Medicina

Neuroscienziati ammettono la pericolosità dell’alluminio nei vaccini e del glifosato usato dalla Monsanto

Il Dr. Christopher Shaw, neuroscienziato e professore presso l’University of British Columbia, ha illustrato come l’alluminio si è infiltrato in ogni aspetto della nostra vita. Questo si trova nel nostro deodorante, nei nostri vaccini, nelle nostre case ed è anche nel nostro cibo. 

Shaw spiega anche come l’alluminio nei vaccini sia diverso da quello che si trova naturalmente. Gli adiuvanti come l’alluminio (uno dei più comuni) sono una componente che si trova nei vaccini e che potenzia la risposta immunitaria a un antigene. L’adiuvante è fondamentalmente utilizzato per invocare la risposta immunitaria desiderata. Questo è il motivo per cui il corpo non riesce a liberarsi dell’alluminio in questa forma, perché questo è il motivo dei coadiuvanti – essi sono destinati a restare nel corpo e permettere che l’antigene si possa ripresentare più e più volte. Non può essere espulso perché deve prevedere l’esposizione prolungata dell’antigene al sistema immunitario. Questo è il motivo per cui hanno messo l’alluminio nei vaccini.

Ma non c’è discussione sulla tossicità dell’alluminio. Questo è stato confermato nella letteratura scientifica per un tempo molto lungo. Ecco un bellissimo video del Dr. Christopher Exley, un professore di Bioinorganica presso la Keele University e professore onorario presso UHI Millennium Institute, che è conosciuto come uno dei maggiori esperti mondiali sulla tossicità dell’alluminio.

Il glifosato, il principale ingrediente attivo trovato all’interno dell’erbicida “Roundup” della Monsanto, è (purtroppo) un altro ingrediente che può essere trovato quasi ovunque. Per esempio, uno studio del US Geological Survey, dal titolo “Pesticidi nel Mississippi nell’aria e nella pioggia: un confronto tra il 1995 e il 2007”, rivela che l’erbicida Roundup (aka glifosato) e il suo sottoprodotto degrado tossico AMPA, sono stati trovati in oltre il 75% del campioni di aria e pioggia testati nel Mississippi nel 2007. I ricercatori non erano sorpresi, dato il fatto che 2 milioni di chilogrammi di glifosato sono stati trovati in tutto lo stato nel 2007. 

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Quando si tratta del glifosato della Monsanto oppure di altri pesticidi comunemente utilizzati, così come altre tossine ambientali, la scienza collega questi “insulti” alle possibili cause di Autismo (e di molte altre malattie come l’Alzheimer e il cancro) in modo inconfutabile, ma è vietato parlare di vaccini.

Tuttavia, abbiamo anche le recenti dichiarazioni rilasciate da scienziati che hanno una lunga carriera a contatto con i produttori di vaccini, le aziende farmaceutiche e le organizzazioni sanitarie come il CDC. Oppure, abbiamo anche dichiarazioni ufficiali, che più ufficiali non si può, di documenti riservati delle aziende produttrici. Ed ancora, abbiamo documenti che rivelano reiterate frodi scientifiche e la sistematica manipolazione dei dati, quando si tratta di riportare effetti negativi delle vaccinazioni.

Molti cattivi esempi del “business” del settore alimentare si stanno facendo strada nell’opinione pubblica, soprattutto quando si tratta del ruolo dei pesticidi, e degli OGM, per quanto riguarda il loro legame con varie malattie. Uno dei tanti esempi è rappresentato da uno studio pubblicato in merito a due prodotti Monsanto, uno in merito al mais geneticamente modificato (GM) e un altro in merito all’erbicida Roundup, che sono stati correlati al cancro, a danni renali ed epatici, e a danni ormonali. La rivista che ha pubblicato lo studio ha provveduto a nominare un ex collaboratore Monsanto per decidere quali documenti pubblicare sugli alimenti geneticamente modificati. Così, lo studio è stato prima ritirato e poi successivamente ripubblicato in un’altra rivista.

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Una cosa che ormai abbiamo compreso tutti è che lo sviluppo dell’Autismo va ben oltre la fantasiosa e profumata ipotesi genetica.

La Dr.ssa Stephanie Seneff è un’autorevole scienziata presso il MIT Computer Science e Artificial Intelligence Laboratory, negli ultimi anni la sua attività di ricerca si è concentrata in particolare sulla biologia, la nutrizione e la salute. Negli ultimi tre anni ha pubblicato più di una dozzina di lavori scientifici in più riviste mediche e di salute che trattano molte malattie moderne come l’Alzheimer e l’Autismo.

