Nuovo Ordine Mondiale

Sorveglianza Globale: dalla Biometria Facciale alle capsule ingeribili, l’occhio di DIO spia tutto il mondo

Il colosso dei pagamenti elettronici Pay Pal, sta studiando nuove forme di autenticazione biometrica che passano da capsule ingeribili e chip sottocutanei che identificano l’utente in maniera univoca, attraverso le funzioni del suo organismo.

Eppure è ormai qualche settimana che Jonathan Leblanc, global head of Developer evangelism di PayPal, gira per conferenze dedicate all’alta tecnologia illustrando una presentazione intitolata “Kill all passwords” alla cui base c’è l’idea che il miglior sistema di autenticazione nel mondo dell’ICT sia l’organismo umano. O meglio, i dati che specifici sensori impiantati nell’organismo possono registrare e comunicare ai sistemi di controllo, a partire da quelli che autorizzano i pagamenti digitali.

Risultati immagini per control, facial biometrics, nwo

Sistemi da inghiottire o da installare sotto la cute manderebbero dunque in pensione l’identificazione biometrica a base di impronte digitali e retina scan, e persino la tecnologia presentata qualche settimana fa da Jack Ma, fondatore di Alibaba, Smile to pay, che abilita una transazione attraverso un selfie. Leblanc ne parla in effetti come di soluzioni “antiquate”, mentre il futuro parte dal riconoscimento della pressione sanguigna e del battito cardiaco, caratteristiche uniche di ogni singolo individuo, riscontrabili da device che darebbero vita all’identificazione naturale del corpo stesso dell’utente. Dispositivi le cui batterie, secondo Leblanc, potrebbero essere alimentate attraverso gli acidi gastrici. Tutto, pur di sostituire il concetto di username e password, totalmente obsoleto data la tecnologia oggi a nostra disposizione.

Risultati immagini per spionaggio, biometria facciale

I sistemi di riconoscimento attuali, anche quelli più avanzati, sono tutti fallibili secondo Leblanc. La verifica della posizione geografica, oppure il modo in cui l’utente inserisce le credenziali o altre abitudini personali possono generare errori in un senso o nell’altro, permettendo l’accesso a chi non l’avrebbe o viceversa. Per Leblanc molto meglio un sottilissimo chip di silicone impiantato sotto la cute e dotato di sensori per l’elettrocardiogramma che monitorano l’attività del cuore dell’utente e la comunicano attraverso un’antenna wireless a dispositivi wearable di nuova concezione, non dissimili da tatuaggi stampati sulla pelle. Speciali capsule ingeribili potrebbero invece registrare i livelli di glucosio all’interno dell’organismo e usarli come ID per tutti gli accessi informatici. E se il grado di sicurezza non fosse ancora sufficientemente alto, ci sarebbero dei sistemi di crittografia nella comunicazione dei dati.

La Biometria facciale rimane sempre un’alternativa

Sembra cosi ma è vero, che più del 50% della popolazione statunitense è già stata sottoposta a schedatura digitale, con l’impiego di sofisticate tecnologie per il riconoscimento facciale. A dirlo con certezza è l’autorevole istituto, CPT – Center on Privacy & Technology della Georgetown University.  Lo studio effettuato dalla CPT, ribadisce che il modo in cui sono usati questi sistemi di spionaggio, servono soprattutto per fare una ricerca atta ad identificare qualcuno che ha emesso un reato, oppure che è stato fermato o arrestato; ma un altro paio di maniche è avere l’immagine di un sospetto presa da una videocamera e cercarla in un database composto dalle patenti di comuni cittadini o da immagini riprese da videocamere mentre sono per strada. Oggi negli Stati Uniti, ogni dipartimento o agenzia locale fa quello che vuole.

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Ma sono almeno cinque i dipartimenti di polizia che utilizzano funzioni di riconoscimento facciale di questo tipo su videocamere in strada. Inoltre, su 52 agenzie che adottano questa tecnologia, solo una proibisce espressamente il suo utilizzo per monitorare individui coinvolti in attività politiche o religiose.

I sistemi di riconoscimento facciale utilizzano diverse tecniche e tecnologie ed attualmente le principali sono la Tecnologia PCA (Principal Component Analysis), la tecnologia LFA (Local Feature Analysis) e per finire le reti neurali. Anche se in Italia il riconoscimento facciale biometrico non ha ancora preso molto piede, soprattutto per le difficoltà trovate nel far coincidere tale tecnologia alle norme sulla privacy attualmente in vigore, il riconoscimento facciale stà trovando sempre nuove soluzioni per ovviare anche a questi problemi. In pratica il futuro della sicurezza è sicuramente affidato al riconoscimento facciale o comunque più in generale alla biometria, ma anche vero che in Italia la tecnologia PCA, potrebbe essere applicata in modo “latente” dalle agenzie di Intelligence, correlate con quelle degli Stati Uniti.

Redazione Segnidalcielo

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