Planet X Nibiru

Tre miliardi di anni fa, due grandi meteoriti colpirono Marte causando Mega-Tsunami

E’ sempre più evidente il fatto che la Terra, Marte e altri pianeti del sistema solare, furono colpiti da una grande ondata di asteroidi e meteoriti causata dall’arrivo del pianeta Nibiru. Scienziati australiani recentemente, hanno scoperto che la Terra miliardi di anni fa, fu colpita da un asteroide di 30 km di diametro, che sarebbe stato devastante, causando terremoti e tsunami di magnitudine molto superiore a quelle che oggi conosciamo.

Che la Terra ai suoi inizi abbia vissuto un periodo particolarmente turbolento è cosa nota e molti sono stati i corpi celesti che l’hanno colpita: prova del grande impatto subito da un enorme asteroide è stata recentemente trovata a Marble Bar, in Australia nord-occidentale, in alcuni dei più antichi sedimenti conosciuti sulla Terra. A trovare le prove, grazie alle piccole perle di vetro chiamate sferule, che si formano al momento dell’impatto per l’alto calore prodotto, è lo scienziato Andrew Glikson dell’Università Nazionale Australiana.

Nuova mappatura termica-geologica nelle pianure settentrionali di Marte, che rivela vasti depositi sedimentari che sono stati probabilmente epicentro di due mega-tsunami, secondo un nuovo documento pubblicato Nature Scientific Reports guidato da Planetary Science Institute Senior Scientist J. Alexis Rodriguez Palmero

E se vi dicessimo che anche su Marte fu colpita da grossi macigni spaziali, che avrebbero causato terremoti e soprattutto Mega-Tsunami? Ebbene si, è questo quanto ipotizzato dai ricercatori e studiosi di tutto il mondo, sostenendo che il pianeta rosso in passato sia stato almeno in gran parte coperto da oceani.

A causare gli tsunami sarebbero stati due grandi meteoriti arrivati su Marte almeno tre miliardi di anni fa, causando delle onde gigantesche, alte almeno 120 metri, capaci di viaggiare a 20 metri al secondo e giungere sulla terraferma per centinaia di chilometri. È questa, nello specifico l’ipotesi formulata dai ricercatori guidati da Alexis Rodriguez, dell’Istituto di scienze planetarie di Tucson, nello studio presentato sulla rivista Scientific Reports. Uno degli autori della ricerca, ovvero Alberto Fairen, ha dichiarato: “Circa 3,4 miliardi di anni fa l’impatto di un grande meteorite ha scatenato la prima onda di tsunami, composta da acqua liquida“.

Segni evidenti di un Mega Tsunami su Marte

Secondo quanto emerso dagli studi delle mappe termiche del pianeta Marte,  sembra che il primo impatto della meteorite abbia provocato un cratere del diametro di circa 30 chilometri,  causando anche un primo tsunami con onde alte almeno 120 metri, seguito da alluvioni. In seguito a questo primo impatto, le acque presenti si sarebbero trasformate in acqua salata e dunque in un vero e proprio oceano, arrivando a coprire le coste settentrionali del pianeta.

Il secondo impatto, invece, secondo i ricercatori avrebbe generato un nuovo tsunami, ma questo sarebbe avvenuto a milioni di anni di distanza dal primo ed il clima rispetto al primo meteorite era cambiato totalmente diventando più freddo e l’acqua aveva cambiato di conseguenza anche temperatura, divenendo congelata.  “Nel periodo di tempo fra i due tsunami il livello dell’oceano si ritirò per formare una costa bassa, mentre il clima diventava significativamente più freddo”, ha detto Alexis P. Rodriguez, primo firmatario dell’articolo.

La prova del cambiamento climatico è riflessa nella morfologia dei depositi degli tsunami. Lo tsunami più antico ha portato con sé enormi quantità di massi e macigni, che quando l’onda ha iniziato a ritirarsi verso il mare hanno scavato canali di riflusso. Questo secondo tsunami, secondo quanto emerso, avrebbe provocato dei lobi rotondi fatti di ghiaccio, particolarmente interessanti  perché quei depositi sono rimasti quasi intatti nel tempo nonostante l’azione erosiva del venti che hanno soffiato per più di 3 miliardi di anni, – spiega James Dohm del Museo Universitario dell’Università di Tokyo. “Ciò implica che l’oceano era in parte congelato in quella fase. Abbiamo trovato tracce dell’esistenza di oceani molto freddi su Marte giovane. Non spiagge in stile californiano, ma un ambiente più simile a quello dei Grandi Laghi, con inverni lunghi e freddi” ha aggiunto Fairen. “E’ difficile immaginare che le sue spiagge somigliassero a quelle della California. Dobbiamo piuttosto pensare ai Grandi Laghi durante un inverno particolarmente rigido”, ha concluso Fairèn.

Redazione Segnidalcielo

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