Vaccini e Autismo

Nel solo Nord America vengono somministrate milioni di dosi di vaccini ai bambini ogni anno. Vari prodotti chimici vengono aggiunti ai vaccini, sotto forma di adiuvanti, e la presenza di questi additivi chimici è responsabile di numerose polemiche all’interno della comunità scientifica. Una sostanza comune nei vaccini è l’alluminio.


Orbene, un articolo pubblicato dalla Dr.ssa Seneff nel 2012 sostiene che gravi reazioni avverse ai prodotti chimici (come l’alluminio) presenti all’interno dei vaccini possono essere associate a condizioni di pericolo di vita, danni cardiaci e cerebrali. Il documento sostiene poi che esiste una correlazione tra autismo e le reazioni avverse acute alle vaccinazioni. La Dr.ssa Seneff non sostiene direttamente che i vaccini causano l’Autismo; sostiene semplicemente che i bambini possono essere vulnerabili a una reazione acuta di un vaccino adiuvato con alluminio, che può causare un  grave danno neuronale.

Lo studio sottolinea anche come l’Autismo sia associato a livelli elevati di nitrati nel sangue, e che l’alluminio gioca un ruolo nella produzione di nitrato in eccesso. Inoltre, mostra come alti livelli anormali di alluminio siano stati trovati nel mineralogramma di ben oltre la metà dei 34 bambini autistici che sono stati analizzati. Un altro fattore importante della ricerca è che l’Autismo è associato ad un’anormale  funzione immunitaria, e questa condizione è aggravata dalla presenza di adiuvanti di alluminio nei vaccini.

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In sintesi, il documento sostiene che l’Autismo si sviluppa come il risultato di una carenza nella fornitura di colesterolo solfato per stabilizzare il sistema di sospensione colloidale del sangue. La fornitura di colesterolo solfato è mantenuta dai livelli di nitrati che agiscono nell’epidermide, nell’endotelio, e nelle cellule del sangue in sospensione, e che richiede substrati di colesterolo e zolfo, così come la luce solare, per fornire l’energia di attivazione necessaria alla reazione. I vaccini entrano in gioco.

Perché i vaccini contenenti alluminio sono problematici, non solo perché l’alluminio attiva l’enzima eNOS (sintasi endoteliale dell’ossido nitrico) ma anche perché l’alluminio può indurre necrosi dei tessuti nel sito di vaccinazione, emulando il processo di danno tissutale alla placenta in pre-eclampsia. In entrambi i casi, il rilascio di DNA mitocondriale nel sangue può scatenare una reazione autoimmune acuta.

Lo studio ha concluso che “abbiamo proposto in questo lavoro una nuova ipotesi per la patologia di base correlata all’Autismo e alle reazioni avverse estreme ai vaccini. Consigliamo anche l’eliminazione dell’alluminio come adiuvante nei vaccini”.

Il ruolo della ghiandola pineale nei danni neurologici a seguito dei vaccini adiuvati con alluminio

La Dr.ssa Seneff ha presentato una ricerca scientifica presso il Terzo Simposio Internazionale sui vaccini nel marzo 2014. Questo simposio faceva parte del 9° Congresso Internazionale sulla Autoimmunità. La  Seneff  è stata invita dal Children’s Medical Safety Research Institute [CMSRI] per discutere gli effetti negativi sulla salute degli adiuvanti in alluminio e dei vaccini adiuvati con alluminio.

Essa ritiene che i casi di malattie neurologiche cerebrali sono il risultato di un insufficiente apporto di solfato al cervello. E sostiene che la carenza sistematica di solfato sistematica… può essere il fattore più importante in molti dei problemi di salute che abbiamo di fronte oggi.

Una delle conseguenze derivanti dalla carenza sistematica di solfato nel cervello è l’alterata capacità del cervello di eliminare i metalli pesanti e altre tossine. A peggiorare le cose, gli stessi metalli tossici interferiscono anche con la sintesi di solfato. Il risultato netto può essere un accumulo di detriti cellulari.
Alcuni studi interessanti sono stati fatti in merito all’eparan-solfato, che svolge anche un ruolo chiave nello sviluppo del cervello del feto, e di protezione contro i radicali liberi dannosi. Quando si tratta di Autismo e deficit di solfato, la prova intrigante di ciò che accade quando è carente l’eparan-solfato viene da entrambi gli studi umani e murini condotti nel campo dell’Autismo.

