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La Stella Gliese 710 arriverà vicino al nostro Sistema Solare nel giro di un milione di anni portando con se sciami di Comete pericolose

Per anni, gli scienziati hanno saputo che Gliese 710 arriverà terribilmente vicino al nostro Sistema Solare nel giro di un milione di anni. Un’analisi aggiornata suggerisce che questa stella arriverà molto più vicino di quanto pensassimo, durante i quali questa potrà generare sciami cometari pericolosi, spinti verso di noi grazie alla sua perturbazione gravitazionale mentre sarà di passaggio attraverso la Nube di Oort, appunti un serbatoio cometario.

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Gliese 710 è attualmente a 64 anni luce dalla Terra, ma si sta dirigendo verso di noi. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Astronomy and Physics determina l’incontro ravvicinato con questa stella, che avverrà tra circa 1,35 milioni di anni ormai, e che la stella arriverà entro 13.365 UA del nostro Sole (dove 1 AU è pari alla distanza media Terra-Sole), o 1,2 miliardi di miglia.

Questo è ovviamente molto, ma non in termini cosmologici.  Gliese 710, probabilmente viaggierà attraverso la Nube di Oort e con la sua influenza gravitazionale enorme (si tratta di circa il 60 per cento le dimensioni del nostro Sole), potrà perturbare le molte rocce di grandi dimensioni e comete attualmente situate nelle zone più esterne della Nube di Oort. Questa stella è pronta per inviare una pioggia di comete nel sistema solare interno, causando un evento di grave impatto con la Terra.

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Lo studio è stato eseguito dagli astronomi Filip Berski e Piotr Dybczński della Adam Mickiewicz University in Polonia, che hanno utilizzato i dati raccolti dall’osservatorio spaziale Gaia. I nuovi calcoli mostrano che la distanza minima della stella sarà quasi cinque volte più vicino rispetto alle stime precedenti. A quella distanza, la stella apparirà come l’oggetto più luminoso e più veloce nel cielo notturno.

“Questo evento sarà il più forte incontro Dirompente del futuro, che riguarda la storia del sistema solare.”

Durante il suo passaggio, Gliese 710 deporrà le uova con sciami di comete osservabili, e una decina di nuove comete di lungo periodo di ogni anno – e per un periodo della durata di un enorme tre o quattro milioni di anni. L’influenza di questa stella si farà sentire sul nostro sistema solare per un lungo, lungo tempo. “Questa manifestazione sarà il più forte incontro Dirompente del futuroriguarda la storia del sistema solare”, concludono gli autori nel loro studio. Questo è ovviamente una cattiva notizia per le civiltà future sulla Terra, ma i nostri discendenti, si spera, avranno trovato un modo per deviare asteroidi e comete da allora.

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Gliese 710 non è l’unica stella che è programmata per fare una visita nel nostro sistema solare. Ben 14 stelle vicine potrebbero venire a contatto con la nostra famiglia planetaria entro tre anni luce, ma nei migliaia di anni. Due di queste rischiano di attraversare la Nube di Oort e creare scompiglio nel sistema solare. Non dimentichiamo che una stella oscura di nome Nemesis, una nana rossa, si nasconde a pochi anni luce dalla Terra, è passa attraverso la Nube di Oort, facendo capolino nel nostro sistema stellare, perturbando la maggio parte dei pianeti. La stella Nemesis o Death Star, è una compagna del nostro Sole, una sorta di stella binaria, che si muoverebbe lungo un orbita di forma ellittica allungata molto ampia.
Ogni 26 milioni di anni raggiungerebbe il punto più vicino al Sole entrando in contatto con la Nube di Oort, disturbando comete rimaste inerti per lungo tempo, che catturate dalla gravità del sole verrebbero fiondate verso il centro del nostro sistema solare, incrementando così il numero di possibili impatti con la Terra.

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Secondo l’astrofisico Richard Muller sarebbe questa la causa delle estinzioni di massa sulla Terra, anche perché la scoperta delle loro periodicità non può essere casuale. Ma Nemesis  non è ancora stata scoperta. Per individuare la Gemella cattiva del sole, Muller si affidò alle competenze dell’astrofisico Samuel Perlmutter, che però nel 1986 concluse la tesi “Ricerca astronomica di una compagna stellare del Sole” senza però poterne confermare l’esistenza. Se Nemesis esistesse, potrebbe essere rilevata da telescopi astronomici di nuova generazione e la missione Wise – Wide-Field Infrared Survey Explorer – iniziata il 14 dicembre 2009, potrebbe trovarla velocemente. In effetti poi WISE ha trovato un oggetto stellare misterioso, che si muove velocemente verso il bordo del sistema solare. WISE è stato in grado di individuare l’oggetto raro perché ha esaminato l’intero cielo due volte in luce infrarossa, osservando alcune aree fino a tre volte. Oggetti freddi come le nane brune possono essere invisibili se visti dai telescopi a luce visibile, ma il loro bagliore termico – anche se debole – spicca in luce infrarossa. Nemesis esiste ed è la fuori.

Redazione Segnidalcielo

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