Allerta Globale Archeologia Misteriosa Minacce dallo Spazio

Un asteroide ha colpito la Terra 13.000 anni fa e potrebbe accadere di nuovo nel 2030

Un asteroide ha spazzato via una civiltà come la nostra 13.000 anni fa, e potrebbe accadere di nuovo nel 2030.

Una civiltà antica avanzata che fiorì durante l’era glaciale fu spazzata via dalla superficie del pianeta circa 13.000 anni fa,  a causa di un massiccio corpo cometario.  Popoli antichi ci hanno lasciato un avvertimento di eventi futuri.

Il ricercatore e scrittore Graham Hancock lo spiega nel suo libro Magicians of the Gods: la saggezza dimenticata della civiltà perduta della Terra: “Vicino alla fine dell’ultima era glaciale circa 12.800 anni fa, una cometa gigante che era entrata nel Sistema Solare proveniente dallo spazio profondo, si è spezzata in più frammenti. Alcuni di questi hanno colpito la Terra provocando un cataclisma globale su una scala mai vista da quando ci fu l’estinzione dei dinosauri. Almeno otto dei frammenti hanno colpito la calotta di ghiaccio del Nord America, mentre ulteriori frammenti hanno colpito la calotta di ghiaccio del Nord Europa”.

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Graham Hancock

Gli impatti da frammenti cometari larghi un miglio, che si avvicinavano a più di 60.000 miglia all’ora, hanno generato enormi quantità di calore che immediatamente hanno liquefatto milioni di chilometri quadrati di ghiaccio, destabilizzando la crosta terrestre e causando il diluvio universale (o globale) che viene ricordato nei miti in tutto il mondo.

Per anni  l’autore Graham Hancock ha portato avanti questa teoria sulla tragedia “cosmica”… ma il tutto è sempre stato ignorato dagli studiosi, i quali sostengono l’impossibilità che antiche civiltà avanzate abitassero la Terra migliaia di anni fa.

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Ma Hancock sostiene che circa 13mila anni fa una cometa gigante, che era entrata nel nostro Sistema Solare proveniente dallo spazio profondo, si frammentò mentre si avvicinava al Sole, attratta dalla forte attrazione gravitazionale. Durante il suo cammino verso la nostra stella, la cometa si ruppe in più frammenti, alcuni dei quali colpirono la Terra e, infine, dando origine ad un cataclisma globale su una scala mai vista da quando ci fu l’estinzione dei dinosauri. L’impatto causò il diluvio globale.

Considerato da molti come un fantasista e da molti altri come autore illuso, la maggior parte del suo lavoro non è stato preso in considerazione dagli esperti,  quelli della scienza ufficiale, dato che hanno rifiutato di prendere in considerazione qualcosa di diverso da quello in cui credevano fermamente. Infatti la scienza ufficiale non è mai stata in grado di spiegare pienamente i numerosi enigmi storici che gettano un’ombra sulle nostre origini.

Ma tutto ritorna prima o poi e chi semina bene raccoglie i frutti. Non a caso gli esperti della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Edimburgo hanno pubblicato un documento scientifico in cui vengono scritte le teorie pubblicate da Hancock e messe sotto i riflettori  degli “esperti” scettici. Questo documento ha quindi fatto luce su ciò che era accaduto 13mila anni fa sulla Terra e che tali teorie non erano ridicole come molti di loro pensavano prima.

Secondo gli scienziati, sculture in pietra intricate trovate a Gobekli Tepe, il più antico tempio sulla Terra, sono la prova che una cometa ha colpito la Terra 11.000 anni fa, dando luogo a eventi catastrofici che ne hanno spazzato via la civiltà.

Il tempio  di Gobekli Tepe risale a circa 9.600 a.C. Si tratta, quindi di 6.500 anni più vecchio di Stonehenge e 7.000 anni più antico delle piramidi.


Come Hancock spiega, ci sono prove in tutto il mondo di tale impatto enorme. Questa roccia spaziale ardente si è immersa nel nostro pianeta colpendo la crosta terrestre con la forza di diverse migliaia di bombe nucleari che esplodono contemporaneamente. Questo evento catastrofico ha ucciso tutte le nostre diverse specie di animali più grandi e quasi distrutto il genere umano.

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Tuttavia, come spiega Hancock, alcuni sono sopravvissuti, come la tribù Ojibwa delle praterie canadesi, che parlano della coda lunga della stella celeste Climbing che attraverso il fuoco dal cielo ha bruciato la terra. Dopo l’impatto, tutto è cambiato sul nostro pianeta.

E’ interessante notare che questo è ciò che dichiara nel suo studio il Dr. Martin Sweatman dell’Università di Edimburgo, che ha trovato, mentre guardava alcuni dei pilastri di pietra a Göbekli Tepe, la prova di quello che era accaduto 13mila anni fa: “Uno dei pilastri di Gobekli Tepe sembra essere servito come un monumento-testimonianza a questo devastante evento, probabilmente il giorno peggiore nella storia dalla fine dell’era glaciale.”

Le complicate sculture  trovate a Göbekli Tepe raffigurano un uomo senza testa, un simbolo grafico della carneficina umana. La cosiddetta Pietra Vulture a Gobekli Tepe illustra i simboli interessanti che raccontano una storia incredibile.

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Gli esperti hanno studiato le sculture realizzate in pietra che mostrano animali, come ad esempio l’avvoltoio. I ricercatori hanno scoperto che gli animali sono in realtà simboli astronomici e quindi, con l’aiuto di sofisticati software per computer, gli scienziati hanno abbinato i simboli a modelli nel cielo, scoprendo che si riferivano ad un evento che si è verificato intorno al 10.950 a.C. Come spiegano gli scienziati, i simboli scolpiti sui pilastri di pietra si riferiscono a un evento cosmico che si ritiene essere stata la frammentazione di una massiccia cometa diretta nella parte interna del Sistema Solare, proprio durante il periodo noto come il Dryas recente. Questo periodo è considerato come una fase cruciale per l’umanità in quanto coincide con la comparsa dell’agricoltura e delle prime civiltà neolitiche.

Ma come è possibile che i costruttori di Gobekli Tepe, oltre diecimila anni fa, abbiano scolpito simboli astronomici intricati nei pilastri di pietra? Secondo gli esperti, in quel momento gli esseri umani erano “selvaggi”, cacciatori-raccoglitori senza alcuna conoscenza di ingegneria o matematica. Chiaramente, c’è qualcosa che non quadra con la storia.

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Hancock rileva che le lastre di pietra a Göbekli Tepe non solo descrivono un’antica collisione cosmica ma predicono un altro evento (cosmico) che deve ancora venire. Hancock sostiene anche che l’antico impatto registrato sulla Pietra Vulture a Göbekli Tepe era causato da enormi detriti, parte dello sciame di meteore delle Tauridi, una cintura contenente milioni di rocce spaziali.

Gli astronomi ritengono che l’interno di quella cintura di asteroidi si trovava in un planetoide massiccio, una enorme roccia surriscaldata,  qualcosa di simile a un enorme bomba a mano cosmica. Molti dei detriti nascosti all’interno della nube di meteore potrebbero essere stati grandi fino a tre o quattro volte la dimensione dell’asteroide che ha colpito la Terra 65 milioni di anni fa, portando i dinosauri verso l’estinzione. Hancock fa notare che il prossimo incontro con il torrente di meteoriti Tauridi  ci sarà tra 13 anni, intorno al 2030.

Redazione Segnidalcielo

 

 

 

 

 

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