Disastri Ambientali

Sinkholes in Siberia: gli scienziati potrebbero aver scoperto la causa!

I ricercatori, dopo aver analizzato i campioni raccolti nelle vicinanze dei noti crateri, sarebbero giunti ad un conclusione poco positiva: questi enormi buchi probabilmente si sono formati per via del metano rilasciato dalla fusione del suolo permanentemente ghiacciato dell’Artico ( permafrost ). La notizia è allarmante perché starebbe ad indicare l’emissione di un potente gas serra.

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Gli studi scientifici hanno rivelato una concentrazione di metano, pari al 9,6 %, sul fondo del cratere. Questo dato è allarmante perché stiamo parlando di un numero 50000 volte superiore alla norma. Chiaramente la certezza che la comparsa dei crateri sia da attribuire al metano ancora non c’è, ma l’alta concentrazione di gas lascia intuire che il motivo sia proprio questo.

Nel 2012 e nel 2013 le stagioni estive nella penisola di Yamal, il luogo dove si sono formati i crateri, sono state molto più calde della norma, circa 5° C in più. Andrei Plekhanov, il capo della spedizione, ha affermato che le temperature alte avrebbero contribuito a far sciogliere il permafrost con la conseguente fuoriuscita del metano.

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Naturalmente i pareri si dividono in quanto altri ricercatori affermano che non sarebbero sufficienti due estati calde per creare crateri di quelle dimensioni. Hans Wolfgang Hubberten, dell’Istituto Alfred Wegener, ritiene che la colpa sia da attribuire allo spesso stato di ghiaccio che avrebbe intrappolato il metano che lo ha scongelato. La pressione del gas sarebbe aumentata fino ad arrivare ad un esplosione che avrebbe creato i crateri.

Gli studi al momento sono stati indirizzati verso il cratere più grande e dunque non è ipotizzabile sapere se i tre crateri si sono formati nello stesso tempo. Le testimonianze variano, alcuni affermano che uno sia formato nel settembre del 2013, altri invece dicono di no. Insomma la situazione al momento non è ancora chiarissima.

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Quali sono i rischi che corre il nostro Pianeta?

La teoria del metano se confermata sarebbe allarmante e preoccupante, i ricercatori hanno escluso catastrofi apocalittiche ma il problema sarebbe comunque da non sottovalutare. Innanzitutto è fondamentale scoprire la causa in modo da avvisare i residenti locali della possibile apertura di un nuovo cratere. Il metano è un gas serra più potente del biossido di carbonio e la sua pericolosità è in continuo aumento. Il rilascio di metano nell’Artico sarebbe inoltre la causa del riscaldamento globale per il cambiamento climatico fuori controllo.

Prossimamente potremmo avere ulteriori aggiornamenti in quanto Plekhanov tornerà nel cratere per misurare il metano intrappolato nelle pareti, inoltre potremmo forse definitivamente sapere la causa di questo fenomeno allarmante.

A cura di Stefano Sorce

Redazione Segnidalcielo

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