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Indonesia, esplode il vulcano “Sangeang Api” – Scossa di terremoto nel Tirreno, a ridosso del vulcano Marsili

Una incredibile e spettacolare eruzione si è verificata in Indonesia, dove il vulcano Sangeang Api ha generato un’emissione di ceneri fino ad un’altezza di 20 km.

L’imponente esplosione si è verificata nelle Piccole Isole della Sonda, un arcipelago che, insieme alle Grandi Isole della Sonda, costituisce l’arcipelago delle Isole della Sonda, a sua volta parte dell’Indonesia: l’area conta un numero piuttosto elevato di vulcani attivi, ben 129.
Le foto sono state scattate dal fotografo professionista Sofyan Efendi durante un volo commerciale da Bali. “Numerose persone che lavorano, ma non vivono sull’isola sono state allontanate e gli è stato chiesto di non fare ritorno finché l’eruzione non sarà conclusa,” ha dichiarato Muhammad Hendrasto, a capo della National Volcanology Agency. Al momento non risultano esservi feriti o morti a causa dell’eruzione. Le autorità hanno reso noto che il vulcano è stato posto sotto stretta osservazione da un’anno, periodo in cui è stata effettiva l’allerta.

Il vulcano è parte di quella che viene definito “Anello di Fuoco”, un’area con un altissimo numero di vulcani e terremoti nell’Oceano Pacifico: 452 vulcani, il 75% di quelli presenti sulla Terra.

TERREMOTI E VULCANI825 Jun. 01

Le ceneri del vulcano indonesiano bloccano voli su Darwin

Come riferito dall’Agenzia di stampa AGI, le ceneri del vulcano indonesiano Sangeang Api, in eruzione da venerdì, hanno formato nubi che stanno impedendo i voli da e per la citta’australiana di Darwin.Le compagnie Qantas, Jetstar e Virgin hanno cancellato tutti i voli. I disagi dovrebbero continuare anche domani. Sono stati cancellati – scrive la Bbc – anche alcuni voli tra Perth e Bali. Le ceneri vulcaniche, che ora si stanno spostando verso sud, possono essere molto pericolose per i motori degli aerei.

TERREMOTI E VULCANI827 Jun. 01

Oltre all’Australia, numerosi voli sono stati cancellati anche in Indonesia. Secondo il quotidiano ‘The Australian’ anche le compagnie aeree Emirates e Airnorth hanno cancellato voli. “La nube di cenere – afferma il meteorologo Tim Birch – restera’ sopra Darwin almeno altre 18 ore. Poi si muovera’ verso il Monte Isa nel Queensland. La colonna di cenere che il vulcano sta emettendo e’ molto densa”.
Le autorita’ australiane temono che nei prossimi giorni la nube di cenere possa bloccare i voli da e per Brisbane. L’isola indonesiana di Sangeang, dove c’e’ il vulcano in eruzione, e’ 1200 chilometri a nordest di Darwin.

 

TERREMOTO NEL TIRRENO MERIDIONALE NELLE VICINANZE DEL MARSILI

Un terremoto di magnitudo 3.6 si è verificato alle ore 09:04 ad una profondità di 272,5 km.
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico Costa calabra occidentale, nelle immediate vicinanze del vulcano Marsili.
Ogni qualvolta un terremoto si verifichi a ridosso dell’ormai noto vulcano Marsili, in tanti si chiedono se la causa possa essere dovuta proprio ad un suo eventuale risveglio. In realtà si tratta dei terremoti al di sotto della crosta terrestre spiegati dalla tettonica a placche, che grazie alla spiegazione della dott.ssa Lucia Margheriti, dell’stituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, possiamo ampiamente spiegare.
In queste aree si verificano generalmente eventi tellurici compresi tra i 100 e i 500 chilometri che non si verificano in altre zone d’Italia. In alcuni casi questi terremoti hanno magnitudo anche rilevante. Negli ultimi 5 anni ce ne sono stati due di magnitudo superiore a 5, e in passato, precisamente nel 1938, ce n’è stato uno addirittura di magnitudo 7,1, uno dei più forti registrati nell’area italiana. Come si distribuiscono gli ipocentri in profondità? Osservando in sezione, si nota un volume sismogenetico. Gli ipocentri in profondità non sono sparpagliati, ma si addensano formando una linea che viene chiamata piano di Wadati-Benioff, che definisce un piano inclinato dove la litosfera oceanica sprofonda sotto la litosfera continentale. Il nome deriva dagli scopritori, Hugo Benioff, del California Institute of Technology, e Kiyoo Wadati, dell’Agenzia Meteorologica Giapponese, due sismologi che riuscirono a identificare questi eventi prima ancora della teoria della tettonica a placche. Se osservassimo la sismicità a scala globale, osserveremmo che i terremoti non si distribuiscono su tutta la superficie terrestre, ma si limitano ad alcune zone: i margini delle placche litosferiche. I terremoti molto profondi a loro volta, si distribuiscono solo in alcune di queste aree, in particolare intorno alla placca Pacifica, dove si scontra con le placche circostanti.

TERREMOTI E VULCANI823 Jun. 01

TERREMOTI E VULCANI Jun. 01

La teoria della tettonica a placche spiega come la litosfera si muove e si deforma. In particolare quando due placche litosferiche si avvicinano, una delle due, la placca litosferica oceanica, si flette e va a finire sotto l’altra, formando una zona di subduzione, determinando terremoti superficiali e profondi. Quando due placche invece si allontanano, in un margine divergente, lasciano spazio al mantello per risalire, in particolare alla parte astenosferica dello stesso, formando delle zone di fratturazione se ci troviamo su una placca continentale, o delle dorsali oceaniche. Nel caso specifico del Tirreno, la placca ionica si inflette sotto la Calabria e scende verso nord-ovest, al di sotto del bacino tirrenico. L’antico oceano della Tetide quindi, (il Mar Ionio) si inflette sotto la Calabria e sprofonda sotto il Mar Tirreno dando luogo a un’attività sismica particolarmente profonda. La subduzione non è evidenziata solo dai terremoti profondi, ma anche da un’area che rappresenta un’anomalia di velocità. Come sappiamo la Calabria si muove in direzione opposta all’Africa di 3,5 mm annui, quindi al di sotto della regione c’è una vera zona di subduzione che un tempo era più grande e correva lungo tutta la catena appenninica. Oggi, a causa di rispettivi strappi nella litosfera, la subduzione è limitata a 200 chilometri sotto la Calabria, ed è proprio sotto questa ristretta zona che si verificano i terremoti profondi che osserviamo generalmente al largo del Mar Tirreno.

 

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