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L’esplosione del meteorite sugli Urali, equivalente a 30 bombe di Hiroshima

L’esplosione del meteorite che cadde nella regione degli Urali della Russia molto più potente di quanto si pensasse, superiore a trenta volte la bomba atomica che distrusse Hiroshima.

 

Secondo la NASA , il meteorite, che ha scatenato il panico nella regione degli Urali, è stato di 17 metri di diametro, e non 15 come precedentemente segnalato. Essi confermano che pesava 10.000 tonnellate e non 7000 come indicato dalle stime precedenti. L’Agenzia spaziale ha dichiarato che l’energia rilasciata dalla meteorite caduta Venerdi, era di 500 kilotoni di energia, pari a circa 30 volte la forza della bomba atomica lanciata dagli Stati Uniti sulla città giapponese di Hiroshima nella Seconda guerra mondiale .

La mappa delle zone interessate alla caduta dei frammenti del meteorite

Tali stime sono state effettuate sulla base delle misure supplementari ottenute da cinque stazioni di ricezione infrasuoni. Le informazioni sulla stazione indicano che il volo della palla di fuoco, dal momento in cui è entrato nell’atmosfera terrestre per l’impatto con la superficie, aveva una durata di 32,5 secondi.

 Questa meteorite è l’oggetto più grande proveniente dallo spazio mai registrato da più di un secolo, che ha colpito la Terra. Ultima volta sembra si astato nel 1908 con l’impatto di Tunguska, che ha travolto duemila chilometri quadrati di taiga in Siberia, come riportato nella rivista Nature.

Venerdì è caduto un meteorite che nell’esplosione ha interessato la provincia di Chelyabinsk. L’incidente ha causato almeno 1.200 feriti, di cui almeno 159 sono stati ricoverati in ospedale. Un gruppo di subacquei adesso è alla ricerca dell’oggetto cosmico, ma  finora non è stata trovata alcuna traccia in corrispondenza del punto, dove presumibilmente sia caudto presso il lago Chebarkul che si trova appunto nella provincia di Chelyabinsk.

IL LAGO GHIACCIATO E LA METEORA

Continua l’esplorazione dei sub nello specchio d’acqua ghiacciato che si trova a circa 70 km dalla cittadina di Chelyabinsk, una delle più colpite dalla pioggia di frammenti. Un foro di 8 metri di diametro si è formato sulla superficie gelata del lago Chebarkul (guarda il video sotto).

In una zona, quella degli Urali, in cui le temperature in questo periodo toccano anche i 20 gradi sotto allo zero, già il 30% dei vetri delle finestre sono stati riparati: il passaggio dei frammenti del meteorite  e la conseguente caduta con il boom sonico, ha fatto esplodere cristalli e lastre di vetro in sei città. Ancora sono in corso le perizie per controllare la stabilità degli edifici danneggiati.

Più di 3mila le strutture danneggiate, tra cui scuole e ospedali: il frammento di meteorite è esploso circa nove volte, secondo gli esperti. Sfumano le ipotesi di una possibile intercettazione da parte della Difesa russa ma un missile difficilmente avrebbe potuto agganciare in così breve tempo un oggetto di tali ridotte dimensioni e di una velocità così elevata.

Redazione Segnidalcielo

 

 

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