Allerta Globale Minacce dallo Spazio

NASA, un Deflettore Magnetico per evitare potenziali impatti economici dovuti a una “Tempesta Solare”

Un nuovo studio condotto dall’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (Cambridge, Massachusetts, USA) ha analizzato i potenziali impatti economici che si avrebbero dopo una grande tempesta solare nel futuro e ha proposto una strategia ambiziosa per mitigare i suoi effetti: costruire uno scudo enorme nello spazio per proteggere la Terra dal Sole. ” Noi prevediamo che nei prossimi 150 anni ci sarà un evento che potrebbe causare ingenti danni all’economia degli Stati Uniti di circa 20 trilioni di dollari, e il danno potrebbe aumentare in modo esponenziale da allora in poi fino a quando si viene a saturare lo sviluppo tecnologico”, ha detto Abraham Loeb, uno dei ricercatori delll’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics.

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Tenendo conto delle potenziali perdite che potrebbero essere causate dalle tempeste solari, gli scienziati hanno deciso di cercare di progettare varie soluzioni al problema. Uno di loro, considerato dai ricercatori come “fattibile”, sarebbe quello di installare uno “scudo magnetico” nello spazio.

Schema dello scudo magnetico proposto per mettere tra la Terra e il Sole.

Secondo gli scienziati, questo “deflettore magnetico” delle dimensioni della Terra sarebbe posizionato tra la Terra e il Sole ad una distanza di 329.000 km dal nostro pianeta e deviare cosi le particelle nocive provenienti dal Sole. “Questo progetto di ingegneria potrebbe richiedere diversi decenni a essere costruito nello spazio”,  ha sottolineato Loeb, che ha spiegato come il costo della creazione di un’infrastruttura di queste dimensioni e posizionata nello spazio, pesa circa 100.000 tonnellate e “probabilmente costerebbe centinaia di miliardi di dollari, molto meno del danno da tempesta solare previsto per questo secolo”.

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Gli autori dello studio suggeriscono che la spesa per la costruzione dello schermo magnetico sarebbe paragonabile al costo totale della Stazione Spaziale Internazionale e 3 o 4 ordini di grandezza inferiori all’attuale PIL mondiale o dei danni economici dovuti appunto da un flusso di particelle solari notevolmente aggressivo e di grande impatto negativo sull’economia.

A cura della Redazione Segnidalcielo



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