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Un team di scienziati rivela cosa potrebbe aver provocato una catastrofe climatica su Marte

Secondo quanto riportato dal quotidiano russo RT news (Russia Today), un team internazionale di cosmologi provenienti da Francia, Senegal e Stati Uniti sarebbe riuscito a scoprire perché Marte si è trasformato all’improvviso in un arido pianeta inospitale per via delle forti radiazioni nonostante che in un lontano passato sulla sua superficie vi fossero delle vaste distese d’acqua e il suo clima era completamente diverso da quello attuale.

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I risultati della loro ricerca, pubblicati recentemente sulla rivista ‘Nature’, rivelano le probabili cause che avrebbero potuto provocare questo catastrofico cambiamento climatico. La ‘colpa’ di questo irreversibile sconvolgimento climatico verrebbe attribuita alla regione montagnosa di Tharsis, che si trova nella zona equatoriale del pianeta poiché in quest’area si concentrerebbero i più grandi vulcani del sistema solare, tra cui il vulcano Olympus con i suoi 21.000 metri. Gli scienziati ritengono che la l’improvvisa formazione di questa particolare regione di Marte avrebbe potuto alterarne l’asse di rotazione, determinando in questo modo un catastrofico cambiamento climatico.

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Una serie di calcoli topografici hanno dimostrato che dopo la formazione della regione di Tharsis, il sistema fluviale di Marte sarebbe stato deviato verso i poli, dove al di sotto degli spessi strati di ghiaccio si nasconderebbero le tracce di antichi alvei fluviali . Secondo il parere degli esperti, le devastanti eruzioni vulcaniche che hanno avuto luogo circa tre milioni e mezzo di anni fa avrebbero provocato l’alterazione dell’asse di rotazione del pianeta rosso per via dell’eccessiva pressione esercitata sulla litosfera e il conseguente cambiamento climatico.

Guerre Nucleari su Marte

Secondo John Brandenburg, professore di fisica del plasma ed ex consulente del comando americano della difesa spaziale, la vita su Marte sarebbe scomparsa a seguito dell’utilizzo di armi nucleari da parte di civiltà extraterrestri e non dovuta all’eruzione dei grandi vulcani che si trovano nella regione montagnosa di Tharsis. Forze ostili alle nuove civiltà come quella terrestre e in possesso di armi nucleari avrebbero annientato la vita su Marte, secondo la rivista International Business Insider, che pubblica alcuni estratti dello scritto di Brandenburg.

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Secondo il fisico John Brandenburg queste voragini fotografate su Marte, sarebbero tracce di diverse esplosioni nucleari, responsabili della distruzione delle civiltà marziane conosciute con i nomi di Cydonia e Utopia

Il fisico afferma di aver rilevato tracce di diverse esplosioni nucleari importanti su Marte, responsabili della distruzione delle civiltà marziane conosciute con i nomi di Cydonia e Utopia. Queste civiltà possedevano un livello tecnologico simile a quello degli anticihi egizi, ossia molto elevato. A suo dire, le conseguenze di queste esplosioni spiegano il colore rosso del pianeta.

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Secondo la rivista International Business Inside, di recente il rover Curiosity della NASA ha trasmesso dati su un tasso elevato di isotopi di xenon-129 nell’atmosfera di Marte. Un simile tasso di isotopi era stato registrato sulla Terra a seguito dell’incidente alla centrale nucleare di Tchernobyl nel 1986.
“Tenuto conto del numero di isotopi nell’atmosfera di Marte simile a quello registrato a seguito di cataclisma nucleari sulla Terra, il pianeta Marte può essere considerato un esempio di annientamento di una civiltà durante un attacco nucleare lanciato dallo spazio – conclude il professor Brandenburg.

Redazione Segnidalcielo

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