Interazioni Umani/Alieni UFO

L’incontro tra gli Alieni e i bambini della scuola elementare Ariel in Zimbabwe

Correva l’anno 1994 e il 16 Settembre accadde un fatto che ancora ad oggi risentirlo fa venire la pelle d’oca: 60 alunni della scuola “Ariel” di Ruwa, in Zimbabwe, videro con il loro occhi una grossa navicella aliena, accompagnata da altre, atterrare nel cortile della loro scuola dove incontrarono gli occupanti. Numerose segnalazioni di UFO nel cielo del Sud Africa vennero riportate proprio due giorni prima. E’ uno tra i casi più eccezionali dell’Ufologia moderna e merita di essere ricordato.

Infatti il 16 Settembre 2015, è stato il 21 ° anniversario di questo Incontro Ravvicinato, evento che ha guadagnato molta attenzione in tutto il mondo, prima di svanire dalle luci della ribalta. L’impatto della manifestazione è rimasto vivo per gli oltre 60 studenti della Scuola di Ariel nel nord-est dello Zimbabwe e di molti altri testimoni che hanno assistito a questo incontro.

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Ma un regista americano ha voluto ricordare questo caso di Incontro ravvicinato, attraverso una pellicola ancora in fase di realizzazione di cui il titolo è Ariel Phenomenon.

Il film diretto da Randall Nickerson, racconta l’avvistamento di una presunta navicella aliena da parte di alcuni bambini della scuola elementare Ariel, nello Zimbabwe nordorientale. Il film comprende anche le interviste agli allora piccoli testimoni, che ne erano stati profondamente segnati e che lo ricordano ancora nei minimi particolari, così come alcuni filmati girati subito dopo l’incontro nel 1994, che mostrano i bambini mentre discutono di quanto hanno visto con il famoso psichiatra della Harvard Medical Scool, prof. John E. Mack, scomparso per un tragico incidente a Londra nel Settembre 2004.

il filmmaker Randall Nickerson

il filmmaker Randall Nickerson

Secondo il prof. Mack, che aveva parlato a lungo con i testimoni, il racconto dell’avvenimento era autentico. I bambini avevano descritto un velivolo a forma di disco mentre atterrava vicino alla scuola, poi due strani esseri si erano avvicinati agli scolari. Anche Tim Leach, capo dell’ufficio della BBC per lo Zimbabwe, aveva intervistato i bambini subito dopo il fatto.

“…Stiamo facendo del male alla Terra”

I dodici bambini che erano stati intervistati da Mack nel corso di due giorni, descrissero lo stesso evento con grande dettaglio. Oltre alle navi spaziali, i bimbi videro due “strane creature”, una seduta in una delle navi e l’altra correre avanti e indietro, “saltava come se fosse stato sulla luna, ma non esattamente.” Le creature vennero descritte come nere con grandi teste, “occhi grandi come palle da rugby”, con sottili braccia e gambe. L’evento accadde durante il mattino, mentre le maestre erano in riunione. Molti dei bimbi piu’ piccoli erano molto spaventati e piangevano. “Prima pensai che fosse un giardiniere”, ci disse un bimbo di quarta classe. “Quindi realizzai che era un alieno”.

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L’evento duro’ circa 15 minuti, disse il bimbo, prima che le navi spaziali sparissero dalla vista. Persino nel loro stato di paura, molti dei bimbi erano curiosi e affascinati dalle strane creature che videro, avevano occhi che attiravano molta attenzione. Elsa ci disse che penso’ che le creature volessero dire loro qualcosa sul futuro, su come “il mondo stia per finire, forse perchè non avevamo cura del pianeta o dell’aria.” Disse che sentì una brutta sensazione interiore quando torno’ a casa. “Come se tutti gli alberi dovessero cadere e tutta l’aria dovesse sparire in futuro. La gente morirebbe. Questi pensieri venivano dall’uomo…dagli occhi dell’uomo.”

