Planet X Nibiru

Planet X e le Anomalie nel Sistema Solare: scienziati non comprendono il fenomeno dell’Esagono di Saturno, ma ne spiegano la dinamica!

La misteriosa tempesta esagonale nel polo nord di Saturno, ha catturato l’attenzione degli astronomi fin dalla sua scoperta risalente a 30 anni fa. Ora un team di scienziati messicani sostiene di aver trovato la spiegazione di questa formazione particolare.

Un nuovo studio condotto da ricercatori presso l’Istituto di arte mineraria e della Tecnologia del New Mexico, sostiene di aver trovato la spiegazione per lo strano fenomeno noto come la tempesta esagonale su Saturno, riporta il portale  Space.com. Secondo l’autore principale dello studio, il dr. Raul Morales-Juberías, con il suo team è riuscito a creare in scala minore, un modello molto simile all’esagono di Saturno. Il tutto  sulla base di un semplice modello di venti combinati con getti d’acqua.

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Nel modello, un getto d’aria fluisce in direzione est su una curva di percorso nei pressi del polo nord di Saturno. Piccole perturbazioni nel getto d’aria, crea la fomra esagonale visibile al polo nord del grande pianeta gassoso. Secondo lo studio del team messicano, lo scenario che meglio si adatta all’esagono di Saturno, implica jet di nubi a livello superficiale. Venti accelerati nel vortice esagonale che si trovano sotto le nuvole, sembrano aiutare a mantenere la forma dell’esagono e controllare la velocità a cui viaggia. Mentre altri modelli, con venti profondi o non tenendo conto dei venti sottostanti, comporterebbero altri modelli, per esempio, una stella a sei punte. La struttura contenente la tempesta esagonale, al suo centro, è larga circa 32.000 chilometri, che è quasi 3 volte il diametro della Terra e raggiunge circa 100 km giù l’atmosfera del gigante gassoso, con venti che vanno moltre 400 km/h.

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La tempesta gigante insolita su Saturno è stata scoperta nei primi anni ’80 da parte della sonde della NASA Voyager 1 e 2. Niente come questo fenomeno è stato osservato in qualsiasi altro pianeta, anche se ultimamente si sono verificate tempeste su alcuni pianeti del sistema solare, come ad esempio Giove, anomalie dettate da una influenza gravitazionale che potrebbe provenire dall’esterno, quindi, oltre Plutone. Molti ricercatori sono convinti che le anomalie nel sistema solare, la famosa “febbre climatica” che sta colpendo la Terra e tutti gli altri pianeti del sistema solare, sono dovute alla presenza di Planet X-NIbiru.

Le anomalie sui pianeti del Sistema Solare sono dovuti alla presenza di Nemesis?

Il ricercatore, Cristian Negureanu, ha inviato un resoconto di ciò che sta succedendo nel nostro sistema solare. Un enorme forza gravitazionale dovuta alla presenza di un altro sistema planetario, governato dalla stella Nemesis e circondata da alcuni pianeti tra cui NIbiru (Planet X),  sta influenzando alcuni pianeti come Urano, Saturno, Giove,  la Terra e la nostra stella, il Sole.

Non a caso i reali cambiamenti del clima, dell’attività vulcanica, dell’intensificazione dell’attività sismica e dei bombardamenti meteoritici, per non dimenticare gli intensi avvistamenti di Comete provenienti dalla Nube di Oort, sono dovuti all’effetto gravitazionale dei pianeti esterni di Nemesis (Dark Star), che si sta avvicinando al nostro sistema solare.

Osservato per la prima volta il 21 ottobre 2003 utilizzando il telescopio  Oschin, sul Monte Palomar (California), scoperto da Michael E. Brown, Chad Trujillo, David L. Rabinovitz, il 5 Gennaio 2005, sulla base delle foto scattate nella data sopra indicata, è stato chiamato 2003 – UB – 313,  conosciuto nell’antichità con nomi diversi come appunto, Nibiru, Marduk, Nemesis, Hercolubus, il Pianeta degli Dei, il Pianeta dell’Impero, il Pianeta della Croce o il Pianeta Rosso.

Misteriose tempeste nell’atmosfera di Urano

Una tempesta nell’atmosfera di Urano (foto sotto) sta sorprendendo gli astronomi. Le recenti osservazioni del team guidato da Kunio M. Sayanagi dell’Università di Hampton, effettuate con il telescopio spaziale Hubble e le riprese fatte con la fotocamera NIRC2 del telescopio Keck II da 10 metri hanno messo in evidenza una strana anomalia.

Il cielo di Urano è diventato sempre più tempestoso. Vasti e brillanti sistemi nuvolosi stanno attraversando l’atmosfera verde bluastra del gigante gassoso. Il 5 e il 6 agosto 2014 il team capitanato da Heidi Hammel (Association of Universities for Research in Astronomy) e Pat Fry (Università del Wisconsin) ha effettuato delle riprese con la fotocamera NIRC2 del telescopio Keck II da 10 metri.

