UFO

Phobos è un satellite artificiale di origine aliena

Qualche anno fa l’Agenzia Spaziale Europea ESA (European Space Agency) aveva dichiarato che Phobos, la misteriosa luna di Marte, è artificiale. Almeno 1/3 di Phobos è cavo e non ha origini naturali, ovvero è di natura aliena.

Forse questa rivelazione potrà motivare la NASA a rendere pubblici i segreti che custodisce? Non contateci… perché se Phobos è artificiale, un civiltà aliena deve averla messa lì e i segni ci sono, come ad sempio i misteriosi monoliti. Il primo a credere che Phobos fosse artificiale fu il famoso astrofisico russo Iosif Samuilovich Sklovskij, quando calcolò il movimento orbitale del satellite di Marte, Phobos. Egli giunse alla inevitabile conclusione che la luna di Marte è cava e artificiale, in sostanza una astronave titanica.

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L’astronomo russo Cherman Struve spese mesi a calcolare  le orbite delle due lune marziali e lo fece con estrema accuratezza agli inizi del XX secolo. Studiando le note dell’astronomo, Shklovsky si rese conto, col passare dei decenni, che la velocità e posizione orbitale di Phobos non corrispondevano più alla posizione formulata matematicamente da Struve. Dopo un lungo studio delle forze gravitazionali, magnetiche e delle maree, Sklovskij giunse alla ferma conclusione che  “non ci sono elementi che facciano supporre che cause naturali siano le origini delle due strane lune e del loro comportamento bizzarro, particolarmente quello mostrato da  Phobos. Le lune quindi sono artificiali. Qualcosa o qualcuno le ha costruite”.

Durante un’ intervista relativa alla misteriosa luna marziana, Sklovskij spiegò: “C’è solo un modo in cui si possono riconciliare i requisiti di coerenza e costanza di forma di Phobos e la sua densità media estremamente bassa: dobbiamo dedurre che Phobos sia cava, un corpo vuoto, che assomiglia ad una lattina vuota”. La scienza mainstream (ufficiale) per decenni  ha ignorato il lavoro innovativo di  Shklovsky, finché l’ESA ha cominciato a guardare più da vicino questa strana piccola luna. Ed uno studio dell’ESA ha dichiarato Phobos non naturale.

L’abstract dello studio dell’ESA, che era stato pubblicato nella rivista in peer-review di Geophysical Research Letters, rivela che Phobos non è ciò che da generazioni credono molti astronomi e astrofisici, ovvero che sia un asteroide catturato.
“Noi riportiamo risultati da due sottogruppi del team Mars Express Radio Science (MaRS) che in modo indipendente hanno analizzato i dati di rilevamento radio del Mars Express (MEX), allo scopo di determinare  in modo concreto l’attrazione gravitazionale della luna Phobos sulla sonda MEX  e quindi la massa di Phobos.

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Ci sono nuovi valori  per il parametro gravitazionale (GM=0.7127 ± 0.0021 x 10-³ km³/s²) e la densità di Phobos (1876 ± 20 kg/m³) che forniscono significativi nuovi limiti sul range corrispondente  della porosità del corpo (30% ± 5%) e forniscono una base per una interpretazione maggiore della struttura interna. La nostra conclusione è che l’interno di  Phobos contiene probabilmente  grandi vuoti. Quando applichiamo questi risultati a varie ipotesi che riguardano l’origine di Phobos, questi risultati sono in contrasto con l’affermazione che Phobos sia un asteroide catturato”.

Casey Kazan scrive che il sito ufficiale dell’ESA su Phobos, la luna di Marte  “artificiale”, conteneva espliciti dati scientifici, provenienti da più prospettive, che hanno fortemente sostenuto l’idea che ciò è come apparirebbero degli echo di un radar, che ritornassero dall’interno di una  gigantesca astronave geometrica e cava. Infatti erano la fonte primaria della segnatura radar interna che si vede geometricamente in 3D.

La convergenza di tutti e tre questi esperimenti indipendenti del Mars Express – immagine e distribuzione della massa interna, (rilevamento) e immagine radar interno,  concordano sul fatto che l’interno di Phobos è parzialmente cavo, con dei vuoti geometrici al suo interno. E questo significa che Phobos è artificiale.

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In altre parole, Phobos non è un satellite naturale, non è un asteroide catturato ed è cavo. Questo è esattamente ciò che il Dr. Sklovskij trovò allora, negli anni ‘60. Phobos è stato costruito artificialmente e collocato nell’orbita di Marte. Ma da chi? Gli indizi che avvalorano l’origine aliena non mancano.

Tra questi, la rivelazione rilasciata durante un’ intervista televisiva esclusiva dall’astronauta Buzz Aldrin, secondo uomo ad aver calpestato il suolo lunare, che sembra alimentare questo sospetto. Egli ha dichiarato incredibilmente che sulla stessa luna di Marte si può notare inoltre uno strano monolite di forma rettangolare.

L’idea che Phobos possa essere artificiale aveva già sfiorato la fantasia del suo scopritore, il quale aveva ipotizzato che la luna di Marte potesse essere una “Stazione Spaziale Orbitante”. Inoltre, la scoperta di Hall nel 1877 fu del tutto inaspettata, tanto che Sklovskij ritiene che la loro comparsa “improvvisa” farebbe pensare ad un loro “lancio” recente.

Un’ultima curiosità che riguarda Phobos proviene dalle immagini ottenute dalla sonda Mars Global Surveyor della NASA, dalle quali sembra emergere in bella mostra un grosso oggetto rettangolare, molto simile ai monoliti visti su Marte. Qui potete osservare le immagini originali, ma le elaborazioni migliori del “Monolite di Phobos” sono pubblicate da lunexit.it.

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Rammentiamo che nel 2007 la Canadian Space Agency ha finanziato uno studio per una missione senza equipaggio verso Phobos nota come PRIME (Phobos e Reconnaissance International Mars Exploration). Il monolite, grande come un edificio, è il principale sito di atterraggio proposto, ma ufficialmente non perché gli scienziati sospettino una attività UFO: il motivo ufficiale è che l’oggetto sarebbe un macigno rimasto esposto relativamente di recente in una zona altrimenti piatta di Phobos, che ha tutto sommato più l’aspetto di un grosso sasso nello spazio che di una vera luna. Il ricercatore Alan Hildebrand del team PRIME ha detto che l’analisi del “Monolite” potrebbe rispondere a domande sulla composizione della luna di Marte e della sua storia. “Se riusciamo a avvicinarci a questo oggetto, noi probabilmente non abbiamo bisogno di andare altrove”, ha detto al suo team scientifico.

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Insomma, gli scienziati delle agenzie spaziali pensano che i monoliti siano solo dei massi insignificanti capitati lì per caso. Altri pensano che comunque valga la pena andare ad indagare e altri ancora pensano che si tratti di una struttura artificiale lasciata lì da qualche antica civiltà extraterrestre. Come al solito, le domande sono più delle risposte, ma quella che frulla nella testa di tutti noi è soprattutto una: chi ha messo lì quei monoliti?

Redazione Segnidalcielo

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