Isabelle, una composta ragazzina di dieci anni, ebbe le stesse sensazioni di Elsa. “Era spaventato quel misterioso essere….cercavamo di non guardarlo perchè era spaventato!! I miei occhi e le mie sensazioni andarono con lui, come se percepivo i suoi sentimenti, i suoi pensieri…lo sentivo” Cio’ che entro’ nella sua “coscienza” nel guardare la creatura fu, “Stiamo facendo del male alla Terra.”

“Una nuova prospettiva di vita”

Il regista Nickerson, dopo aver intervistato Tim Leach della BBC, poco prima della sua morte, aveva dichiarato che l’evento gli aveva fornito una nuova prospettiva sulla vita, l’Universo e ogni cosa. «Non me lo sarei perso per niente al mondo», aveva esclamato.

Il dottor Mack nella sua carriera aveva dovuto affrontare molte critiche, dal momento che nel suo lavoro si era imbattuto in molte persone che sostenevano di aver visto degli alieni. Mack riteneva che questi incontri andassero oltre la semplice esperienza fisica e questa sua idea non veniva del tutto accettata. Nel sito del John E. Mack Institute si legge appunto che «l’interesse di Mack per gli aspetti trasformazionali di queste esperienze straordinarie e la sua proposta secondo cui l’esperienza potrebbe essere più trascendentale che fisica, e nondimeno reale, è stata ampiamente riporta dai media come semplice conferma degli incontri con gli alieni».

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Un importante caso di critica era avvenuto nel 1994 quando Daniel C. Tosteson, preside di facoltà dell’Harvard Medical School, aveva effettuato una revisione paritaria e confidenziale del lavoro di Mack sull’avvistamento in Zimbabwe. 
Nel momento in cui il suo lavoro era giunto all’attenzione del pubblico, aveva suscitato delle controversie. Ma dopo quattordici mesi d’inchiesta, Harvard aveva poi rilasciato una dichiarazione, assicurando che Mack «rimane un membro rispettabile della facoltà di medicina di Harvard». Il preside di facoltà aveva poi riaffermato «la libertà accademica di Mack di studiare ciò che voleva e di esprimere le sue opinioni senza impedimenti». Ma non senza una postilla. Tosteson ha aggiunto un’indicazione, esortando «il dottor Mack , nel suo entusiasmo nello studiare questo gruppo di individui [persone che credono di essere stati rapiti dagli alieni, ndr], a stare attento a non violare in alcun modo gli elevati standard per la condotta della pratica clinica e l’investigazione clinica, che sono stati il marchio di questa facoltà».

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Nel 2014 un altro giornalista aveva approfondito l’episodio avvenuto nella scuola in Zimbabwe, citando alcuni scienziati: Sean Christie, reporter del Mail and Guardian, aveva riportato che «gli astronomi dell’intera regione hanno affermato che ‘lo spettacolo pirotecnico’, visibile fino in Zambia e Botswana [al tempo del presunto incontro alieno alla scuola Ariel], è stata una pioggia di meteore». Anche un’esperta locale di Ufo, Cynthia Hind, aveva riferito di aver registrato decine di racconti su una palla di fuoco, simile a una capsula affiancata da due capsule più piccole.

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Una volta Christie ha intervistato una delle scolare, che aveva deciso di rimanere anonima, raccogliendo un racconto alquanto strano e inquietante. La bambina aveva raccontato che l’evento era accaduto mentre gli studenti erano nel cortile durante l’intervallo. Il fatto strano è che quando avevano raccontato agli insegnanti quello che avevano visto, questi ultimi avevano detto loro di non parlarne e di non prendere in considerazione il fatto. «Ma il giorno successivo la scuola ha ricevuto numerose chiamate dei genitori, che volevano sapere perché i loro figli fossero spaventati. È così anche gli insegnanti hanno iniziato a dare di matto», aveva detto la bambina.

Randall sta ancora cercando finanziamenti per concludere la produzione di Ariel Phenomenon. Alla squadra si è unito anche Christopher Seward, tecnico del montaggio che ha vinto diversi premi e che ha lavorato nei film di Michael Moore, come Fahrenheit 9/11, Sicko e Fat, Sick and Nearly Dead.

A cura della Redazione Segnidalcielo



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