a Tonga.

Scosse di terremoto in Emilia e in Abruzzo

La scossa tra Forlì e Ravenna si è verificata nella notte ed è stata di magnitudo 3,5. La seconda all’alba di 2,7.

Roma, 6 feb. (TMNews) – Scosse sismiche nella notte in Emilia Romagna hanno determinato paura ma non partticolari danni, stando almeno ai primi accertamenti nel territorio delle Province di Forlì, Bologna, Ravenna. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ha registrato intorno all’una e trenta di questa notte scosse di intensità 3,5 di magnitudo.
Un’altra scossa di intensità 2.7 è stata invece registrata questa mattina poco dopo le 5 sulla costa abruzzese.

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