UFO

Incontri Ravvicinati: “una terribile notte di Agosto”

Alcuni anni dopo l’avvistamento di uno straordinario oggetto volante misterioso in una piantagione di cotone spagnola, l’intervista con uno dei testimoni oculari dell’evento.

Apprendemmo di questo caso cinque anni dopo che si era verificato. Ma non importa. Come qualcuno ha detto molto saggiamente, “gli ufologi non sono giornalisti” e un caso può essere molto interessante indipendentemente dalla data in cui ha avuto luogo. Come nella maggior parte delle indagini che abbiamo svolto, fu il nostro caro amico e collega Joaquín Mateos che apprese dell’evento, si mise in contatto coi testimoni e ottenne un’intervista per sabato 9 settembre 1978. Per motivi indipendenti dalla nostra volontà non riuscimmo a farla nel momento stabilito, e il testimone andò al cinema con la moglie. Aspettammo due ore per parlare con lui, ma siamo convinti che ne sia valsa la pena.

Alla fine, comodamente seduti, cominciammo a parlare col testimone di questo caso incredibile, e registrammo l’intervista su nastro magnetico. Una volta che vennero fatte le necessarie riproduzioni per preparare il report, considerammo due cose:

 

1) Siamo favorevoli a presentare la storia in prima persona, perché in questo modo sembra più “vivace” e più interessante per il lettore.

2) A causa delle molteplici espressioni linguistiche e delle espressioni peculiari del discorso impiegate dal nostro testimone, che sono a malapena comprensibili nel resto del paese, abbiamo  ritenuto prudente scrivere il report in terza persona, per facilitare la comprensione e il rispetto delledichiarazioni ottenute, naturalmente.

 

Nella piantagione di El Esparragal

 

piantagione

Gerena è una città in provincia di Siviglia, dove gli avvistamenti UFO sono piuttosto comuni. Siamo completamente all’oscuro del motivo. Forse la comunità ha una qualche attrazione, o potrebbe essere un ipotetico “passaggio obbligatorio” per questi oggetti (o qualunque cosa essi siano) o, forse, (come ha osservato un buon amico) sono attratti dalle attività dei gruppi di ricerca UFO nella zona. Chi lo sa? Qualunque sia la verità, molte persone qui hanno visto UFO, dai casi più “normali” ai veri rompicapo. Gerena si trova a 30 km a nord ovest di Siviglia. L’autostrada Siviglia – Estremadura – Madrid si trova a circa 5 km a est. L’evento che stiamo per descrivere si verificò a circa 3.5 km in direzione di questa autostrada, vicino alla piantagione conosciuta come “El Esparragal”. Si tratta di una zona di terreno agricolo con un paio di colline in periferia. I  testimoni, all’epoca dei fatti, stavano lavorando in un campo di cotone nella zona.

 

ricostruzione 2

Un totale di 7 persone assistettero all’evento. Siamo riusciti a localizzarne solo una, il signor Antonio Fernández González, sposato (single al tempo dei fatti), sui trent’anni. Secondo questi, le altre persone con lui quella sera erano: David González, Francesco Barrera, Antonio Palomo  (deceduto), tutti residenti a Gerena. Il testimone ricorda solo due degli altri, chiamati Francesco  e Ventura (due di loro vivevano a Las Pajanosas e l’altro a Guillena, città adiacente a Gerena). Il nostro collega Joaquín Mateos conosce molto bene i testimoni che vivono in Gerena, e ci assicura che sono seri e affidabili.

 

 ricostruzione

Accadde tutto un sabato di metà agosto 1973, fra le 03:30 e le 4:00 del mattino. L’evento è rimasto impresso nella memoria del signor Fernández e a ragione. I sette testimoni stavano irrigando il cotone insieme ad altre sette persone che lavoravano in un settore lontano della piantagione. Lavoravano in squadra e il loro turno di lavoro andava dalle 20:00 di sera alle 08:00 di mattina, per un totale di 12 ore. Il primo turno di irrigazione era tra le 8 e 10  di sera, e avevano lasciato la casa di campagna alle 02:00 di mattina, ancora una volta per fare una seconda irrigazione del cotone fino alle 4 del mattino, circa. Infine, intorno a 8:00 del mattino fecero di nuovo il giro della piantagione per controllare gli irrigatori e assicurarsi che nessuno di essi fosse bloccato. Portarono a termine il turno.

