Earth Changes

Tempeste di neve e freddo glaciale. La Corrente del Golfo si sta fermando?

 

La super tempesta di neve che sta investendo New York e tutto il Nord Est degli Stati Uniti, sta soffiando sul Massachusets, dove ha provocato un enorme black out. Un uomo è morto a New York. Almeno 500 mila persone sono a casa e al buio e il traffico stradale paralizzato dal divieto di circolare con vetture private. Sull’isola di Nantucket i venti hanno soffiato fino a 120 chilometri orari. Secondo i meteorologi, a Boston potrebbero cadere oltre 60 centimetri di neve e a New York è atteso un manto bianco spesso tra 25 e 35 centimetri. I residenti dell’area che si estende dalla Pennsylvania fino in Maine stanno facendo scorte di cibo, pale da neve e generatori di corrente elettrica, mentre le autorità stanno preparando il sale e la sabbia da spargere sulle strade.

Questo scenario somiglia molto al film The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo, un colossal di fantascienza apocalittica creato dal regista Roland Emmerich, quello di Indipendence Day, dove ci sono molti i riferimenti all’attualità politica, con il dibattito sul Trattato di Kyoto, respinto dal vicepresidente degli Stati Uniti. La visione apocalittica data dal regista Emmerich sul conflitto tra natura e uomo pone al centro del film l’importanza dell’ambientalismo del rispetto verso Madre Terra.

Nel film si può osservare come nel mondo cominciano a  fare capolino eventi atmosferici che poi  degenerano, fino a che alcune città americane,  vengono distrutte da una serie di tornado. Si parla dell’occhio di un ciclone nel cui interno si raggiunge la temperatura di -150° Celsius. Scienziati che cercano di dare una spiegazione plausibile a tutti questi fenomeni ed eventi impressionanti e la conclusione è che tre di questi cicloni si stanno indirizzando nell’area a nord dell’equatore. È l’avvento di una nuova glaciazione. Ma questo era solo un film o no? Quello che sta ora accadendo negli Stati Uniti, non sarà un ciclone con temperature a – 150° celsius ma pone dei punti interrogativi da non tralasciare, quindi da prendere in considerazione.

IL CLIMA STA CAMBIANDO REALMENTE

Il clima attuale è diverso, se pur non di molto, da quello della prima metà del secolo. Secondo molti studiosi di climatologia, però, tutto ciò è normale dato che le variazioni climatiche ci sono sempre state nella storia del nostro pianeta. Anzi, se nella parola “clima” è possibile includere anche le vicende giornaliere del tempo, diventa facile intuire che il mutamento avviene in ogni istante: dalle raffiche di vento che si verificano in una frazione di minuto, alle variazioni lentissime compiutesi in migliaia di anni durante le ere geologiche. Ogni fenomeno, pertanto, ci offre la prova che il clima è in costante fluttuazione.

 

Inoltre se consideriamo soltanto le vere oscillazioni del clima, tralasciando i fenomeni di breve durata legati all’evoluzione giornaliera delle condizioni atmosferiche, è doveroso rilevare in primo luogo che queste, in certe epoche, sono state di grande entità, così da sconvolgere il paesaggio naturale. Le più forti variazioni della temperatura, e di conseguenza dell’ambiente geografico collegato con il clima, si sono verificate al passaggio da una glaciazione a una fase di clima caldo (o almeno mite) e viceversa, sia in quelle regioni che in momenti diversi sono state ricoperte e poi liberate dalle calotte glaciali, sia nelle aree immediatamente contigue all’espansione dei ghiacci. Se il clima è animato da un costante mutamento, ciò avviene come risposta a varie cause oscillanti, alcune delle quali di carattere planetario o regionale (le eruzioni vulcaniche, le variazioni della copertura vegetale), altre dovute all’azione diretta dell’uomo sull’atmosfera (i molteplici inquinamenti causati dalle nostre attività e da attività di irrorazione chimica dei cieli).

E’ noto, da tempo, che le grandi correnti marine rappresentano un fattore essenziale della distribuzione del calore e di umidità su tutta la superficie terrestre, e che gli oceani, nel loro complesso, trasportano oltre metà del flusso globale di calore dall’equatore ai poli; essi, dunque, hanno un ruolo importante come fattori climatici.

Ne consegue che le variazioni della loro energia interna rappresentano delle cause altrettanto importanti dei mutamenti periodici o aperiodici del clima. La sopravvivenza della corrente del Golfo è legata a un equilibrio di salinità del mare, nel senso che se la salinità scende oltre un certo livello allora la Corrente del Golfo potrebbe attenuarsi o addirittura bloccarsi.

A tale proposito numerosi studiosi della storia del clima hanno, dopo attenti studi, affermato che la serie di inverni rigidissimi che investirono l’Europa nel medioevo, fu causata da un blocco della Corrente del Golfo dovuto a un pregresso riscaldamento climatico (molto probabilmente per una più intensa attività solare) che fece sciogliere grandi quantità di ghiacci presenti nella Groenlandia, che, alterando in tal modo quel delicatissimo equilibrio di salinità, avrebbe provocato un suo “inceppamento”.

Gli scienziati hanno dichiarato che quello che sta succedendo da pochi anni a questa parte sono segni  che fanno pensare ed è il riferimento ad eventuali conseguenze estremamente significative per il cambiamento climatico globale. Una possibile spiegazione è che la crescente potenza della corrente del Labrador abbia deviato la corrente del Golfo e questo potrebbe produrre effetti anche catastrofici nel Nord Europa.

Nel medio-lungo termine il raffreddamento continuerà… ma sarebbe più logico parlare di meridianizzazione delle correnti… ovvero salite di aria calda durante le estati (sempre più brevi) e discese artiche durante l’inverno (sempre più lunghi).

Siamo alle soglie di una nuova era glaciale, o è un semplice ciclo climatico?

Redazione Segnidalcielo

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