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Studio scientifico suggerisce che ci possono essere due pianeti oltre Plutone

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Dopo lunghi dibattiti che si sono protratti per anni, molto è stato speculato sulla possibile presenza di pianeti oscuri del nostro sistema solare, al di là di Plutone. Tuttavia, un nuova notizia è stata data dagli scienziati dell’Università Complutense di Madrid (UCM) e l’Università di Cambridge (UK) hanno concluso, sulla base di calcoli astronomici, che esistono almeno altri due pianeti oltre i confini del nostro sistema planetario.

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Questo viene spiegato grazie al comportamento degli oggetti trans-nettuniani estremi (ETNO per il suo acronimo in inglese). Secondo la teoria, questi oggetti che si trovano al di là di Nettuno,  devono essere distribuiti in modo casuale e devono soddisfare un certo numero di caratteristiche: devono avere un asse maggiore di un valore di circa 150 UA (unità astronomiche), possedere una inclinazione quasi 0 °.

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Questi oggetti con diversi parametri orbitali, fanno pensare che alcune forze invisibili stanno alterando la distribuzione degli elementi orbitali di ETNO e crediamo che la spiegazione più probabile è che ci sono pianeti sconosciuti al di là di Nettuno e Plutone” – ha dichiarato Carlos de la Fuente Marcos, scianziato astrofisico della Complutense University di Madriod (UCM) in una intervista recente al quotidiano “Notice” della Royal Astronomical Society.

“Il numero esatto è incerto, in quanto i dati che abbiamo sono limitati, ma i nostri calcoli suggeriscono che almeno due pianeti, e probabilmente più di due, si possano trovare all’interno dei confini del nostro sistema solare”, dice l’astrofisico.

I ricercatori hanno analizzato gli effetti del cosiddetto “meccanismo Kozai” che è correlato al disturbo gravitazionale, effetto dovuto da un grande corpo sull’orbita di altro oggetto piccolo e distante. Gli scienziati che hanno effettuato lo studio, sono consapevoli del fatto che essi si trovano ad affrontare due problemi ed il primo,  sarebbe l’approccio su eventuali modelli di formazione del sistema solare, attuale, che suggeriscono che non ci possono essere pianeti che si muovono in orbite circolari oltre Nettuno.

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ricercatori statunitensi hanno scoperto un pianeta chiamato 2012 VP113 che si trova vicino alla nube di Oort, al di là del sistema solare

Tuttavia, la recente scoperta del telescopio ALMA di un pianeta in formazione a più di 100 unità astronomiche dalla stella HL Tauri, più giovane e meno massiccia del Sole stesso, suggerisce che i pianeti possono formarsi diverse centinaia di unità astronomiche, oltre i confini di una qualsiasi sistema planetario.

L’anno scorso due ricercatori statunitensi,  hanno scoperto un pianeta chiamato 2012 VP113 che si trova vicino alla nube di Oort, al di là del sistema solare. Gli scopritori ritengono che la sua orbita è influenzata dalla possibile presenza di un super pianeta massiccio,  probabile sia scuro e ghiacciato, di dimensioni quindi, fino a dieci volte quella del nostro pianeta.

Redazione Segnidalcielo

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