Vita nel Cosmo

Scienziato afferma: “Civiltà Extraterrestri distrutte da Intelligenza Artificiale Aliena”

È questo il motivo per cui non abbiamo ancora trovato gli ETUna teoria recente, tenta di far luce sul perchè gli scienziati non riescono a trovare nessun segno della presenza di civiltà extraterrestri precedente alla nostra: secondo questa ipotesi , robot alieni potrebbero aver distrutto ogni  traccia.

Berenzin e il Paradosso di Fermi

Il professor Berezin, suggerisce che ciò avvenga, perché le civiltà avanzate sono in grado di distruggere altre forme di vita con la loro tecnologia. Berezin ha pubblicato un articolo,che descrive la sua cosiddetta soluzione “first in, last out” al paradosso di Fermi: “Non sto suggerendo che una civiltà altamente sviluppata cancellerebbe consapevolmente altre forme di vita.Molto probabilmente, semplicemente non se ne accorgeranno, nello stesso modo in cui un team di costruzione demolisce un formicaio per costruire un immobile perché non hanno alcun incentivo a proteggerlo.

Dentro il Paradosso

Il Paradosso di Fermi si interroga sul motivo per cui, date le stime da 200 a 400 miliardi di stelle e almeno 100 miliardi di pianeti nella nostra galassia, non ci siano stati segni di vita aliena. La contraddizione prende il nome dal suo creatore, il fisico italiano Enrico Fermi, che ha posto questa interessante domanda, per la prima volta nel 1950.

Fermi sosteneva l’esistenza di una “barriera”  in grado di limitare l’ascesa di civiltà spaziali intelligenti e tecnologicamente avanzate. Questa ipotesi del fisico italiano venne definita il “Grande Filtro”.

Se il principale ostacolo che impedisce la colonizzazione di altri pianeti non è nel nostro passato, allora la barriera che fermerà le prospettive dell’umanità di raggiungere altri mondi, deve giacere per forza nel nostro futuro, hanno teorizzato gli scienziati.  

Il professor Brian Cox crede che i progressi della scienza e dell’ingegneria richiesti da una civiltà per iniziare a conquistare le stelle portino alla fine alla sua distruzione: “Una soluzione al paradosso di Fermi è che non è possibile gestire un mondo che ha il potere di distruggere se stesso e che ha bisogno di soluzioni collaborative globali per evitarlo.Può darsi che la crescita della scienza e dell’ingegneria superi inevitabilmente, lo sviluppo delle competenze politiche, portando al disastro.”

L’ipotesi dello zoo di Ball

La cosiddetta ipotesi dello Zoo afferma che la vita aliena intelligente è là fuori, ma evita deliberatamente ogni contatto con la vita sulla Terra per consentire la sua naturale evoluzione.Ma se l’umanità non raggiunge questo livello avanzato di viaggio nello spazio, è condannato a essere sradicato dagli alieni o dai computer extraterrestri basati sull’intelligenza artificiale mentre espandono la loro civiltà.

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Secondo il fisico russo Berezin, l’unico modo per l’umanità di evitare la distruzione da una razza extraterrestre superiore, è  quello di essere i primi a conquistare le stelle. Il professor Brian Cox invece, sostiene fermamente che i progressi della scienza e dell’ingegneria richiesti da qualsiasi civiltà per iniziare a conquistare l’Universo, porteranno  inevitabilmente alla distruzione della forma di vita stessa: una soluzione al paradosso di Fermi è che non è possibile gestire un mondo, che ha il potere di distruggere se stesso, e che ha bisogno di soluzioni collaborative globali per evitarlo.”

Alcuni credono che le distanze tra civilizzazioni intelligenti siano troppo grandi per consentire qualsiasi tipo di comunicazione a due vie. Se due mondi sono separati da diverse migliaia di anni luce, è possibile che una o entrambe le civiltà si estinguano prima di poter stabilire un dialogo.

La scoperta delle Pulsar

L’astronoma britannica Dame Jocelyn Bell Burnell fu la prima persona a scoprire una “pulsar” nel 1967 quando vide una pulsar radio.Una pulsar, sorgente radio pulsante, è una stella di neutroni che, nelle prime fasi della sua formazione, ruota molto velocemente, e la sua radiazione elettromagnetica in coni ristretti, viene osservata ad intervalli regolari. Da allora sono stati individuati anche altri tipi di pulsar che emettono raggi X e raggi gamma.

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Il nome originale dell’oggetto fu “LGM” (Little Green Men, piccoli omini verdi) perché qualcuno ipotizzò che essendo estremamente regolari, potessere essere invece segnali trasmessi da una vita extraterrestre. Nel 2004 invece, venne individuata la prima “pulsar doppia” ovvero due stelle pulsar che orbitano una attorno all’altra, in un sistema binario.  In quest’ultimo caso, la grandissima precisione degli impulsi, ha permesso agli astronomi di calcolare la perdita di energia orbitale del sistema, probabilmente dovuta all’emissione di onde gravitazionali:  l’esatto ammontare di questa perdita di energia è in ottimo accordo, con le equazioni della Relatività di Einstein.

di Monica E.

per la Redazione Segnidalcielo

 

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