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Malaysia Airlines: Alien Abductions o Vortex spazio temporale?

Cosa è accaduto al volo della Malaysia Airlines MH370 con a bordo 239 passeggeri? Nessuno sa nulla e i media cercano attraverso esperti e scienziati, di dare delle risposte a ipotesi anche a volte assurde, come quella del portavoce della compagnia Malaysia Airlines, il dr. Ahmad Jauhari Yahya che ha dichiarato: “a questo punto non si escludono altre possibilità sulla scomparsa del nostro velivolo“. Forse Ahmad Jauhari si riferiva al famoso caso del Triangolo Maledetto? O forse alle Alien Abductions?

Oltre alla teoria extraterrestre, molti hanno suggerito che la regione in cui l’aereo è scomparso  è dovuto alla comparsa di una delle anomalie spazio-temporali che si verificano sul nostro pianeta. Queste anomalie sono vortici di energia o  vortex spazio-temporali, in cui l’aereo con 239 persone a bordo potrebbe essere entrato senza farne ritorno.

Ormai è ufficiale che un team internazionale di scienziati ha scoperto tempo fa, l’esistenza di vortici spazio-temporali che sono simili ai buchi neri, ma che si trovano sulla Terra. Secondo uno studio recente, i vortici si trovano nel Sud dell’Oceano Atlantico e agiscono similmente ai fenomeni cosmici dei buchi neri. I buchi neri sono regioni dello spazio-tempo in cui la gravità è abbastanza forte da impedire qualsiasi fuoriuscita, anche della luce.

George Haller dell’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Zurigo, e Francisco Beron-Vera, dell’Università di Miami in Florida, hanno trovato dei buchi neri nelle acque turbolente dell’Atlantico e dell’Oceano Indiano, dove appunto è scomparso il volo MH370.  I fisici hanno visto che nel bordo dei vortici spazio-temporali, che si formano in zone di turbolenza, vengono solitamente rappresentati da un’ampia cintura di una sostanza luminosa che assomiglia alla sfera di un fotone che circonda il buco nero senza penetrare all’interno.


Haller Beron-Vera ha dimostrato scientificamente questa similitudine per descrivere il comportamento dei vortici nei fluidi turbolenti utilizzando gli stessi principi matematici che descrivono il fenomeno dei buchi neri, nelle regioni dello spazio-tempo in cui la gravità è abbastanza forte da impedire qualsiasi fuga di sostanze, compresa la luce. Secondo il sito Technology Review, Beron-Vera Haller ha effettuato delle indagini sulle correnti nel sud-ovest dell’Oceano Indiano e del Sud Atlantico.

In questa parte di oceano vi è un fenomeno ben noto chiamato ‘fuoriuscita Agulhas‘, che proviene dagli attuali Agulhas dell’Oceano Indiano. “Al termine del suo flusso verso sud, questa corrente gira su se stessa, creando vortici occasionali nell’Atlantico meridionale”, dicono gli scienziati. Gli specialisti nella loro ricerca, hanno utilizzato immagini satellitari per individuare i potenziali buchi neri analogici del Sud Atlantico, immagini documentate tra novembre 2006 e febbraio 2007. Il risultato ha rivelato che in questo periodo di tre mesi è stato trovato un totale di otto “candidati” per essere chiamati “buchi neri o fori di terra.

Abbiamo trovato le cinture fotoniche delle aperture di questi vortici, eccezionalmente coerenti, nell’Atlantico meridionale, ovvero siamo riusciti a documentare gli analoghi campi di fotoni che si trovano attorno ai buchi neri“, ha concluso Beron-Vera Haller.

Questo è un risultato interessante che potrebbe avere implicazioni significative per la nostra comprensione del modo in cui le correnti oceaniche trasportano materiale, e dal momento che tutto ciò che entra in questi buchi neri non può uscire, questo dovrebbe intrappolare qualunque tipo di spazzatura, olio o addirittura l’acqua stessa, spostando il tutto su vaste distanze. ”Oltre l’equivalenza matematica ci sono anche ragioni per l’osservazione e la visualizzazione coerente dei mulinelli nei buchi neri“, commenta Haller e Beron-Vera.

EVENTO SISMICO CORRELATO ALLA SCOMPARSA DELL’AEREO

Alle poche e incerte notizie sul destino dei passeggeri e dei membri dell’equipaggio del volo MH370 si aggiunge l’informazione che arriva da un gruppo di sismologi cinesi che ha affermato di aver trovato tracce di un “evento sismico” che si è verificato l’otto marzo sul fondale marino tra il Vietnam e la Malaysia e che potrebbe avere un nesso con la scomparsa del velivolo.

Queste sono alcune delle teorie che potrebbero spiegare la misteriosa scomparsa di un grande velivolo senza lasciare traccia, anche se va ricordato che non è la prima né l’ultima volta che un aereo con passeggeri a bordo,  scompare dalla faccia della Terra senza preavviso di allarme o comunque l’emissione di un segnale di  S.O.S.

Anche se siamo più che sicuri, che nei giorni successivi i media, avevano segnalato il ritrovamento del relitto dell’aereo in una zona diversa o qualsiasi scusa per spiegare la misteriosa scomparsa dell’aereo con 259 passeggeri.

A cura di Massimo Fratini

Redazione Segnidalcielo

 

 

 

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