Anomalie Spaziali

Scoperta un’immensa voragine nello spazio lunga 2 miliardi di anni luce

Come riportato dal quotidiano Il Messaggero, una incredibile scoperta fatta da poco da alcuni scienziati,  potrebbe segnare un punto cruciale negli studi astronomici sull’evoluzione dell’universo. Si tratta di un vasto e immenso buco, una enorme “macchia fredda”, la cui immensa struttura (lunga quasi due miliardi di anni luce) è stata rilevata da un team di astronomi, diretto dal prof. Istvàn Szapudi, dell’Università delle Hawaii.

The-Void

Lo stesso Szapudi la descrive come quella che potrebbe essere «la più grande struttura indipendente mai scoperta dall’umanità». È stato possibile rinvenirla nell’ambito di una misurazione astronomica ad hoc, che ha dato conferma ad un’altra ipotesi: circa 10 mila galassie si sono letteralmente “perse” nella parte di universo in cui erano state identificate, come se l’avessero abbandonata per posizionarsi altrove.

La squadra del prof. Szapudi era impegnata nella ricerca di un non meglio identificato “spazio”: i suoi colleghi erano convinti che solo così avrebbero potuto dare una spiegazione a precedenti osservazioni, da cui risultava che quella parte di cielo era insolitamente “fredda”.

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Il Team del dr. Szapudi

Il Dr. István Szapudi (a sinistra) insieme ai suoi colleghi dell’ Institute for Astronomy University of Hawaii at Manoa Honolulu, Hawaii

Il cosiddetto Punto Freddo è apparso nei telescopi astronomici circa 10 anni fa e ha rappresentato un punto di rottura per gli attuali modelli che descrivono l’evoluzione dell’universo dal Big Bang in poi. La teoria cosmologica accorda una leggera irregolarità alla temperatura di sfondo (che si manifesta con chiazze variegate, a causa di punti più caldi o più freddi di varie dimensioni, emersi nell’universo delle origini), ma un’area così grande come il Punto Freddo non era prevista.

Quasar

Il prof. Carlos Frenk (Università di Durham) commenta: «Il Punto Freddo ha fatto sollevare più di un sopracciglio. La vera questione era cosa l’avesse generato e se fosse una sfida all’ortodossia». Gli ultimi studi suggeriscono l’idea per cui il Punto Freddo possa essere in parte spiegato da una gigante regione con al suo centro un vuoto, che attira energia dalla luce che l’attraversa. «Ma le “macchie fredde” non sono completamente vuote, hanno semplicemente meno densità» spiega il prof András Kovács, dell’Università di Budapest. «Questa macchia fredda è la più grande che sia mai stata scoperta. Considerandone misura e vacuità, è davvero un evento rarissimo; possiamo attenderci solo poche altre macchie fredde così grandi nel nostro universo».
La scoperta, pubblicata sui Monthly Notices della Royal Astronomical Society, ha inoltre confermato l’esistenza di una regione più o meno sferica, molto meno densamente affollata di galassie rispetto al cosmo circostante, con al suo centro il Punto Freddo.

Redazione Segnidalcielo

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