Erano da poco passate le 3.00 di quel sabato quando il nostro testimone, accompagnato da David González, stava ispezionando una delle linee di irrigazione una lunga 300 metri circa, cambiando la direzione dell’irrigazione, ognuno con le rispettive torce. Erano grandi e potenti torce elettriche, alimentate da quattro batterie che producevano un gran fascio di luce. Mentre Fernández camminava tra il cotone, della parte più elevata del terreno, vide una sorgente di luce bianca in lontananza che scendeva su un pendio. Fissò la luce e a una trentina di passi più avanti (la distanza tra un irrigatore e l’altro) si trovavano Francisco Barrera e David Gonzalez. Chiese loro se avessero visto “quella cosa” e questi risposero affermativamente. Poteva avere a che fare con i cacciatori che entravano nella zona a bordo delle loro vetture. Ma il nostro testimone pensò che fosse “troppo luminosa” per essere un’automobile.

 

Continuarono a lavorare tenendo d’occhio la luce. Prima avessero finito il lavoro, più tempo avrebbero avuto per riposare fino al momento di eseguire l’ultima ispezione, alle 08:00, ma la fonte di luce si avvicinò e cominciarono a preoccuparsi. “Sembrano rogne”, aveva osservato uno degli uomini. Il nostro testimone si sedette sul tubo dell’acqua, mentre tutti continuarono a cercare una spiegazione soddisfacente per la luce. “Si sta avvicinando e non è né una macchina né un aereo”.

Era più in alto rispetto a una macchina e un aereo non vola così basso a quell’ora di notte. Ormai tutti si erano fatti molto seri. Un altro collega, più lontano, chiese: “Pensi che sia uno di quei dischi volanti di cui parla la gente?”.

 “L’aveva detto!”, ci disse Fernández. “Un disco volante. È proprio questo. Non lo vedi?”.

La luce si avvicinò, accecando col suo bagliore chi la guardava. Il nostro testimone, non sapendo nulla di “dischi volanti”, si sdraiò nel fango, tra le file di cotone, imitato dai compagni. L’oggetto volò proprio sopra di loro, vicinissimo al suolo.

È difficile fornire un resoconto cronologico di tutto ciò che il testimone ci ha riferito nell’intervista, perché ha mescolato fatti verificatisi all’inizio, con quelli verificatisi a metà e alla fine dell’evento. Il suo nervosismo, e il passare dei cinque anni, non ci hanno permesso di coordinare un dettaglio con l’altro. Tuttavia, faremo il possibile per presentare nel loro insieme le sue dichiarazioni. Il cielo era terso. Si vedevano le stelle e solo una luna calante illuminava la zona. L’ oggetto insolito apparve da nord-ovest, passando sopra i testimoni, diretto a Las Pajanosas (nord-est) per poitornare, volando sopra gli spaventati operai.

L’UFO aveva la forma di un occhio o di un piatto rovesciato. Visto da una certa distanza, era perfettamente rotondo nella parte inferiore, cosa che i testimoni furono in grado di attestare perché passò pochi metri sopra le loro teste. Secondo Fernández, quando l’oggetto era sopra di lui, non guardò (enfasi nell’originale – SC)  e, pertanto, non vide alcune sorgenti di luce rossa che sembrava avere sulla sua parte inferiore – un dettaglio visibile a invece a David González , che era nascosto nel fango a poca distanza da Fernández .

Quando l’oggetto si allontanò, chiamarono Antonio Palomo, che era più lontano, per verificare che non gli fosse accaduto niente (l’UFO era rimasto sospeso in aria per alcuni minuti sopra di lui),ma Palomo non rispose. Anche lui era nascosto nel fango e non sentiva niente, cosa che poterono accertare in seguito, quando andarono a cercarlo.

