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Non siamo soli nell’Universo: il Seme mandato sulla Terra dagli ALIENI

Un’immagine inquietante, che riproduce una forma fetale semi-umana contorta su sé stessa, è l’ultima e più concreta prova a sostegno della crescente convinzione che non siamo soli nell’Universo.

La scoperta è stata realizzata nella stratosfera al di sopra le terrazze di sale di Bonneville, nello Utah, in America, grazie a una sonda agganciata a speciali aerostati stratosferici, spinti da onde d’urto, genericamente utilizzate nel mondo dell’astronomia e della ricerca spaziale. L’organismo è stato catturato dal professor Milton Wainwright e dal suo team della Sheffield University, che da lungo tempo studiano la vita al di fuori della Terra.

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Il professor Wainwright ha inviato gli “aerostati” nella stratosfera, circa 30 km sopra l’atmosfera terrestre, per raccogliere particelle minute dallo Spazio. La materia raccolta dalla superficie del dispositivo rivelava un organismo sinistro, nascosto tra le tracce di detriti stratosferici. Wainwright è convinto che si tratti di un’importante prova dell’esistenza degli ALIENI.

Dalle analisi risulta che la particella “ultraterrena” contiene i tre elementi basilari che formano gli elementi costitutivi della vita: Carbonio, Azoto e Ossigeno. A differenza di precedenti scoperte simili, la strana entità è risultata perfettamente simmetrica. Un altro indizio della sua possibile natura.

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Dalle analisi risulta che la particella “ultraterrena” contiene i tre elementi basilari che formano gli elementi costitutivi della vita: Carbonio, Azoto e Ossigeno

Tra le precedenti scoperte del professor Wainwright, nella sua ricerca di forme di vita organiche nello spazio, troviamo particelle che mostravano caratteristiche organiche residue. Wainwright sostiene che, non solo gli ALIENI esistano, ma che tracce minime di vita extraterrestre, incluso il loro DNA, piovano continuamente sulla Terra dallo Spazio: la cosiddetta Panspermia. «È come se le particelle extraterrestri che violano l’atmosfera terrestre stessero “seminando” il nostro pianeta», ha ipotizzato il ricercatore.

Tuttavia, l’ultima scoperta ha lasciato perplessi gli scienziati a causa delle sue dimensioni insolitamente grande e del suo misterioso aspetto fetale. «Le Bonneville Salt Flats sono famose per essere uno dei luoghi sulla Terra che si sono dimostrati più contaminati da microbi ALIENI. – ha spiegato Wainwright – Abbiamo appena prelevato un campione dalla sonda inviata nella stratosfera e abbiamo isolato tale strana forma di vita ultraterrena. La particella sembra contenere solo Carbonio, Ossigeno e Azoto e mostra una simmetria bilaterale tale che, se una linea venisse disegnata attraverso il suo centro, avrebbe lo stesso aspetto su entrambi i lati».

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La sonda inviata nella stratosfera ha scoperto una strana forma di vita ultraterrena

Il professor Wainwright insiste sul fatto che non c’è modo che possa aver fluttuato dalla Terra, proprio a causa del suo alto peso molecolare, che rende impossibile ipotizzare sia sfuggito alla gravità del nostro pianeta. «L’unica conclusione è che ci sono entità biologiche che vivono su altri pianeti, che a volte si staccano e finiscono per fluttuare nello Spazio. Se tali organismi provenissero dalla Terra, su aerostati di simili dimensioni ci sarebbero residui di particelle di erba. Ma visto che non esiste un setaccio nell’atmosfera ad alta quota che trattenga il polline o i filamenti erbosi, è più naturale dedurre che si tratti di organismi che sono penetrati nella Stratosfera dall’esterno. La deduzione più logica è che stiano arrivando sulla Terra da qualche parte nello Spazio», ha sottolinerato.

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il DNA ALIENO è un motore per l’evoluzione dei virus e dei batteri, organismi infettivi che aumentano la loro carica dopo aver prelevato materiale genetico non identificato.

Lo scorso gennaio Wainwright e il suo team hanno isolato un microscopico globo di metallo dai detriti spaziali che sembrava spargere materia organica scatenando le paure di un possibile agente infettivo, sostenendo che avrebbe potuto essere stato progettato da una specie intelligente per «seminare e propagare la vita aliena sulla Terra». La teoria della Panspermia potrebbe spiegare anche la nascita della vita sulla nostro pianeta, inclusa quella degli esseri umani, forse provenienti da altri mondi. Si suggerisce inoltre che il DNA ALIENO sia un motore per l’evoluzione dei virus e dei batteri, organismi infettivi che aumentano la loro carica dopo aver prelevato materiale genetico non identificato.

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organismo alieno scoperto nella stratosfera terrestre

Un’ipotesi che desta preoccupazione e che pone il problema se germi dormienti di malattie come l’Ebola o il virus Zika possano in qualche modo essere sollecitati e diventare ancora più virulenti, a causa dell’integrazione di DNA esterno (non terrestre) nel loro genoma.

Il professor Wainwright ha invitato la NASA ad investire nella ricerca per trovare una soluzione, rintracciando all’interno del Sistema Solare tutte le particelle organiche simili agli organismi presenti sulla Terra: «Abbiamo semplicemente bisogno che la NASA o l’Agenzia Spaziale Europea spendano una piccola parte della grande quantità di denaro che investono per confermare le nostre scoperte. Nessuno ha ancora trovato una spiegazione razionale alternativa per ciò che abbiamo scoperto. In parole povere, la Terra viene continuamente riempita di elementi biologici dallo Spazio, alcuni dei quali potrebbero essere vivi. Indipendentemente da questo, è chiaro che essi apportano nuove informazioni, che potrebbero aver influenzato in passato l’evoluzione della vita sulla Terra», ha concluso Wainwright . E in futuro?

A cura della Redazione Segnidalcielo Magazine

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