Allerta Globale Vulcani

Terremoto, la Zona Vulcanica dei Campi Flegrei è Seriamente da Monitorare

La direttrice dell’Osservatorio Vesuviano Francesca Bianco, dopo il terremoto di magnitudo 6.5 avvenuto domenica mattina, ha dichiarato a Repubblica che la zona di Campi Flegrei è seriamente da monitorare.  La vasta area situata nel golfo di Pozzuoli, a nord-ovest della città di Napoli, è nota da sempre per la sua vivace attività vulcanica. A Campi Flegrei infatti, nella zona della Solfatara e di Pisciarelli, attualmente il livello di allerta è giallo.

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Francesca Bianco ha spiegato chiaramente che: “Questa è l’unica zona da monitorare seriamente, anzi che monitoriamo con grande attenzione. Qui l’allerta è gialla, c’è un sollevamento molto lento di qualche decina di centimetri che va avanti dal 2005 e abbiamo anche un’importante variazione nella composizione chimica delle fumarole della Solfatara e di Pisciarelli. I parametri che non tornano possono essere un campanello di allarme. E abbiamo intensificato le nostre osservazioni. Il livello di allerta è un livello 2 su una scala di 4 (verde=base; giallo=attenzione; arancione=pre-allarme; rosso=allarme). Non è il terremoto che crea problemi, ma come l’uomo ha costruito nelle zone in cui avviene un terremoto. Noi siamo al nostro posto, incessantemente da 175 anni, ma occorrerebbe fare una sostanziale azione di messa in sicurezza del territorio a tutti i livelli, con un check up di tutti gli edifici e reali azioni preventive”.

Il Supervulcano Campi Flegrei

L’area vulcanica dei Campi Flegrei, conosciuta per i fenomeni di sollevamento del suolo (bradisismo) che affliggono da sempre il comune di Pozzuoli e venuta prepotentemente alla ribalta negli anni 80, precisamente tra l’82 e l’84 per una crisi sismica che mise in ginocchio tutta l’area causando l’evacuazione di migliaia di persone. Ebbene il Vulcano Flegreo è uno dei dieci supervulcani esistenti al mondo. Sono solo 10 e in questi 10 non rientrano ne il Vesuvio, ne il Pinatubo o il Krakatoa, ne il Tambora, il Kilauea, il Monte Pelee o il monte Saint Elen che sono responsabili delle peggiori catastrofi della storia dell’uomo. Un supervulcano è molto peggio, un supervulcano è una struttura la cui eruzione può modificare radicalmente il paesaggio per decine o centinaia di chilometri e condizionare pesantemente il clima a livello mondiale per diversi anni, con effetti cataclismatici sulla vita stessa del pianeta e dell’uomo.

Non parliamo quindi di effetti locali ma di effetti globali. Gli apparati vulcanici più pericolosi ascrivibili a questa categoria sono solo tre, Yellowstone negli Stati Uniti, il Lago Toba in Indonesia ed i Campi Flegrei in Italia. Insomma l’Italia nel suo piccolo ha anche un supervulcano e dei peggiori! La caldera flegrea ha un raggio di 15km e nella sua ancora controversa storia geologica si riconoscono almeno due catastrofiche eruzioni, la prima (eruzione dell’Ignimbrite campana) avvenuta circa 40mila anni fa con un’espulsione di materiale vulcanico compresa tra i 200 ed i 250km cubi, si chilometri cubi! La seconda (eruzione del Tufo Giallo Napoletano) avvenuta circa 15mila anni fa con un’espulsione di materiale vulcanico di circa 40 chilometri cubi. Tra le due enormi eruzioni e successivamente a quella del tufo giallo, tutta una serie di eventi eruttivi minori hanno creato la struttura attuale dell’area.

Redazione Segnidalcielo

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