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Scienziato a bordo di una aereo, rileva una misteriosa nuvola di Antimateria all’interno di un temporale

Joseph Dwyer, uno scienziato e  pilota americano, si è reso testimone di un episodio molto curioso capitato 6 anni fa.  Mentre si trovava con un aereo all’interno di una tempesta, ha avuto un “incontro” con una misteriosa nuvola temporalesca e piena di antimateria. 

Un evento misterioso e inaspettato

Una nube temporalesca piena di antimateria si è manifestata durante un volo aereo, dove lo scienziato, Joseph Dwyer, ha potuto  registrare il misterioso fenomeno.  L’aereo, un Gulfstream V Aerospace, come descritto dal protagonista sulla rivista “Nature”, ha attraversato una nube misteriosa di antimateria ed i sensori installati a bordo del velivolo hanno “catturato” tre enormi picchi di . Rammentiamo che il velivolo, un bireattore adibito alle ricerche scientifiche, volava lungo la costa della Georgia, ed è stato costretto a volare attraverso una linea di nubi temporalesche. Una tempesta dalla violenza tale da mettere a repentaglio la vita dello stesso Dwyer. “Ho davvero pensato che stavo per morire”, ha raccontato alla rivista Nature.

antimateria1

Sebbene le potenti tempeste siano note per la produzione di positroni – le versioni degli elettroni dell’antimateria – quella osservata da Dwyer e la sua squadra non poteva essere spiegata attraverso tutti i processi noti. “È stato così strano che siamo fermati su questa osservazione per diversi anni”, spiega Dwyer, scienziato dell’Università del New Hampshire di Durham.

Il volo ha avuto luogo sei anni fa, ma solo adesso il team ha rivelato il mistero. Una delle caratteristiche principali dell’antimateria è che quando una particella entra in contatto con la sua controparte della materia-ordinaria, entrambe sono immediatamente trasformate in altre particelle attraverso un processo noto come annichilazione, rilasciando una sferzata di energia rilevabile.

Antimatter_cloud

gulfstream_V aerospace

Ciò rende l’antimateria estremamente rara. Tuttavia, è noto da tempo che i positroni vengono prodotti dal decadimento degli atomi radioattivi e da fenomeni astrofisici, come i raggi cosmici che si immergono nell’atmosfera dallo spazio esterno. Negli ultimi anni, la ricerca da Dwyer e molte altre hanno dimostrato che le tempeste producono anche positroni, nonché fotoni altamente energetici, e raggi gamma. Durante quei minuti spaventosi, il rilevatore raccolse tre picchi di raggi gamma ad un’energia di 511 kiloelettronvolts. Ogni picco è durato circa un quinto di secondo.

Secondo il team, i raggi atevano perso energia a causa della lunga distanza percorsa e hanno calcolato che una piccola nuvola di positroni, larga 1-2 chilometri, aveva circondato il velivolo. “Gli interni dei temporali sono come paesaggi bizzarri che abbiamo appena cominciato a esplorare”. Una possibile spiegazione è che i positroni provenissero da raggi cosmici, particelle che hanno origine dallo spazio e che si scontrano con gli atomi nell’atmosfera superiore.

Redazione Segnidalcielo

riferimenti: fontefonte

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