David Gonzalez, che era il più temerario, alzò la testa quando l’oggetto si trovava praticamente sopra di lui, sperando di vedere gli occupanti o un oblò. Il nostro testimone gli consigliò di non farlo, “o ti staccano la testa”. Gli altri non sentivano niente. Erano sdraiati a terra, ricoperti di acqua e di fango.

Ogni volta che l’UFO si allontanava, loro si alzavano, accendevano le torce e riprendevano le loro faccende, perché volevano finire il lavoro e andare a riposare quanto prima. Continuavano a lavorare fino a quando l’oggetto non tornava sopra le loro teste. La situazione si ripeté 4 o 5 volte, per la durata complessiva di 20 minuti. I testimoni notarono che ogni volta che l’oggetto si allontanava, e loro si alzavano da terra, c’era una specie di nebbia bianca nella zona, che impediva loro di vedere persino le stelle. La nebbia svaniva subito dopo, riapparendo ogni volta che l’oggetto faceva la stessa manovra.

 Non vennero rilevati nella zona strani odori (il cotone veniva trattato con i pesticidi) , o di qualsiasi cambiamento di calore e temperatura.  I testimoni erano molto preoccupati e spaventati. L’oggetto emise un forte rumore, come quello di un motore a reazione, anche se più attutito. La luce accecante illuminava tutto il campo, e a un certo momento David si disse, “Dobbiamo approfittare di quella luce di passare le linee degli irrigatori restanti”.

Il passaggio finale dell’UFO fu scandalosamente basso, tanto che uno dei testimoni temette che avrebbe schiacciato un operaio più lontano. L’altezza del cotone era di circa 60 cm. e l’oggetto lo sfiorò.  Alla domanda sulla sua dimensione, ci ha detto: “La sua circonferenza era grande come un’arena. Era enorme. Non posso dirvi esattamente quanto, ma era molto grande!. Secondo le nostre indagini, il diametro dell’UFO era a circa 35 metri – infinito, se passa a pochi centimetri dalla vostra testa!

 

L’UFO si fermò per un po’ sopra a un recinto vicino, dove Antonio Palomo e un altro operaio di Las Pajanosas svolgendo i loro compiti. Quando se ne andò nel bagliore, Fernández notò che l’ oggetto aveva un aspetto metallico. Infine scomparve senza che il testimone fosse stato in grado di vederne la direzione, essendo nascosto in mezzo al cotone. Quando alzò gli occhi, l’oggetto non si vedeva più. A parte la paura, i testimoni non riportarono effetti collaterali degni di nota. Tornarono dunque alla piantagione, svegliando tutti per raccontare l’accaduto. Dovettero fare il bagno con i vestiti addosso in un serbatoio d’acqua per togliere tutto il fango che li ricopriva. L’altra squadra di operai, in un’altra parte della fattoria, non aveva invece notato nulla di anomalo.

 

“Ho lavorato lì per circa cinque o sei anni”, ha spiegato il testimone, “e non ho mai più avuto un’esperienza simile. Se vedo qualcosa in lontananza, non mi spaventa, ma non vorrei mai più ritrovarmelo così vicino”. Qualche tempo dopo, quando David Gonzalez tornò a casa con la moto dopo, aver incontrato la sua

fidanzata, ebbe un’esperienza con un altro grande oggetto volante non identificato che bloccava la strada, impedendogli di proseguire. Lasciò cadere la moto sul lato della strada e corse a casa della sua ragazza, la quale poté vedere l’oggetto partire in lontananza. Questo caso ci è stato riferito da Antonio Fernandez Gonzalez (pur essendoci già noto) dal momento in cui ha scoperto cosa è successo al suo collaboratore nella stessa notte.

di Antonio Moya Cerpa 

Ricerche condotte da Joaquín Mateos Nogales, Manuel Filpo Cabana, Gloria Andreu de los Santos and Antonio Moya Cerpa (Fonte:www.inexplicata.blogspot.it)

tratto dalla rivista X-Times

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