Anomalie Spaziali Earth Changes Planet X Nibiru

Scienziati di Berkeley: “la Stella Nemesis si trova oltre il nostro sistema solare ma potrebbe arrivare in tempi brevi”

Gli astronomi sono alla ricerca del gemello ‘errante e malvagio’ del Sole, ovvero “Nemesis”. Questa ricerca è partita addirittura dal 1980, quando uno scienziato di nome Richard Muller aveva tirato fuori una teoria sui massicci eventi di estinzione che si verificano sulla Terra ogni 26 milioni di anni. Oggi, i ricercatori sembrano più vicini che mai a svelare questo mistero.

I membri della comunità scientifica sono ben consapevoli di questi eventi, ed è ampiamente accettato che essi sono stati causati da un impatto di comete e asteroidi.  Muller ha teorizzato che questi eventi sono stati causati da nientemeno che il gemello del Sole, soprannominata Nemesis, che sarebbe la dea greca della punizione divina.

Immagine correlata

La sua teoria è diventata molto controversa nel corso degli anni, dal momento che gli astronomi non hanno trovato alcuna traccia della stella dopo decenni di indagini del cielo. Ma, prima di entrare nei dettagli circa le prove di nuova acquisizione su questa ricerca, diamo uno sguardo alla teoria di Muller.

Secondo lui, c’è un’altra stella che orbita attorno al nostro Sole ogni 26 milioni di anni, trovandosi ad una distanza che varia da 1 a 3 anni luce dal nostro sole. Può sembrare molto lontano, ma non è più di tanto lontano vista la scala galattica in cui si trovano altre stelle conosciute, come ad esempio Proxima Centauri, che si trova a soli 4,2 anni luce di distanza da noi.

Quando Nemesis si avvicina al  Sole sulla sua orbita irregolare, attraversa la Nube di Oort – un agglomerato di comete, asteroidi e meteoriti situato a circa 1 anno luce di distanza dal Sole, proprio ai margini del nostro sistema solare. Come risultato della collisione, questi corpi celesti vengono spinti verso il sistema solare interno.

Risultati immagini per Nemesis, system solar

Nemesis è una stella descritta come una nana bruna. In altre parole, si tratta di una stella mancata, troppo piccola per sostenere la fusione nucleare, gassosa, buia e difficile da individuare, ma apparentemente con un ardente desiderio di stravolgere tutto ciò che incontra sul suo percorso.

Non c’è da meravigliarsi che l’idea di Muller è stata oggetto di incredulità, dal momento che nessuno era in grado di individuare questa stella canaglia, né trovare una stella simile che poteva orbitare attorno al Sole ad una grande distanza. Tuttavia, un nuovo modello matematico della Università di Berkeley ha svelato proprio questo. Ancor più, i dati suggeriscono che quasi ogni stella è nata con un compagno, quindi non si esclude che il nostro Sole abbia un suo compagno.

La Nube di Perseo dove appare una macchia nera scura. Dal momento che è costituito da gas denso e polvere che blocca la luce dalle stelle all’interno e dietro di esso, potrebbe nascondere sistemi stellari binari  (Credit: FORS squadra, di 8,2 metri VLT Antu, ESO)

Il team di astronomi di Berkeley hanno scrutato la Nube di Perseo,  un tessuto stellare che si trova a circa 600 anni luce di distanza dove si trovano singoli sistemi stellari e stelle binarie. Un totale di 45 sistemi singoli di stelle e 19 sistemi binari stellari sono stati identificati.

Dopo aver analizzatol’insieme di dati, i ricercatori di Berkeley soo arrivati alla conclusione che ampi sistemi binari in cui ci sono due stelle, si possono trovare a più di 500 unità astronomiche (UA), le stelle potrebbero essere più giovani di 500.000 anni. Il resto delle stelle tra 5 e 1 milione di anni, tutte più vicino a noi, a circa 200 UA.

Risultati immagini per Nemesis, nibiru

Esiste una voglia ad ulteriori risposte, e la squadra di astrofisci ha immediatamente effettuato una serie di simulazioni al computer per delineare diversi scenari. I dati hanno mostrato che tutte le stelle con masse rispetto a quella del Sole,  entrano in esistenza come parte di un ampio sistema binario. Con il passare del tempo, circa il 60 per cento di loro,  si rompe per organizzare sistemi singoli di stelle, mentre gli altri si avvicinano e si trasformano in file binari stretti.

Detto questo, anche se non vi è nessuna traccia di Nemesis,  il Sole è probabile che possa avere un gemello malvagio errante che si nasconde al di là del sistema solare da qualche parte all’interno della Via Lattea.

Il DR. Steven Stahler, co-autore dello studio su Nemesis dichiara: “Con l’ultimo rapporto dello scorso anno, relativo a detriti spaziali, comete e asteroidi che vengono influenzati da una forza gravitazionale che li spinge verso il sistema solare interno, possiamo aspettarci che Nemesis potrebbe arrivare in tempi brevi, anche se probabilmente non durante la nostra vita, ma credo che non lo sapremo mai.”

Una cosa è certa, Nemesis possiede un suo piccolo sistema stellare e questo fa si che possa disturbare le orbite di altri pianeti, soprattutto quando transita nella Nube di Oort, influenzando asteroidi, comete e detriti spaziali. Ultimamente ala NASA ha avvistato ben 10 asteroidi di grandi dimensioni che si stanno avvicinando alla Terra. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui la NASA e l’ESA stanno concentrando i loro sforzi per lanciare la missione dello Scudo Planetario, di cui il primo test verrà effettuato nel 2022.

di Massimo Fratini

Redazione Segnidalcielo

Riproduzione riservata © Copyright 2017-Segnidalcielo



 

 

 

 

SHARE
RELATED POSTS
La NASA crea il Planetary Defense Coordination Office, che traccia comete e asteroidi diretti verso la Terra
Climatologo Reto Knutti dichiara: “I Governi di tutto il mondo mantengono il segreto su documento relativo a Eventi Climatici Estremi”
Febbraio 2014, il mese del caos climatico planetario

Comments are closed.