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Scienziati annunciano!! il Sole ha un gemello ‘cattivo’ e pericoloso e si nasconde a poca distanza dalla Terra!

Come riportato da sito web Notiziescientifiche, all’inizio della formazione del sistema solare il Sole potrebbe aver avuto una stella compagna secondo una nuova teoria spiegata in un nuovo studio apparso su  Astrophysical Journal Letters. Secondo i ricercatori il Sole potrebbe aver formato con una stella compagna avente massa simile un sistema binario. Questo approccio teorico, tra l’altro, spiegherebbe la formazione della nube di Oort e la teoria secondo la quale l’eventuale Pianeta Nove non si è formato all’interno del sistema solare ma sarebbe stato catturato dal suo campo gravitazionale.

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Ed è proprio sulla nube di Oort che i ricercatori si sono concentrati maggiormente. Secondo questa nuova teoria, la maggior parte dei materiali che compongono l’odierna nube di Oort sarebbe stata catturata dall’esterno del sistema solare, cosa facilitata dalla presenza di una seconda stella. La teoria più in voga spiega invece la formazione di questa densa nube piena di gas e materiali vari, di cui tantissimi di piccole dimensioni, con la dispersione degli oggetti più piccoli effettuata dalla forza gravitazionale dei pianeti. Un modello della formazione del sistema solare che vede un sistema binario offre però dei miglioramenti significativi a questo approccio teorico secondo Amir Siraj, uno studente universitario di Harvard che ha lavorato insieme al professore Avi Loeb su questa nuova teoria.

Risultati immagini per Nemesis, system solar

D’altra parte, come spiega lo stesso Siraj, molte (la maggioranza) delle stelle simili al Sole si trovano in un sistema binario e non da sole. La seconda stella avrebbe reso possibile la formazione della nube di Oort prima di lasciare il Sole. Capire l’origine della stessa nube di Oort è importante in quanto si pensa che da quest’area del sistema solare siano giunti i principali asteroidi che hanno colpito la Terra, anche quello che ha causato l’estinzione, tra gli altri, dei dinosauri e che ha cambiato il corso della stessa evoluzione della vita sul nostro pianeta, come lascia intendere Siraj.

Inoltre questa teoria sembra avere delle implicazioni anche per il cosiddetto “Pianeta Nove” o NIBIRU,  un pianeta del sistema solare che dovrebbe trovarsi nella periferia più esterna e che non è stato mai intercettato (?) proprio perché così lontano. Questo pianeta influirebbe, in maniera anche alquanto marcata, a livello gravitazionale sui diversi oggetti “transnettuniani” dell’area più periferica dello stesso sistema solare. Il nuovo modello teorico di Loeb e Siraj prevede un numero maggiore di oggetti con un orientamento orbitale simile a quello dell’ipotizzato Pianeta Nove, come spiega Loeb. Si tratta di una teoria che potrebbe anche essere confermata a breve: l’Osservatorio Vera C. Rubin, un grande osservatorio astronomico che attualmente è in costruzione in Cile, potrebbe, una volta diventato operativo (forse già nel 2021) confermare questa teoria verificando l’esistenza del Pianeta Nove e il fatto che è stato catturato gravitazionalmente dal sistema solare dall’esterno.

Il Sitema Binario di Nibiru

Ne ho parlato nel mio libro “Il Ritorno di NIbiru” circa l’esistenza di una stella oscura compagna del Sole, dove orbiterebbe il massiccio pianeta perturbante NIBIRU o Planet X.  Ecco ciò che scrivevo: “Se questa  stella compagna (binaria) del Sole, una Nana bruna o Nana Rossa, dovesse arrivare ad attraversare una regione vicina ai confini del nostro sistema planetario, potremmo seriamente ritrovarci uno dei suoi pianeti (precisamente quello dall’orbita più distante da questa stella) già dentro al Sistema Solare.

L’esatta posizione di questo Pianeta X è legata principalmente al periodo di rivoluzione che l’astro stesso che compie orbitando attorno a questa stella compagna del Sole, la quale, a seconda della distanza percorsa nella propria orbita, costituirebbe il vero filo conduttore tra il Pianeta X e il nostro Sistema Solare.

Risultati immagini per Nemesis, nibiru

Entrambe le stelle si muovono lungo delle orbite molto estese che condurrebbero ciclicamente il Sole e la sua compagna binaria (ovvero un sistema planetario completo) ad avvicinarsi reciprocamente. I periodi orbitali delle binarie possono variare da meno di un’ora a pochi giorni, a centinaia di migliaia di anni. Potremmo quindi fare parte di un sistema binario nel quale i periodi orbitali compiono la propria rivoluzione in un arco di tempo lungo anche molte migliaia di anni.” Ora a seguire l’annuncio di alcuni scienziati che parlano dell’esistenza di Nemesis.