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Le osservazioni effettuate alla lunghezza d’onda di 2.2 micron hanno permesso di rilevare le nuvole al di sotto della tropopausa, una regione dell’atmosfera in cui la pressione varia da circa 300 a 500 mbar (circa la metà di quella registrata sulla superficie terrestre). Le osservazioni hanno evidenziato otto grandi tempeste nell’emisfero nord, che rappresentano il 30 per cento di tutta la luce riflessa dall’intero pianeta a quelle lunghezze d’onda. Gli astronomi amatoriali, colpiti da questa attività insolita, hanno puntato i loro telescopi verso il pianeta cercando di osservare le tempeste. Il francese Marc Delcroix è riuscito ad individuarle elaborando le immagini riprese da Régis de-Benedictis e dagli altri compagni astrofili nei mesi di settembre e ottobre. Successivamente ha condotto ulteriori osservazioni col telescopio da un metro di Pic du Midi posto sui Pirenei francesi, ottenendo importanti informazioni scientifiche.

Cambiamenti nel Sistema Solare

Le piogge meteoriche che arrivano ed entrano nell’atmosfera terrestre e il passaggio costante di comete all’interno del nostro sistema, evidenziano un chiaro mutamento gravitazionale appartenente a forze che spingono questi detriti rocciosi e ghiacciati nelle zone a ridosso della Terra. Come dichiarato dal ricercatore Dan Keiyng,  dobbiamo rivedere ciò che fu rappresentato nel crop circle di Santena, apparso il 17 Giugno 2012. “Fu di sicuro una profezia quel Crop Circle dove era descritto l’arrivo di una cometa o di una meteora di grandi proporzioni.”

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Di certo il più incredibile fu il successivo e mancato disastro del grosso meteorite Chelyabinsk, caduto in Russia il 15 Febbraio 2013. “Uno dei casi più incredibili, ma estremamente reale – spega Dan Keiyng – fu quello degli articoli riguardanti l’asteroide “Nibiru” (denominazione provvisoria che è tipico venire utilizzata dagli scienziati NASA, dettata da loro, prima di assegnare una “sigla ufficiale” ad un corpo spaziale minaccioso appena scoperto). Questi articoli furono fatti scomparire quasi subito dopo la loro pubblicazione da tutti i giornali web (ricordiamo che uscirono su CNN, NBC, AlJazeera, ITN, BBC, NOS e altri, nel periodo di Novembre 2012) che ne divulgarono la notizia. Oltre agli articoli scomparve “ovviamente” l’intero asteroide minaccioso…ma vogliamo ribadirlo: la notizia non era assolutamente falsa; semplicemente (probabilmente) quell’asteroide fu fatto “sparire” proprio dai Guardiani Extraterrestri.

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L’asteroide “Nibiru” era a tutti gli effetti un corpo roccioso spaziale reale, che avrebbe di certo devastato una buona parte del pianeta Terra. La tensione che si percepiva leggendo le interviste rilasciate a quei giornali era reale, i nomi dei giornalisti e quelli degli scienziati intervistati erano reali, i contenuti scientifici e le “paure” della NASA erano reali. Una notizia che, visto la gravità, era sfuggita di mano alle agenzie governative, ma poi “ridimensionata” immediatamente e quindi fatta ritirare con decisione assoluta dagli “alti” stadi governativi Top Secret dopo (forse) aver ricevuto una “garanzia di difesa” offerta segretamente da esseri provenienti da altri mondi…?

 

Qualcosa ci “perturba” sempre più, ma ancora non possiamo vedere esattamente di cosa si tratti. Il Sole sta attendendo un’Ombra Oscura, ovvero una stella oscura (Dark Star) che inevitabilmente farà presto ritorno. I Guardiani delle stelle aumentano la loro presenza nei nostri cieli, Essi conoscono gli eventi, da tempo ci avvertono, da sempre vegliano su di noi. I nostri occhi si accorgeranno presto di un nuovo brillìo nascere dal buio oscuro

Come sottolienato dal ricercatore Cristian Negureanu, “Planet X  provoca numerosi cambiamenti climatici nel sistema solare, come visto ultimamente su Urano e su Saturno.  Uno di questi cambiamenti è il surriscaldamento del pianeta con la conseguenza naturale dello scioglimento dei ghiacciai. L’effetto dello scioglimento dei ghiacciai, a causa della loro acqua dolce, comporterà la fine del sistema termosalino naturale, il “motore” che permette la circolazione della corrente del Golfo verso il Nord ed il congelamento di diverse aree del Nord – Ovest dell’Europa e del Nord – Est degli Stati Uniti d’America. Il Dr. John T. Holliger dell’Università del Maine (USA) ritiene che in passato, pezzi di grandi dimensioni, periodicamente, si sono staccati dal ghiaccio Antartico creando una grande marea con innalzamento degli oceani. In breve, questo è il processo che ha avuto luogo nel corso degli ultimi due periodi in cui il Pianeta degli Dei è passato tra Marte e Giove, il punto più vicino alla Terra. 3600 anni fa, durante l’Esodo degli Ebrei dall’Egitto a metà del secondo millennio aC, la Terra ha subito grandi cataclismi”.

Redazione Segnidalcielo

 

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