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L’Elite della Silicon Valley si sta preparando per l’Apocalisse!

Molti miliardari della  California stanno prendendo tutte le misure opportune per proteggere se stessi da una possibile catastrofe globale, e migliorare le loro capacità di sopravvivenza o esiliarsi in isole remote.

Uno dei passatempi più strani dell’élite della Silicon Valley ha a che fare con l’ossessione a prepararsi per la fine del mondo. Chi aderisce viene chiamato generalmente ‘prepper’, ed è proprio questo gruppo al centro di un lungo articolo del ‘New Yorker’ intitolato ‘Survival of the Richest’, dove Evan Osnos spiega perché i miliardari del tech sono particolarmente attratti da questa idea.
Secondo Reid Hoffman, co-​​fondatore di ‘LinkedIn’ e ospite fisso al ‘Burning Man’, il movimento è alimentato dalla paura che l’intelligenza artificiale un giorno sostituisca così tanti lavori da portare gli uomini a ribellarsi contro la tecnologia. Lui ci crede, si è fatto un’operazione laser agli occhi perché, nel futuro che teme, trovare lenti e occhiali sarà complicato. La visione perfetta sarà necessaria.

Steve Huffman (CEO di Reddit), Sam Altman (Y Combinator), Peter Thiel e molti altri sono tutti ‘prepper’. Oltre il 50% dei miliardari della tecnologia hanno un rifugio verso cui scappare. L’istinto di fuggire, nascondersi e sopravvivere, è solo un modo per affrontare il futuro di caos totale, generato dall’estrema disuguaglianza. E la Silicon Valley è il luogo di maggior concentrazione di ricchezza in America, dopo il Connecticut.

Dice Max Levchin, fondatore di ‘PayPal’: «Una delle cose che disprezzo della Silicon Valley è questo ritenersi giganti superiori che muovono i fili e, anche se falliscono meritano di salvarsi». Questi guru hanno gruppi Facebook privati dove si scambiano consigli su bunker, maschere antigas e luoghi sicuri dagli effetti dei cambiamenti climatici.

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Marvin Liao, ex di Yahoo ora a capo di 500 startup, ha scorte di acqua e cibo e, invece delle armi da fuoco, ha scelto arco e frecce, così nessuno può rubarle e usarle contro la sua famiglia. L’apocalisse non contraddice la tecnologia, che anzi implica la capacità di immaginare futuri diversi, utopia e distopia, oscillando fra ottimismo e terrore.

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Anche se gli eventi sono remoti, la gente del tech prevede matematicamente i rischi e intanto si organizza. Metà di loro hanno fatto una assicurazione in caso di Apocalisse. Molti manager della finanza stanno comprando fattorie e terreni in posti che considerano sicuri, tipo la Nuova Zelanda.
Nei pressi di Wichita, Kansas, c’è poi il ‘Survival Condo Project’, ex deposito di missili convertito in complesso di appartamenti lussuosi per gente in attesa dello scontro finale. E’ pattugliato da guardie armate, ideato e gestito da Larry Hall, anche lui mago del computer. Delle 12 unità, ognuna del costo di tre milioni di dollari, non ne è rimasta neppure una invenduta. Gli appartamenti sono superaccessoriati, il condominio ha anche la piscina e una zona ospedaliera, con sala odontoiatrica e chirurgica. E’ tutto pronto per la vita sottoterra.

Redazione Segnidalcielo

articolo tratto da: fonte

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