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Minaccia Asteroidi: all’ESA di Frascati le prove per deviare un asteroide in rotta di collisione con la Terra

L’esplosione di un meteorite dal diametro di 20 metri sulla città russa di Chelyabinsk, nel Febbraio del 2013, ha lasciato il segno, ponendo l’attenzione della comunità di scienziati ed esperti del settore, di tutti i rischi legati ai Neo (Near Earth Objects), gli asteroidi che ‘sfiorano’ la Terra, e ricordato che i pericoli sono sempre in agguato!!

ANSA – Trovare un modo per deviare un asteroide in rotta di collisione con la Terra, ma soprattutto arrivare a un accordo politico per farlo: a salvare il pianeta dalla minaccia spaziale questa volta non sono gli eroi del film Armageddon, ma decine di ricercatori impegnati in un gioco di ruolo per simulare quello che potrebbe succedere realmente.

Nella sede Esrin dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), a Frascati, è in corso una simulazione per capire cosa accadrebbe se un asteroide largo 400 metri colpisse il nostro pianeta tra 7 anni.

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L’intensità della vampata prodotta dal meteorite di Chebarkul superava il bagliore del sole. Il bolide celeste esploso il 15 febbraio 2013 su Chelyabinsk aveva un diametro di circa 18-19 metri, un peso stimato all’incirca di 10 mila tonnellate

L’esplosione di un meteorite dal diametro di 20 metri circa (per 11 mila tonnellate) sulla città russa di Chelyabinsk, nel 2013, ha posto sotto l’attenzione di tutti i rischi di legati ai Neo (Near Earth Objects), gli asteroidi che ‘sfiorano’ la Terra, e ricordato che i pericoli sono sempre in agguato. Le tecnologie, anche se mai realmente testate, per provare a deviare asteroidi di centinaia di metri di diametro esistono già, ma trovare un accordo sulla strategia da adottare in caso di emergenza potrebbe non essere facile.

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Per capirlo i ricercatori hanno scelto di mettere in scena un ‘gioco’: ai partecipanti del convegno è stato dato un ruolo (scienziati, politici e giornalisti) e assegnati in squadre rappresentando nazioni diverse. Lo scenario, in evoluzione giorno dopo giorno, prevede l’impatto il 3 settembre 2022 di un asteroide largo 400 metri all’interno di una vasta area del sud est asiatico.

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“Un asteroide di queste dimensioni – ha spiegato Ettore Perozzi, responsabile operazioni del centro coordinamento Esa per il monitoraggio asteroidi – sarebbe piccolo per per provocare una catastrofe: quello che provocò l’estinzione dei dinosauri era di diversi chilometri, ma sufficiente a creare danni a livello globale”.

Quello che può apparire un semplice gioco è in realtà un esercizio per imparare a capire non solo le difficoltà tecniche che si potrebbero incontrare ma anche le problematiche etiche e politiche che entrerebbero in ballo. (Ansa)

Il Meteorite di Chelyabinsk fu una catastrofe sfiorata

Il peso complessivo del meteorite di Chebarkul era di circa 11 mila tonnellate. Il corpo celeste è entrato nell’atmosfera terrestre ad una velocità di 68400 km/h. Tale conclusione è stata formulata da un gruppo internazionale di ricercatori. Nell’atmosfera il metorite si è disgregato in piccoli frammenti, la cui velocità media presso la superficie terrestre è aumentata fino a 108 mila km/h.

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L’intensità della vampata prodotta dal meteorite superava il bagliore del sole. Il bolide celeste esploso il 15 febbraio 2013 su Chelyabinsk aveva un diametro di circa 18-19 metri, ha detto a “La Voce della Russia” Olga Popova dell’Istituto della dinamica delle geosfere presso l’Accademia delle scienze della Russia, la quale ha diretto le relative ricerche internazionali:

Questo corpo aveva le dimensioni di un edificio di 6 o 7 piani. L’oggetto spaziale è entrato nell’atmosfera ad una velocità di 68400 km/h, ossia la nostra valutazione della sua velocità è risultata essere alquanto superiore rispetto a quella precedente. La nostra ricerca è stata condotta da un gruppo imponente di specialisti provenienti da 9 paesi. Un ruolo importante in questa ricerca è stato svolto dagli specialisti dell’Accademia delle scienze della Russia, del nostro Istituto della dinamica delle geosfere, dell’Istituto di astronomia e dell’Istituto di geochimica “Vernadskij” .

Molti frammenti dell’ospite celeste sono bruciati già nell’atmosfera senza aver raggiunto la Terra. Il meteorite di Chebarkul o di Chelyabinsk è un fenomeno abbastana raro, fa notare Olga Popova.

Oggetti spaziali capitano continuamente nell’atmosfera terrestre. Sono prevalentemente particelle piccolissime, di un millimetro o anche minori. Durante un anno nell’atmosfera del nostro pianeta entrano non più di 20-30 corpi che misura attorno ad un metro. Oggetti grandi come il meteorite di Chelyabinsk sono ancor più rari, possono capitare nell’atmosfera una volta in 50-100 anni. Conosciamo, putroppo, poco la frequenza di tali avvenimenti, in quanto le relative osservazioni sono poche. Ma sappiamo precisamente che un oggetto che portava una energia vicina entrò nell’atmosfera terrestre nel 1963 vicino al Sudafrica.

Un gruppo di studiosi sotto la direzione del professore canadese Peter Brown dall’University of Western Ontario ha condotto proprie ricerche per esplorare la frequenza dei meteoriti che bruciano nell’atmosfera del nostro pianeta. Secondo il loro parere, una collisione con la Terra di corpi celesti che pesano più di 10 mila tonnellate può avvenire una volta in 30-40 anni. In un futuro prevedibile è esigua la probabilità di caduta sulla Terra di un meteorite con caratteristiche simili a quelle del meteorite di Chebarkul.

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La città di Chelyabinsk e i suoi dintorni sono stati molto fortunati per il fatto che a raggiungere la Terra sono stati frammenti relativamente piccoli del bolide ed anche perché l’ospite celestre inaspettato è entrato nell’atmosfera seguendo una traiettoria piana, dice Vladimir Surdin, docente della facoltà di fisica dell’Università di Stato di Mosca:

Poteva avvenire un’esplosione simile a quella nucleare. La enerigia portata dal meteorite, la energia del suo movimento, era infatti di circa 500 chiloton, come di una buona bomba all’idrogeno. Dopo lo scontro di questo meteorite con la Terra il risultato sarebbe stato lo stesso che dopo l’esplosione di una bomba all’idrogeno, e cioè vi sarebbe rimasto un cratere del diametro di alcune decine di metri e sarebbe stata avvenuna una potente emissione di sostanza evaporata.

Sul territorio della regione di Chelyabinsk si sono abbattute parti del meteorite dal peso complessivo di circa 4-6 tonnellate. Il frammento più grosso, che pesa 650 chilogrammi, è stato sollevato in ottobre dal fondo del lago Chebarkul.

Secondo l’opinione degli specialisti, il meteorite di Chelyabinsk, diventato il più grande corpo celestre caduto sulla Terra a partire dal 1908, ossia dai tempi del meteorite di Tunguska, poteva essere parte di un asteriode più grosso, staccatasi da questo asteroide 1,2 milioni di anni fa quando, ad esempio, passava vicino alla Terra. La parte rimanente dell’asteroide potrebbe costituire tuttora uno degli oggetti orbitanti intorno alla Terra. (sputniknews.com)

Redazione Segnidalcielo

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