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Numerosi asteroidi passeranno vicino alla Terra nelle prossime due settimane

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Telescopi pronti per assistere al passaggio di asteroidi che ci sarà nelle prossime due settimane. Sono quattro e fortunatamente nessuno di essi costituirà un pericolo per il nostro Pianeta.

Nell’arco di una decina di giorni ben quattro asteroidi “visiteranno” la Terra. Un quinto è già passato lo scorso 17 Maggio, quando l’asteroide 2013 KA, un piccolo oggetto dal diametro di circa 10 metri scoperto solamente il giorno prima, è transitato a circa 800.000 chilometri dalla Terra. Anche per il passaggio dei prossimi asteroidi non vi è alcun pericolo, secondo le dichiarazioni rilasciate da Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma. Inoltre – aggiunge sempre Masi – “i passaggi di questi oggetti sono molto più frequenti di quanto si possa immaginare e il fatto che oggi siano avvistati molto più frequentemente anche rispetto a soli 2 o 3 anni fa dipende dalla maggiore abilità di osservarli”.

Oggi ci ha fatto visita 2013 KT1, del diametro di circa 20 metri, che alle 16:30 ha raggiunto la distanza minima della Terra, passando a 1,3 milioni di chilometri. “Nessun pericolo in vista perché la distanza è di tutta sicurezza”, rileva Masi. Un corpo celeste che fa parte di una sorta di “staffetta cosmica” che domani vedrà il passaggio ravvicinato di altri due asteroidi, un po’ più piccoli e più distanti rispetto a quello di oggi: il primo si chiama 2013 KB, ha un diametro compreso fra 15 e 18 metri e alle 8:05 di domani passerà quasi alla stessa distanza di 2013 KT1. Il secondo, 2013 KS1, ha un diametro di circa 15 metri e alle 13:30 di domani passerà a circa 2 milioni di chilometri dalla Terra.

Il 31 maggio, infine, vedremo passare l’asteroide 1998 QE2, dal diametro di 2,1 chilometri. Alle 23:00 sarà a circa 5,8 milioni di chilometri dalla Terra. “Non sarà alto sull’orizzonte, ma sarà molto brillante” – prosegue Masi – “e per questo sarà osservabile anche dall’Italia, tramite piccoli telescopi.

a cura di Paolo Nicolosi

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