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Sisma: scienziati russi applicano con successo la georadiolocalizzazione per prevedere i terremoti

Gli scienziati russi hanno applicato con successo metodi di georadiolocalizzazione per lo studio delle fratture della crosta terrestre, che sono causa di terremoti. Questo ci aiuterà a prevedere con largo anticipo lo sviluppo dei cataclismi, scrive la rivista Russian Geology and Geophysics.

“Questo lavoro è importante dal punto di vista dell’interpretazione dei dati di georadiolocalizzazione e per lo studio delle fratture della crosta terrestre poiché il loro spostamento può causare frane, valanghe, liquefazioni del suolo, crolli e cedimenti. Più sapremo sulle fratture, più precise potranno essere le previsioni degli spostamenti tettonici” ha dichiarato Oksana Lunila dell’Istituto della crosta terrestre SO-RAN.

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I terremoti e altri cataclismi pericolosi sono provocati da processi che avvengono nelle viscere della terra, nello specifico tra le fratture delle placche tettoniche, che scorrono l’una contro l’altra. Quando il movimento termina, nel punto d’incontro tra le due placche si accumula energia potenziale la quale può essere rilasciata sotto forma di calore o fiotti di onde acustiche, e le rocce non potendo reggere queste irregolarità si spaccano.

Gli scienziati già da lungo tempo cercano di comprendere quali processi portano all’accumulo di questa energia. Allo stesso tempo tentano di trovare metodi per far luce sulle viscere della terra in modo riconoscere per tempo l’emergere di zone con sollecitazioni tettoniche e prevedere la probabilità, la forza e il tempo di insorgenza delle nuove scosse.

Si ripongono particolari speranze sulla tecnologia così chiamata GPR: radar e georadar capaci di mettere a nudo le viscere della terra per centinaia di metri se non per diversi chilometri. Possono determinare la struttura delle rocce a grandi profondità grazie al fatto che i minerali conducono elettricità e le onde radio interagiscono con essi in maniere differenti.

Risultati immagini per terremoto

Gli scienziati russi hanno confermato che è possibile usare questa tecnologia per analizzare le cause potenziali dei terremoti, “fare luce” sulla struttura sulla faglia di Mondy sulle sponde del lago Bajkal dove nell’aprile del 1950 avvenne un violento terremoto. Un altro terremoto della stessa potenza di quello del 1950 si verificò nello stesso luogo nel 1829.

Dopo aver localizzato la posizione della faglia con l’aiuto dei satelliti i geologi siberiani hanno mappato la frattura con il georadar OKO-2 inventato in Russia. Dopo aver raccolto i dati sulla sua struttura mediante radar, gli scienziati li hanno confrontati con le informazioni che sono state raccolte durante la perforazione in vari punti del villaggio di Mondy.

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Le mappature radar hanno mostrato che nella faglia le formazioni rocciose si sono spostate su una distanza inaspettatamente lunga: 3.4 metri durante il terremoto del 1950. D’altra parte in altre zone la faglia si è spostata come era stata prevista dalle osservazioni terrestri. Questo ha dimostrato che i dati raccolti con i radar si possono usare per il monitoraggio delle faglie senza ricorrere a costosi progetti di scavo e ed estrazione di roccia da grandi profondità, e che miglioreranno la nostra comprensione dei terremoti e di come prevederli.

Redazione Segnidalcielo

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