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In uno studio, i piccoli topolini con alterazioni della sintesi di eparan-solfato nel cervello hanno manifestato tutte le caratteristiche classiche dell’Autismo, tra cui deficit sociocomunicativi e stereotipie (la sperimentazione animale è crudele, inutile e non serve più; esistono metodi alternativi che ora possono essere utilizzati dai ricercatori per fare i loro test, ndr). Un altro studio pubblicato sul Journal Behavioural Brain Research ha trovato questo tipo di carenza nella zona ventricolare secondaria dei ventricoli laterali di persone autistiche. Gli autori hanno concluso che questo “può rappresentare un biomarker per l’Autismo, potenzialmente coinvolto nella eziologia della malattia”.

La Dr.ssa Seneff suggerisce che la melatonina sia un fattore chiave nella consegna di solfato al cervello. L’esposizione alla luce solare aiuta la ghiandola pineale a costruire forniture di solfato, di giorno in giorno, e a riporlo in molecole di eparan-solfato. Quando giunge la sera, la ghiandola pineale produce melatonina e la trasporta come melatonina solfato a diverse parti del cervello. Il significato è che esiste un’associazione tra Autismo e deplezione di eparan-solfato nei ventricoli laterali e nel terzo ventricolo; e la punta del terzo ventricolo è situata all’interno della ghiandola pineale. Quando tutto funziona come dovrebbe funzionare, la ghiandola pineale trasporta solfato al terzo ventricolo e alle altre parti del cervello. Ma quando il cervello è carico di sostanze chimiche tossiche, come l’alluminio, avviene un impedimento che ostacola questo processo.

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Inoltre, la melatonina non trasporta solamente solfato, ma è anche un potente ed eccezionale antiossidante che lega i metalli tossici e contribuisce al loro smaltimento dalle cellule. Ecco perché non siamo affatto sorpresi che  una riduzione del valore di melatonina è implicato nell’insorgenza di Autismo.

Invece, per quanto riguarda l’alluminio è un fatto ben noto che esso giochi un ruolo in varie malattie neurologiche e possa disturbare la capacità della ghiandola pineale di produrre solfato; ciò significa che il cervello non può ripulirsi dai metalli pesanti e va incontro ad accumulo. La ghiandola pineale è particolarmente suscettibile all’alluminio e agli altri metalli pesanti perché non è protetta dalla barriera emato-encefalica e ha un tasso di perfusione sanguigna molto alta. La vulnerabilità della ghiandola pineale all’alluminio è illustrata in un documento del 1996 che mostra come le concentrazioni di alluminio nella ghiandola pineale sono state “costantemente osservate” in misura “nettamente superiore” nei tessuti cerebrali esaminati (pituitaria, corteccia, e cervelletto) che in altri tessuti.

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Ghiandola Pineale – Microcristalli di Calcite

Al contrario dei CTU collusi alle industrie del farmaco, gli scienziati stanno prendendo atto del fatto che viviamo in un momento in cui  si sta verificando un’elevata esposizione all’alluminio attraverso la pratica vaccinale, molto più di altri canali. Inoltre, anche se molti esperti vorrebbero farci credere che la questione della sicurezza dei vaccini è andata crescendo con le flebili  raccomandazioni per ridurre l’utilizzo del thimerosal, la Seneff ha notato che il thimerosal è ancora molto rilevante, come abbiamo già denunciato più volte da queste pagine.

In sintesi, la Dr.ssa Seneff punta il dito sul fatto che molte malattie neurologiche del cervello hanno un’origine comune, che comprende una quantità insufficiente di solfato al cervello. Inoltre, l’esposizione maggiore ai metalli tossici (in alluminio) danneggia il cervello e la sua capacità di disintossicarsi ed eliminarli. Come risultato, questi metalli tossici interferiscono con la sintesi del solfato, creano una deficienza di eparan-solfato che a sua volta conduce all’Autismo (come descritto e rilevato con gli studi succitati).

Vorremmo anche ricordare che l’Autismo è composto da un grande spettro. Alcuni dei disturbi associati alla diagnosi potrebbero non essere affatto dei “disturbi“, ma i regali acquisiti da una demenziale pratica vaccinale. D’altra parte, le caratteristiche che si vedono in alcuni bambini autistici sono la causa dell’avvelenamento da varie tossine presenti nei vaccini, soprattutto nei bambini che hanno un patrimonio immunitario che li rende più sensibili e vulnerabili a queste sostanze chimiche.

Redazione Segnidalcielo

Articoli correlati e riferimenti:

http://www.collective-evolution.com/2017/01/15/the-effect-of-aluminum-in-vaccines-on-humans/

http://www.collective-evolution.com/2017/04/21/study-shows-damage-to-the-seat-of-the-soul-after-aluminum-adjuvanted-vaccination-glyphosate/

https://autismovaccini.org/2015/01/24/i-sali-dalluminio-nei-vaccini-causano-danni-metabolici-e-neurologici-congruenti-con-autismo/

 

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