Esplorazione spaziale UFO Vita nel Cosmo

Messaggi inviati nello Spazio potrebbero costituire una minaccia per la Terra, attirando Civiltà Aliene Ostili

Entro la fine del 2018 gli scienziati invieranno altri messaggi in direzione dei sistemi stellari vicini, dove si trovano pianeti che orbitano intorno alla loro stella e nella zona abitabile. Tuttavia, molti astronomi non sono d’accordo con questa idea, dicendo che tali messaggi potrebbero costituire una minaccia alla vita umana, attirando civiltà aliene ostili che potrebbero mettere fine alla vita sulla Terra. 

A quanto pare la razza umana è estremamente desiderosa di incontrare i nostri vicini cosmici, ma è anche vero che se questi vicini cosmici sono ostili, allora le nostre aspettative di un Primo Contatto fallirebbero immediatamente.

Nelle speranze di scoprire la vita aliena, gli esperti del SETI, ovvero gli Astrofisici ed Esobiologi, vogliono inviare messaggi verso pianeti potenzialmente abitabili nell’universo. Invece di aspettare che ET bussa alla nostra porta, gli scienziati hanno deciso di inviare un gruppo di messaggi nello spazio esterno sperando che alcuni di essi vengano intercettati da civiltà aliene tecnologicamente evolute.

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E mentre questo può sembrare un’idea fantastica per incontrare finalmente ET, gli esperti avvertono che potrebbe essere una mossa negativa, poiché questi messaggi potrebbero attirare civilità aliene ostili, predatrici di pianeti e che potrebbero venire sulla Terra e terminare la vita come lo conosciamo.

Il professor Stephen Hawking è d’accordo che l’invio di messaggi agli Alieni non è una buona idea. Il METI (Messaging to Extra-Terrestrial Intelligence) un’organizzazione che si trova a San Francisco, vuole iniziare a inviare pacchetti postali cosmici nello spazio esterno a partire dal 2018.

Ma cosa succede se ET si rivela un alieno ostile? In una intervista a Forbes, il presidente del METI Douglas Vakoch, ha dichiarato: “Se vogliamo avviare uno scambio nel corso di molte generazioni, vogliamo imparare e condividere informazioni”.

Vakoch crede che la razza umana ha bisogno di inviare messaggi complessi nel nostro spazio nella speranza di scoprire civiltà aliene.

“È troppo tardi per nasconderci nell’universo, quindi dobbiamo decidere come vogliamo rappresentare noi stessi. Gli extraterrestri potrebbero aspettare una chiara indicazione da parte nostra se siamo pronti a iniziare a parlare, ad interlocuire con loro”, ha detto Vakoch. METI intende inviare la loro prima trasmissione radio allo spazio esterno entro la fine del 2018, sottolineando “messaggi che rivelano concetti matematici e scientifici di base”.

“Sarebbe ideale usare un potente trasmettitore come quelli usati per gli studi radar planetari, come l’Osservatorio di Arecibo”, ha detto il signor Vakoch. Tuttavia, decidere quali tipi di messaggi la razza umana dovrebbe inviare allo spazio non è stato un compito facile.

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Parlando al CNET, Vakoch ha dichiarato: “Alcuni dei messaggi più importanti inviati nel passato hanno cercato di coprire tutto il range del paccheto standard di messaggi terrestri. Ora stiamo facendo l’approccio opposto. Piuttosto che cercare di comunicare tutto, ci concentriamo a dire poche cose molto chiaramente, poche ma buone… Per i nostri primi messaggi sottolineiamo gli elementi essenziali della matematica e della fisica “. Nella speranza di trovare ET, il METI si concentrerà sui sistemi solari vicini, in particolare quelli che si crede che possano ospitare pianeti in orbita (intorno alla stella ospite) nella zona abitabile.

Chissà, forse uno di quei sistemi solari potrebbe avere avanzate civiltà aliene intelligenti che attendono di sentire un messaggio dai loro vicini cosmici. Il signor Vakoch ha aggiunto inoltre che i messaggi sarebbero semplici, così gli alieni potrebbero decodificarli senza problemi.

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Tuttavia, non tutti pensano che questa sia una buona idea. Lucianne Walkowicz, un astrofisico al Planetarium Adler di Chicago, ha dichiarato in una intrvista alla NBC che “tentare di contattare civiltà aliene potrebbe comportare uno scenario catastrofico per la razza umana.”

“C’è la possibilità che se comunichiamo attivamente, con l’intenzione di ottenere l’attenzione di una civiltà intelligente, che la civiltà che contattiamo non avrebbe necessariamente in mente i nostri stessi e migliori interessi”, ha detto la Walkowicz.

“D’altra parte, ci potrebbero essere grandi benefici. Potrebbe essere qualcosa che terminerebbe la vita sulla Terra e potrebbe essere qualcosa che accelera la capacità di vivere una vita di qualità sulla Terra.  O invasione pacifica o invasione non pacifica. Non abbiamo modo di saperlo.”

A cura della Redazione Segnidalcielo



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