Gloi scienziati annunciano: “Il Sole ha un gemello ‘cattivo’ e pericoloso e si chiama Nemesis, responsabile delle estinzioni di massa sulla Terra”

Con un sofisticato modello matematico è stato dimostrato che tutte le stelle si formano assieme ad altre sorelle, un processo che ha coinvolto anche il nostro Sole. La scoperta getta nuova luce sull’esistenza di Nemesis, il gemello del Sole che potrebbe essere responsabile delle estinzioni di massa sulla Terra.

Ricercatori dell’Università della California (Berkeley) e dell’Università di Harvard hanno dimostrato con un modello matematico che tutte le stelle nascerebbero in sistemi binari o multipli, di conseguenza anche il nostro Sole dovrebbe aver avuto il suo gemello. Gli studiosi, coordinati dal fisico teorico Steven Stahler e dalla radioastronoma Sarah Sadavoy, che segue Hubble per conto della NASA presso il prestigioso Smithsonian Astrophysical Observatory, hanno in pratica rispolverato la teoria di Nemesis, il gemello ‘cattivo’ del Sole che ciclicamente – ogni 27 milioni di anni – si ripresenterebbe ai margini del Sistema solare.

La stella viene chiamata in questo modo poco lusinghiero poiché, in base ad alcuni studi, molti dei quali condotti verso la fine degli anni ’80, a causa della forza gravitazionale si porterebbe dietro pericolose comete in grado di bersagliare i pianeti del Sistema solare, compresa la nostra Terra. Benché non vi siano evidenze dirette, Nemesis sarebbe responsabile delle estinzioni di massa osservate sul nostro pianeta, che si presentano con un inquietante ciclo periodico. I dinosauri non aviani e altri gruppi di animali, 64 milioni di anni fa, nel tardo Cretaceo, sarebbero estinti proprio a causa di un asteroide “trasportato” da Nemesi.

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nube molecolare di Perseo, considerata una vera e propria culla per stelle in formazione

Ma torniamo allo studio che ha ridato linfa vitale a questa suggestiva teoria. Gli studiosi hanno determinato la nascita non solitaria delle stelle grazie allo studio della nube molecolare di Perseo, considerata una vera e propria culla per stelle in formazione. Attraverso la missione VANDAM sono state censite diverse giovani stelle di classe 0 (con meno di 500mila anni) e quelle di classe 1 (con meno di un milione di anni) all’interno della nube, che si trova a 600 anni luce da noi. Combinando questi dati con altre osservazioni, i ricercatori hanno individuato 45 stelle solitarie, 19 sistemi binari e 5 sistemi multipli. Dall’analisi delle distanze, delle posizioni e della distribuzione delle stelle, attraverso un modello matematico Sadavoy e colleghi sono giunti alla conclusione che esse sono nate tutte da sistemi binari o multipli.

nemesis, scomparsa dinosauri

Nemesis si nasconde a una distanza di tre giorni luce da noi, ovvero circa 500UA

“Le stelle di tipo solare non sono primordiali – ha sottolineato il professor Stahler – ma sono il risultato della rottura dei sistemi binari”. In base alle stime, attualmente il gemello del Sole dovrebbe trovarsi a una distanza di tre giorni luce, ovvero circa 500UA (unità astronomiche, la distanza tra Terra e Sole), nascosto da qualche parte nel cuore della Via Lattea.

Sebbene venga definito gemello, Nemesis potrebbe essere una debole nana bruna, ridotto in questa situazione proprio dal Sole che, durante le fasi accrescimento, gli avrebbe strappato la maggior parte di polveri e gas. Le prove della sua esistenza, come specificato, non sono mai state trovare, tuttavia alcuni pensano che possano essere lette nella curiosa orbita del pianeta nano Senda, influenzata dalla forza gravitazionale di un misterioso oggetto celeste. I dettagli della ricerca sono stati divulgati su arXiv.org e sono in attesa di pubblicazione sull’autorevole rivista scientifica Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

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Il nome di Nemesis,  è stato proposto in base al fatto che questa stella oscura “Killer” possiede un’apparente ciclo di 27 milioni di anni e sarebbe stata la causa delle estinzioni di massa sulla Terra, compresa quella che ha visto la scomparsa dei dinosauri.

Un astronomo presso l’Università della California a Berkeley di nome Richard Muller ha proposto una teoria circa 23 anni fa, che diceva come una nana rossa si trovasse a 1,5 anni luce di distanza e potrebbe periodicamente viaggiare attraverso i limiti esterni del nostro sistema solare, mescolando il materiale o scia di detriti, pianeti, comete e asteroidi con la sua gravità, creando disastri planetari dalle nostre parti.

Una stella di passaggio debole come una nana bruna potrebbe anche spiegare altre anomalie ai margini del nostro sistema solare, come ad esempio la strana, ampia orbita del pianeta nano Sedna.

Di Massimo Fratini

Redazione Segnidalcielo

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