UFO Vita nel Cosmo

Squadra internazionale di Astronomi conferma l’esistenza di 104 pianeti extrasolari

Una squadra internazionale di astronomi ha confermato questa settimana l’esistenza di 104 esopianeti, di cui 60 sono stati scoperti in questa occasione.

In un paio di articoli pubblicati su The Astronomical Journal ( 1 e 2 ), il team di scienziati diretto da John Livingston, hanno presentato la notevole diversità di questi mondi e il ruolo importante che hanno in entrambi riguardo la ricerca della vita. “Abbiamo rotto il nostro vecchio record con questa ultima scoperta”, ha dichiarato orgoglioso di questo il Dr. Livingston.

Le rilevazioni sono state fatte da scienziati dell’Università di Tokyo (Giappone) e dal Centro di Astrobiologia dell’Istituto Nazionale di Scienze Naturali (anche del Giappone). Per fare questo hanno lasciato il compito di esaminare un totale di 155 candidati esopianeti scoperto dal telescopio spaziale Keplero, già fuori servizio durante la campagna K2, che ha avuto inizio nel 2013. Essi hanno anche utilizzato i dati dalla missione Gaia dell’Agenzia spaziale europea (ESA).

Dozzine di nuovi mondi

Tra i mondi rilevati grazie a una tecnologia molto sofisticata, che comprende l’ottica adattiva e l’interferometria ad alta precisione, ci sono pianeti delle dimensioni di Mercurio e altri grandi come Giove. Alcuni potrebbero essere simili come  temperatura, a quella terrestre (se avessero un’atmosfera tale da permetterlo), mentre altri avrebbero temperature simili a Venere. Quattro di essi costituiscono un sistema solare attorno alla stella K2-187.

Sette dei 104 esopianeti trovati sono caratterizzati da periodi ultra-brevi di meno di 24 ore, il che indica che sono estremamente vicini alle loro stelle e che i loro anni sono più brevi dei giorni terrestri. La cosa interessante è che questo fatto suppone una sfida per le teorie che cercano di spiegare la formazione degli esopianeti, poiché contemplano scenari in cui i mondi sono molto più vicini ai loro soli.

Pertanto, questi risultati saranno rilevanti per guidare i progressi in queste teorie. Inoltre, la ricerca condotta da John Livingston ha confermato l’esistenza di 18 pianeti rocciosi con una massa inferiore al doppio del terrestre e alcuni sistemi solari con diversi esopianeti. Per il momento, infatti, sono stati trovati sistemi planetari che comprendono fino a otto esopianeti. Un futuro promettente!!  La maggior parte dei quasi 3.900 esopianeti conosciuti fino ad oggi sono stati scoperti dal Telescopio Kepler, un cacciatore di mondi alieni, specializzato nell’osservare stelle luminose e pianeti extrasolari di grandi dimensioni.

Anche se questo telescopio spaziale è già fuori servizio, la nuova missione TESS ( Transiting Exoplanet Survey ) effettuerà un’ampia scansione per analizzare le stelle vicine e anche gli esopianeti a breve periodo.

Nel prossimo decennio o poco più, entreranno in servizio nuovi osservatori terrestri e spaziali (come il telescopio spaziale James Webb o lo European PLATO and CHEOPs) che rivoluzioneranno completamente ciò che si sa degli esopianeti. Il catalogo di mondi lontani aumenterà in decine di migliaia e inizieremo ad analizzare con precisione l’atmosfera di molti di questi luoghi, che sarà fondamentale per capire quale sia la loro natura e la loro storia e se possano ospitare la vita.

A cura della Redazione Segnidalcielo

articolo in lingua spagnola

Un equipo internacional de astrónomos confirmó esta semana la existencia de 104 exoplanetas, de los cuales 60 fueron descubiertos en esta ocasión.
En un par de artículos publicados en The Astronomical Journal (1 y 2), el equipo de científicos dirigido por John Livingston presentó la notable diversidad de estos mundos y el importante papel que desempeñan en la búsqueda de la vida. “Rompimos nuestro antiguo récord con este último descubrimiento”, dijo el Dr. Livingston con orgullo.
Los estudios fueron realizados por científicos de la Universidad de Tokio (Japón) y el Centro de Astrobiología del Instituto Nacional de Ciencias Naturales (también de Japón). Para ello, dejaron la tarea de examinar un total de 155 candidatos a exoplanetas descubiertos por el telescopio espacial Kepler, ya fuera de servicio durante la campaña K2, que comenzó en 2013. También utilizaron datos de la misión Gaia de la Agencia Espacial Europea. (ESA).
Entre los mundos detectados gracias a una tecnología muy sofisticada, que incluye ópticas adaptativas e interferometría de alta precisión, hay planetas del tamaño de Mercurio y otros tan grandes como Júpiter. Algunos podrían ser similares a la temperatura, a la tierra (si tuvieran una atmósfera que lo permitiera), mientras que otros tendrían temperaturas similares a las de Venus. Cuatro de ellos constituyen un sistema solar alrededor de la estrella K2-187.
Siete de los 104 exoplanetas encontrados se caracterizan por períodos ultra cortos de menos de 24 horas, lo que indica que están muy cerca de sus estrellas y que sus años son más cortos que los días de la Tierra. Lo interesante es que este hecho implica un desafío para las teorías que intentan explicar la formación de exoplanetas, ya que contemplan escenarios en los que los mundos están mucho más cerca de los suyos. Por lo tanto, estos resultados serán relevantes para guiar el progreso en estas teorías. Además, la investigación realizada por John Livingston confirmó la existencia de 18 planetas rocosos con una masa inferior al doble de la Tierra y algunos sistemas solares con diferentes exoplanetas. Por el momento, de hecho, se han encontrado sistemas planetarios que incluyen hasta ocho exoplanetas. Un futuro prometedor !! La mayoría de los casi 3,900 exoplanetas conocidos hasta la fecha han sido descubiertos por el Telescopio Kepler, un cazador de mundos alienígenas, que se especializa en la observación de estrellas brillantes y grandes exoplanetas. Aunque este telescopio espacial ya está fuera de servicio, la nueva misión TESS (Enciting Exoplanet Survey) realizará un gran escaneo para analizar las estrellas cercanas e incluso los exoplanetas a corto plazo.
En la próxima década más o menos, entrarán en servicio nuevos observatorios terrestres y espaciales (como el telescopio espacial James Webb o el europeo PLATO y CHEOPs) que revolucionarán completamente lo que se sabe sobre los exoplanetas. El catálogo de mundos distantes aumentará en decenas de miles y comenzaremos a analizar con precisión la atmósfera de muchos de estos lugares, lo cual será fundamental para comprender cuál es su naturaleza y su historia y si pueden albergar la vida.

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