Esplorazione spaziale UFO

La tecnologia per i viaggi interstellari esiste, ma rinchiusa nei Black Project

La teoria dell’entanglement quantistico è un settore della fisica così complicato che anche Einstein l’aveva indicata semplicemente come “roba spettrale a distanza”. Secondo la Dott.ssa Elizabeth Rauscher, la teoria di base dell’entanglement quantistico è che tutto nell’Universo è in qualche modo collegato e che questo può essere dimostrato e verificabile suddividendo un atomo in due e osservando se un’azione  comporterebbe una corrispondente variazione dell’altro.

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Ora, grazie ad un team di ricercatori presso l’Università di Tokyo, l’entanglement quantistico non è più teoria. Il team, guidato dal professor Howard Wiseman, ha pubblicato un articolo sulla rivista scientifica Nature come conferma che questo fenomeno è reale.  Bene, gli scienziati guidati da Wiseman sono riusciti, per la prima volta al mondo, a dimostrare sperimentalmente, misurandolo, l’entanglement quantistico di un singolo fotone, dopo che questo si è diviso in due particelle.

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PUÒ ESSERE IL PRIMO PASSO PER LA TECNOLOGIA DI SPLORAZIONE DELLA GALASSIA

Questo studio ha alcune implicazioni incredibilmente eccitanti. Se la potenza del quantum è stata sfruttata, potrebbe consentire viaggi spaziali attraverso enormi distanze e più veloci rispetto alla velocità della luce o per il libero scambio di informazioni tra le diverse galassie. Si potrebbe mettere l’umanità in condizione di avere un contatto con esseri extraterrestri che ci potrebbero permettere di esplorare le zone dell’universo che sono attualmente off limits per la nostra specie. Ma, secondo alcune persone, abbiamo già questa tecnologia. Ben Rich è stato il secondo direttore della Lockheed Skunkworks tra il 1975 e il 1991 dove ha supervisionato lo sviluppo del caccia stealth, l’F-117A Nighthawk. Allo stesso Ben Rich è stato concesso di mettere il soprannome come: “Il Padre dello Stealth”. Rich, ha osservato nella sua linea di lavoro che l’umanità “possiede già i mezzi per viaggiare tra le stelle, ma queste tecnologie sono rinchiuse in progetti neri o Black Project e ci vorrebbe un atto di Dio per farli uscire fuori allo scoperto a beneficio dell’umanità”.

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Quando era a capo della Lockheed Skunkwork Rich aveva visto qualcosa in merito a motori che potevano utilizzare questo tipo di tecnologia, ma era stata messa in parcheggio, custodita oltre il top secret. Allo stesso Rich è stato chiesto come questa tecnologia potrebbe funzionare, e lui ha risposto che “motori del genere funzionano con l’entanglement quantistico”.

Jan Harzen ha confermato la storia di Rich e ha detto che tale tecnologia è stata sempre mantenuta in segreto perché considerata di vitale importanza per la sicurezza nazionale. Harzen ha incoraggiato il governo ad aprire la chiave del lucchetto della cassaforte del Progetto Nero, in modo da far usare la tecnologia in modo che possa essere utilizzata per scopi importanti e forse in tutto il mondo. Qualcosa che porterebbe a un radicale cambiamento. Una cosa è certa, se il governo sta mantenendo questa tecnologia sotto il timbro del Black Project, avranno difficoltà a tenere imbavagliata tutta la situazione, anche perché ormai sono di dominio pubblico gli esperimenti dell’entanglement quantistico.

Di seguito un video di Richard Dolan sul Secret Space Program  – Conference, 2014 San Mateo

Redazione Segnidalcielo

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