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Marte, nelle fotografie del Rover Curiosity scoperti un Hangar e una Piramide nella zona di Mount Sharp

Le immagini che vi mostriamo sono state analizzate dal ricercatore e cacciatore di anomalie spaziali che su Yuo Tube si fa chiamare ArtAlienTV.  La fotografia scattata molto tempo fa dal Rover Curiosity e mostra una zona impervia situata al centro del Gale Crater, ovvero Mount Sharp (Aeolis Mons) epicentro del cratere Gale che è del diametro di circa 154 km.

Mentre si parla in questi giorni delle prove sull’esistenza di una antica civiltà aliena su Marte che sono state tenute nascoste all’umanità, ci sono moltissime immagini di possibili oggetti artificiali sul pianeta rosso.

 

Una di queste immagini è scattata dal Mars Rover Curiosity nel mese di Dicembre 2015 e mostra due possibili enormi oggetti artificiali che somigliano, il primo ad un hangar e il secondo una piramide.  Dalle immagini originali scattate dal rover, se poi si applicano correzioni grafiche, come ad esempio il colore, il contrasto e l’ombreggiatura dell’oggetto, possiamo vedere come il presunto Hangar o capannone possiede una entrata. Nella parte posteriore a oche centinaia di metri è visibile una enorme Piramide. Non è la prima volta che il Rover Curiosity fotografa questi edifici, piramidi e cupole sulla superficie di Marte.

Il Rover Curiosity della NASA ha trovato ulteriore prova che il pianeta rosso era abitabile una volta

Inoltre, gli esperti sono giunti alla conclusione che il pianeta rosso potrebbe aver innescato con il passare del tempo,  l’evoluzione della vita microbica nel corso di centinaia di milioni di anni.

Il rover della NASA, la cui missione “esplorativa” è stata recentemente estesa di due anni, ha svolto la sua campagna di ricerca con il laser che fa parte dello strumento ChemCam(Chemistry and Camera), collocato in cima alla sua asta (una sorta di periscopio).  Dopo svariati sondaggi del terreno marziano, il Rover è riuscito a scovare nelle vene minerali di solfato di calcio il “boro”.  

Risultati immagini per Gale Crater, NASA's Curiosity Mars Rover, boro

Il boro è elemento scoperto per la prima volta sul Pianeta Rosso nel corso delle ‘indagini’ che Curiosity sta effettuando nell’area del Gale Crater e del Mount Sharp, il rilievo che si erge nel cratere.

La presenza di questo elemento è emblematica, date le sue potenziali condizioni di vivibilità delle acque sotterranee presenti nel passato di Marte.  I risultati della ricerca – rende noto l’Agenzia Spaziale Italiana – sono stati presentati a San Francisco lo scorso 13 dicembre nel meeting “News from Gale Crater: recent findings from NASA’s Curiosity Mars rover”, tenuto durante la Fall Conference dell’American Geophysical Union(AGU).

Risultati immagini per Gale Crater: Recent findings from NASA's Curiosity Mars Rover, boro

Gli studiosi, a questo punto, si interrogano sulle peculiarità del boro presente sul Pianeta Rosso: infatti, se avesse proprietà simili a quello terrestre, significherebbe che le acque sotterranee del Pianeta Rosso, all’origine delle vene minerali prese in considerazione, avrebbero avuto una temperatura compresa tra zero e 60° Celsius e un pH da neutro ad alcalino. Questi parametri, secondo il team di ricerca, avrebbero potuto creare condizioni di vivibilità, ovvero la vita microbica.

Risultati immagini per Gale Crater, NASA's Curiosity Mars Rover, boro

un antico lago presente nel Gale Crater, avrebbe lasciato depositi contenenti Boro

Il boro è notoriamente associato a siti aridi dove è avvenuta l’evaporazione dell’acqua e sulla Terra, infatti, è stato trovato in luoghi desertici e inospitali come la Death Valley.

Sono due le ipotesi che i ricercatori hanno preso in considerazione per spiegare la presenza del boro nelle vene minerali marziane: la prima riguarda l’inaridimento di un antico lago presente nel Gale Crater, che avrebbe lasciato depositi contenenti questo elemento chimico in uno strato sottostante; la seconda, invece, contempla dei cambiamenti chimici nei depositi argillosi e l’azione delle acque sotterranee nella sedimentazione del boro.

Le nuove ricerche condotte dal Rover Curiosity, aprono ulteriori scenari sui cambiamenti che, miliardi di anni fa, hanno interessato su Marte antichi laghi e ambienti umidi sotterranei. Queste alterazioni hanno dato luogo a differenti contesti chimici, che avrebbero inciso sulle condizioni favorevoli alla vita microbica.

A cura della Redazione Segnidalcielo



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