I neutrini sono in grado di attraversare il pianeta grazie alle loro capacità di oltrepassare la materia senza interazioni: sono infatti capaci infatti di “trasformarsi” e sono dotati di grande fascino per l’intera comunità scientifica. L’esperimento DUNE studierà le proprietà e le capacità di ogni singolo neutrino, sulla base della conoscenza dell’ antimateria .

Quando si converte, infatti energia in antimateria, si ottiene la stessa quantità di materia: eppure dopo il Big Bang, anche se l’Universo era colmo di energia che avrebbe dovuto trasformarsi in parti eguali di materia e antimateria, ciò non è accaduto, perchè il nostro Universo, sembra essere fatto esclusivamente di materia.  La domanda lascia senza una risposta, ma uno studio attento dei neutrini, potrebbe fare la differenza.

Esiste infatti una proprietà dei neutrini che li rende assolutamente protagonisti nell’enigma dell’antimateria : essi possono infatti “trasformarsi” e quindi modificarsi. Questa trasformazione, viene definita “oscillazione” ed è stata definita con certezza nel 2001. Con questi presupposti, l’esperimento DUNE ha l’obbiettivo urgente di misurare l’oscillazione di neutrini e antineutrini: se il risultato indicasse una diversità, potremmo capire perchè l’Universo è formato esclusivamente da materia. E per farla breve..potrebbe persino spiegarci il perchè noi esistiamo.

La tecnologia di DUNE

Durante l’esperimento, un raggio di neutrini partirà dal Fermilab e verrà orientato agli altri rivelatori, mentre i neutrini e le loro proprietà saranno misurate anche al SURF: principalmente verranno misurate le differenze causate dal fenomeno dell oscillazione nominata in precedenza. Ciò verrà messo in atto con l’utilizzo di enormi vasche contenenti argon liquido, in cui i neutrini verranno osservati durante la loro “interazione”. Il progetto DUNE partirà ufficialmente nel prossimo decennio e i primi rivelatori saranno operativi nel 2026.