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La crepa nel ghiacciaio dell’Antartide è aumentata di 20 Km in 19 giorni

Come riporta l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), le immagini inviate dai satelliti radar COSMO-Skymed e Sentinel-1 mostrano che il processo di distacco della piattaforma Larsen C sta avvenendo molto più velocemente rispetto al passato. Nell’ultimo mese la frattura è avanzata di 20 km.

Il cambiamento climatico è una preoccupazione per la maggior parte dei paesi e governi di tutto il mondo, dato l’impatto che questo sta avendo sul nostro pianeta con l’aumento della temperatura media, che potrebbe causare seri problemi in futuro.

Anche se il movimento delle lastre di ghiaccio sul nostro pianeta è di per sé  un processo naturale che si ripete ogni pochi anni, molti nella comunità scientifica sembrano convinti che il riscaldamento globale sta accelerando un processo che di solito si verifica lentamente.

Ormai è solo questione di tempo. La spaccatura in corso sulla piattaforma di ghiaccio Larsen –  tra le più imponenti dell’Antartide e antica almeno 10.000 anni – si sta progressivamente ampliando. A monitorare la situazione del grande blocco ghiacciato che galleggia sul mare ai margini dell’Antartide Occidentale, i satelliti radar Sentinel-1 della costellazione dell’ESA Copernicus e l’Istituto ISAC-CNR grazie all’utilizzo dei dati dei satelliti della Costellazione COSMO-SkyMed.

Le immagini ottenute grazie ai satelliti mostrano che, da gennaio 2016 ad oggi, la fessura che sta portando Larsen C a staccarsi definitivamente, si è estesa di 60 chilometri circa, mostrando che il processo di distacco sta avvenendo più velocemente rispetto al passato. Solo nell’ultimo mese è stato riscontrato un allungamento di 20 km nella frattura che si estende per circa 175 chilometri circa e ora solo una striscia ghiaccio trattiene Larsen C – un gigante di 350 metri di spessore – dal completo distacco.

Risultati immagini per crack in this Antarctic ice shelf just grew by 11 miles A dramatic break

“Mancano solo 20 km alla rottura di Larsen C, poi il tutto si tradurrà in un iceberg di 5.000 chilometri quadrati”

E’  difficile prevedere con esattezza quando il ‘gigante’ lascerà definitivamente il resto della piattaforma, dando vita a uno dei più grandi iceberg mai registrati. I ricercatori stanno seguendo il ‘crack’ di Larsen C da molti anni, soprattutto dopo il crollo dei suoi ‘vicini’ Larsen A, nel 1995, e la rottura improvvisa di Larsen B, nel 2002.

Secondo però alcune valutazioni, il distacco è previsto entro l’anno con il conseguente collasso di un’area di circa 6.000 km2, corrispondente a circa il 9-12% dell’intera piattaforma. Queste piattaforme di ghiaccio svolgono una funzione importante perché trattengono il flusso dei ghiacciai che, sciogliendosi, scivolano nel mare,  contribuendo all’innalzamento globale del livello del mare.

Redazione Segnidalcielo

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