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Microscopici organismi “alieni” scoperti tra i detriti spaziali

Come riporta il quotidiano Daily Express, gli astrobiologi sono convinti che la “particella fantasma” scoperta tra i detriti spaziali raggruppati nello spazio esterno, mostra ciò che si è pensato essere effettivamente una sorta di “bolla” contenente degli elementi indispensabili per la nascita di altre forme di vita.

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La speciale capsula o bolla, che dovrebbe trasportare microscopici organismi “alieni”,  è stata scoperta dal professor Milton Wainwright, insieme al suo team della University of Sheffield e l’Università di Buckingham (Centro Ricerche di Astrobiologia). Tutto il team di scienziati sono concordi nell’afermare, che questa bolla rappresenta la prova che gli alieni esistono.

Questa potrebbe anche essere il prossimo passo nel mettere insieme l’enigma secolare secondo il quale la vita sulla Terra si è formata grazie agli elementi essenziali provenienti dallo spazio. Il Professor Wainwright è convinto che la particella, che si trova tra la polvere e le particelle raccolte dalla stratosfera, è compsta da materiale biologico. Simile a un filo di fumo visto attraverso il microscopio il minuscolo organismo potrebbe essere la chiave per rispondere la domanda a lungo ponderata: siamo soli nell’universo?

Il microrganismo (o particella) biologico possiede la larghezza di un capello umano e nel suo ambiente spaziale questa particella fantasma può essere costituita da una bolla vivente che un organismo microscopico alieno potrebbe gonfiare con un gas più leggero dell’aria che la consente di galleggiare in aria o in un ambiente dell’universo ancora sconosciuto.

La comunità scientifica è rimasta sconcertata,  visto che questa scoperta arriva dopo che lo scorso ottobre una particella simile era stata scoperta dal professor Wainwright e il suo team.  Questi microrganismi sono stati individuati grazie ad alcuni palloni sonda lanciati nella stratosfera, a circa 27 km al di sopra dell’atmosfera terrestre per catturare particelle provenienti dallo spazio. Il Professor Wainwright ha dichiarato che questa scoperta è la prima del suo genere mai fatta sulla terra.
E ‘incredibile come questi organismi appaiono sui recettori di campionamento in una condizione assolutamente incontaminata privi della contaminazione come polline, erba o di inquinamento da particelle provenienti dalla terra, per cui si ritiene che la loro origine sia extraterrestre.

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Il Prof. Milton Wainwright

Esse producono anche piccole ammaccature che chiamiamo crateri da impatto quando atterrano sul campionatore quindi non vi è alcun dubbio della loro origine spaziale.Lo scorso anno gli Astronauti hanno annunciato di aver trovato tracce di vita sulla superficie della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) .
La scoperta di tracce di plancton sulla ISS è unica nel suo genere visto che gli organismi complessi non sono mai stati scoperti nello spazio esterno.
Gli esperimenti hanno mostrato in precedenza che i batteri possono sopravvivere al di fuori del nostro pianeta,anche se la scoperta dei cosiddetti diatomee sostiene la teoria che il catalizzatore biochimico per la vita umana ha avuto origine altrove nell’universo.La ricerca si presta a.teorie e convinzioni che non solo esiste la vita nello spazio esterno, ma che organismi extraterrestri compresi virus sconosciuti stanno continuamente piovendo sulla terra.
Il Professor Chandra Wickramasinghe, direttore del Centro di Astrobiologia di Buckingham presso l’ Università di Buckingham in Inghilterra, ha appena rilasciato una dichiarazione con la quale afferma che il DNA  (i mattoni della vita),  può sopravvivere in condizioni impossibili da immaginare.

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Nel 2011 un piccolo pezzo di DNA chiamato plasmide è stato inviato nello spazio dalla Svezia per essere studiato all’esterno del razzo TexUS-49. Dopo aver sopportato il calore di 1,000C il DNA incapsulato, una volta tornato a terra,  è risultato essere ancora intatto e con le sue proprietà biologiche originali inalterate.
Il Professor Wickramasinghe, ha sottolineato che la vita extraterrestre esiste e che ci sono virus e altri organismi virali, che piovono costantemente sulla Terra dallo spazio in un processo chiamato panspermia cometaria.
Il DNA porta il progetto di tutta una vita e la sua sopravvivenza durante il viaggio spaziale,  per cui è essenziale per comprendere se la vita è da considerarsi un fenomeno cosmico.  Questo risultato dimostra che il DNA e alcuni virus possono sopravvivere ai rigori dei viaggi spaziali provocati dall’alta velocità attraverso l’atmosfera di un pianeta. Il risultato dà un forte sostegno alla teoria di Hoyle-Wickramasinghe sull’evoluzione proveniente dallo spazio.Questa scoperta va a sostegno della teoria della panspermia cometaria. Il Professor Wainwright ha aggiunto: “Tutto quello che abbiamo sulla Terra deriva dallo spazio, compresi gli esseri umani “.

Redazione Segnidalcielo

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