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Ley Lines di San Michele: l’affascinante e misteriosa Isola di Skellig Michael

Premessa – A 9 miglia dalle coste del Kerry, nell’Irlanda sud occidentale, sorge dal mare una piramide verde e nera. È Skellig Michael, isolotto dalle forme surreali che si trova sulla Linea di San Michele o Ley Line di San Michael. Si tratta dello scoglio più bello e impossibile del mondo, un luogo sperduto e inospitale, dichiarato patrimonio dell’Unesco, dove sembra impensabile riuscire a vivere anche solo per pochi giorni.

Isola dedicata all’Arcengelo Michele

Questa isola misteriosa è dedicata all’Arcangelo Michele, posta ell’estremo nord di questa linea, ancora più a nord di Saint Michael’s Mount in Cornovaglia, si chiama Skellig Michael «Un incredibile, impossibile, folle posto, che ancora induce devoti a fare “stazioni” ad ogni gradino, a strisciare in antri bui ad altitudini impensabili, e a baciare “pietre di panico” che si gettano a 700 piedi d’altezza sull’Atlantico» (George Bernard Shaw, 18 settembre 1910).

Skellig Michael è un’isola dell’Irlanda, raggiungibile soltanto con il mare calmo, vi sorge uno straordinario quanto poco accessibile monastero di origine cristiana costruito nel 588 e vi si respira un clima di forte mistero.
Skellig Michael (dal gaelico irlandese: Sceilig Mhichíl, che significa “Roccia di Michele”), è l’isolotto più grande delle due isole Skellig (la iù piccola appunto Little Skelling) e deve il suo nome all’Arcangelo Michele. La leggenda vuole che l’Arcangelo, sia apparso su quest’isola a San Patrizio patrono del Paese per aiutarlo a liberare l’Irlanda da demoniache presenze.

I primi abitanti dell’isola, in cerca di serenità, spiritualità e silenzio, realizzarono il monastero, un grandioso complesso che svetta sulla sommità del luogo. Senza decorazioni gli elementi che lo costituiscono: una cinta muraria, sei celle per i monaci, gli oratori, la cappella di S. Michael, due pozzi e il cimitero con le grandi croci di pietra.

Ancora oggi si possono visitare le sei celle circolari (ricordano i nuraghi sardi) e i due oratori, costruiti pietra su pietra, che circondano i resti della chiesa di San Michele. Se osserviamo dall’alto la disposizione delle celle circolare, ovvero dei Nuraghi, vediamo una certa somiglianza con la disposizione delle stelle dell’ammasso M45, le Pleiadi.

Per arrivare sul monastero, bisogna prima salire i 600 gradini della scalinata a picco sul mare. Uno sforzo ampiamente ricompensato dal panorama, con lo sguardo che si ferma sulla vicina Little Skellig, regno delle sule, gli uccelli marini dagli occhi azzurri che si lanciano in acqua in picchiata per rimediare il pesce quotidiano. Il mini arcipelago è un paradiso naturale: durante la visita può capitare di imbattersi in delfini, foche e persino qualche balena.

Abbandonata dai monaci nel XII secolo, sfiniti dagli stenti, dalle continue burrasche e dalle continue scorribande vichinghe, oggi Skellig Michael è abitata solo dalle pulcinelle di mare. Coloratissime e socievoli, si lasciano avvicinare e immortalare dai turisti. Fortunatamente ne arrivano pochi, perché l’accesso è consentito solo a una decina di barche al giorno, che trasportano dodici persone ciascuna. Sempre che il mare grosso non impedisca l’attracco.

Ovviamente, gli amanti del mistero non potranno fare a meno di notare che questo luogo remoto è perfettamente allineato con Mont Saint Michel in Francia, la Sacra di San Michele in Val di Susa e il santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo, in Puglia, ma anche con altri luoghi sacri che passando dalla Grecia arrivano fino a Gerusalemme.

A sinistra il regista J. J. Abram con l’attore Mark Hamill nei panni di Luke Skywalker durante le riprese finali di Star Wars: Il risveglio della Forza, registrate  sull’isola di Skelling

Infine,  questa isola  affascinante e misteriosa, è stata scelta come l’ultimissima scena di Star Wars: Il Risveglio della Forza, ambientata in uno spettacolare arcipelago remoto su un pianeta che si chiama Ahch-To. La protagonista del film Rey e il wookie Chewbacca raggiungono il pianeta sull’astronave Millennium Falcon perché, grazie a una mappa recuperata in maniera molto rocambolesca, scoprono che lì si nasconde da molti anni Luke Skywalker, il leggendario cavaliere jedi protagonista della trilogia originale. Nell’ultima sequenza del film, Rey arriva in cima a una specie di colle e vede Luke di spalle, incappucciato: lui si gira e si toglie il cappuccio, mentre lei gli porge la sua vecchia spada laser, nel tentativo di convincerlo a tornare nella civiltà e aiutare la Resistenza.

Massimo Fratini

Redazione Segnidalcielo

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