Disastri Ambientali

Scienziati sviluppano un nuovo metodo per prevedere le eruzioni vulcaniche

I ricercatori del Royal Holloway University di Londra hanno sviluppato un nuovo metodo che potrebbe determinare con maggiore precisione le condizioni per un vulcano in eruzione.

Lo studio, pubblicato su Scientific Reports, è stato compilato con dati geologici storici, di eruzioni passate coe quelle del vulcano di Santorini in Grecia, dati che sono serviti per calcolare la capacità delle camere magmatiche del vulcano.

Dalle relazione della Royal Holloway University, è emerso che gli scienziati sono stati quindi in grado di ricostruire un modello che ha permesso loro di stimare l’aumento della pressione nella camera magmatica,  quando viene riempita e quindi prevedere quando queste sono soggette a fratture e potenzialmente capaci di causare una esplosione.

Il team di geologi si è recato all’isola di Santorini in Grecia per raccogliere dati sul tipo di magma che alimenta le eruzioni.  Hanno effettuato rilevamenti e misure sulle fratture o dighe di magma, che sono esposte in modo impressionante lungo la parete nord della caldera di Santorini.

Utilizzando i dati geodetici del 2012, quando si pensava che il vulcano era vicino ad una eruzione, il team ha determinato (utilizzando il nuovo metodo di studio) che la camera magmatica, infatti, non aveva i presupposti di esplodere in quel momento.

Infatti, anche se esiste un grande volume di camera magmatica, come quello rilevato nel Santorini ( nel 2012) non è escluso che possa causare una eruzione. Se lo ha fatto non, non è detto al 100%  che si possa creare una fase di rottura di quest’ultima. Il nuovo modello teorico sviluppato,  ha la possibilità di prevedere quando potrebbe crearsi la frattura nella camera magmatica in altri vulcani e che potenzialmente possano portare ad eruzioni. Questa fase può dare un contributo nell’ottenere valutazioni di rischio e successivi piani di evacuazione in caso di eruzione.

John Browning, autore dello studio, ha detto: “Siamo stati in grado di fornire i limiti sul volume di magma memorizzato in una camera magmatica superficiale,  sotto la caldera di Santorini. Crediamo che il nostro nuovo modello può essere utilizzato per prevedere il tempo di passaggio della camera magmatica a Santorini e, infine, nei vulcani ben controllati in tutto il mondo. “

“Anche se questo è un passo importante per la previsione affidabile di eruzioni vulcaniche – ha aggiunto Browning – ci sono ancora una serie di sfide. Ad esempio, anche se la camera magmatica è rotta, non abbiamo modo di prevedere se il magma iniettato nella frattura, per poi venire in superficie.  Nella maggior parte dei casi si arresta prima di raggiungere la superficie. Quindi abbiamo anche un effetto “tappo” che può causare un effetto a volte esplosivo”

Redazione SdC

 

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