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La Guardia Forestale apre un fascicolo sugli avvistamenti di Gnomi e Fate

Un fascicolo della Guardia Forestale è stato aperto grazie all’aumento di avvistamenti di gnomi, fate, elfi e altre creature leggendarie nei boschi italiani. Il fenomeno riguarderebbe una zona particolare della nostra Penisola, almeno secondo un fascicolo custodito dal Corpo Forestale dello Stato e scovato da Adnkronos.

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UN FASCICOLO DELLA FORESTALE SU AVVISTAMENTI NELL’APPENNINO OSCO-ROMAGNOLO

Una cartellina verde del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali – Corpo Forestale dello Stato che contiene informazioni, segnalazioni, materiale fotografico che riguarda esattamente quello che il suo titolo evoca: avvistamenti stranamente concentrati in un’area ben precisa, l’Appennino tosco-romagnolo, con alcuni suoi comuni, come San Piero in Bagno e Bagno di Romagna. 

Personaggi che popolano fiabe e leggende della tradizione, ma anche i boschi di una zona ben precisa del nostro Paese. L’agenzia Adnkronos riferisce di aver guardato dentro al fascicolo. Il suo contenuto? In alcuni casi fa sorridere, in altri no. Inquietante la fotografiascattata da G.F., banchiere di Cesena, in viaggio di notte con la moglie per raggiungere la sua baita all’interno della Foresta della Lama, nell’Appennino forlivese. Costretto a fermare l’auto e a scendere dalla vettura per montare le catene da neve ha visto “qualcosa”, un essere dalla sembianze umane, carponi e intento a mangiare neve.

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“Gnomi e fate nei boschi”

“Gnomi e fate nei boschi”, ecco il titolo del fascicolo che raccoglierebbe informazioni, segnalazioni e materiale fotografico sugli avvistamenti di gnomi e fate dei boschi nell’area dell’Appennino tosco-romagnolo, con particolare riferimento ai comuni di Bagno di Romagna e San Piero in Bagno.

Il fascicolo conterrebbe una fotografia scattata sull’Appennino forlivese da un banchiere di Cesena che avrebbe avvistato un essere dalle sembianze umane mentre si trovava a carponi intento a mangiare neve.  Dalla foto si intravederebbero delle orecchie appuntite, che avrebbero portato a classificare la creatura fotografata come “elfo”. Il fascicolo riporterebbe anche un verbale di avvistamento di uno “gnomo dei boschi” dell’altezza di circa 25 centimetri, mentre si trovava intento a bere ad una fonte. Questa zona degli Appennini sarebbe famosa per la ricchezza di racconti e leggende legate a fenomeni strani e a creature insolite che si aggirerebbero nei boschi, tra strane presenze, giochi luminosi e combustioni sospette.

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Si tratterebbe semplicemente di una mossa turistica? Secondo Stefano Cazora, capo ufficio stampa del Corpo Forestale dello Stato e autore del libro “Luoghi della meraviglia”, dedicato proprio agli itinerari del fantastico in Italia, “Se il bosco ha una sua forma di intelligenza, stando ad alcuni studi scientifici, a questa potrebbe corrispondere una forma di spiritualità semplice di cui lo gnomo è rappresentazione”.

Numerose segnalazioni su avvistamenti di “gnomi e fate” arriverebbero ogni anno al Corpo Forestale, considerato un vero e proprio guardiano della natura e dei boschi. Secondo gli esperti del fantastico, gli gnomi esistono, siamo noi che non li vediamo. Forse dovremmo soltanto imparare ad aguzzare la vista per ammirare al meglio la natura e i suoi fenomeni ancora poco conosciuti.

Redazione Segnidalcielo

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Il Mistero dello Gnomo con l’ascia

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