Archeologia Misteriosa UFO

Il Teschio Alieno “STARCHILD”, un reperto antropologico straordinario!

La Redazione Segnidalcielo pubblica un articolo scritto da Lavinia Pallotta, Direttore Editoriale della rivista X-Times, dedicato alle ricerche dello scrittore Lloyd Pye scomparso pochi giorni fa per una brutta malattia. Ringraziamo Alberto Forgione per averci inviato questo interessante articolo, dove viene mostrata una analisi ben dettagliata del cranio di STARCHILD, che lo stesso Lloyd Pye, era convinto che avesse a che fare con un reperto antropologico straordinario di natura ibrida umano-aliena.

Il Teschio Alieno

A cura di Lavinia Pallotta

Dopo anni di ricerche, di analisi e contro analisi, Lloyd Pye è convinto di avere a che fare con un reperto antropologico straordinario. Il cranio dello “STARCHILD” possiede caratteristiche  che sfidano la Scienza, un possibile e fondamentale passo avanti per l’Esobiologia e per la  Paleoastronautica.

Siamo nel 1930. In un villaggio del Copper Canyon, area desertica del Messico settentrionale,  una teenager statunitense in viaggio con la famiglia sta per fare una scoperta sorprendente.  Alla ragazzina viene raccomandato di tenersi lontana dalle caverne e dai tunnel delle miniere  abbandonate, disseminate per la regione. Quale migliore attrazione c’è di un luogo proibito?

 

E, infatti, la ragazza ben presto si ritrova a curiosare proprio nel tunnel di una miniera  dimenticata, dove trova uno scheletro umano in posizione supina. Accanto, dal terreno spunta una mano “deforme” “avvinghiata” all’avambraccio dello scheletro in superficie. La giovane  comincia a scavare, portando alla luce un «piccolo, scheletro completamente malformato» che raccoglie e nasconde sotto un albero, assieme allo scheletro più grande, intenzionata a  portarlo con sé in un secondo momento, all’insaputa dei genitori. Spesso però la fortuna non  si mostra benevola due volte e un violento acquazzone trascina via le ossa, ad eccezione dei  teschi – privati delle mandibole – e un frammento di mascella di quello deformato. La ragazza  tiene con sé i resti, finché, molti anni dopo, ormai prossima alla morte, li affida ad alcuni amici,  che a loro volta li regalano a una giovane coppia, Ray e Melanie Young. Melanie, infermiera  pre-natale e dunque in possesso di conoscenze mediche, si accorge che il teschio più piccolo  non presenta una “normale” deformità umana. È troppo leggero – pesa la metà di quanto  dovrebbe – ed è incredibilmente simmetrico. Addirittura più simmetrico di un tipico teschio  umano e Melanie comincia a domandarsi se non possa trattarsi di un reperto “speciale”,  anziché “mostruoso”. Considerato l’interesse dei coniugi per l’ufologia – sono entrambi  membri del Mutual UFO Network di El Paso – il fatto che abbiano associato lo strano teschio  macrocefalo alla tipologia di alieno “grigio”, descritto in moltissimi resoconti di abduction,  non poi così è impensabile.

 

Primi test e difficili ostacoli

Il passo successivo di Ray e Melanie, nel 1999, è di contattare Lloyd Pye, scrittore appassionato di genetica, perché li aiuti a portare avanti le corrette analisi scientifiche che  possano chiarire il mistero di quello che viene battezzato lo “Starchild”, il bambino delle  stelle, nell’eventualità che si tratti di un ibrido. Un ibrido umano-alieno, la smoking gun  dell’interferenza ET sul pianeta Terra, che metterebbe finalmente a tacere gli scettici.  Il Santo  Graal dell’ufologia, che schiuderebbe nuovi confini per l’Esobiologia e la Paleoastronautica,  rappresentando un passo da gigante, tale da obbligarci a riscrivere la storia dell’umanità.  Però, una scoperta senza pari deve essere avvalorata da analisi scientifiche incontestabili e  così Pye, autore anche di articoli e libri molto critici nei confronti delle teorie più accreditate  sull’origine delle specie e della civiltà, abbraccia una causa destinata a cambiare la sua vita  e, probabilmente, a durare altrettanto. E che, lentamente, non ha mancato di portare anche  qualche gratificazione all’instancabile ricercatore. Nel 2008 Pye mi concesse un’intervista per  “Area 51”, la rivista a cui lavoravo all’epoca, grazie alla mediazione di Adriano Forgione, oggi  direttore di “Fenix” e suo buon amico. Durante l’intervista Pye, mi aveva elencato i risultati  dei test di laboratorio che avvaloravano la sua teoria dell’ibridazione umano-aliena, ma mi  aveva anche confidato il timore di non riuscire a raccogliere i fondi che gli consentissero di  commissionare l’ultimo test del DNA. Test che doveva essere effettuato con le tecniche più  avanzate a disposizione oggi in America, considerata la peculiarità delle ultime scoperte  genetiche sul teschio. Il Santo Graal dell’ufologia avrebbe potuto soccombere davanti alla  cinica legge del soldo! 

Il DNA e le analisi medico-anatomiche

  Il dato più sorprendente, in un contesto già di per sé anomalo, è proprio quello relativo al DNA  ricavato dallo Starchild. Citiamo testualmente le parole di Lloyd Pye: «Tentativi di recuperare  il DNA dal teschio hanno fornito con facilità il DNA mitocondriale, che prova che la madre era completamente umana.  Non è stato invece possibile ottenere il DNA nucleare con riferimento  ai requisiti umani conosciuti, il che indica fortemente che il padre fosse qualcosa di diverso da  un essere umano tipico». Nel 2003, analisi al carbonio 14 hanno indicato che lo Starchild e il  teschio trovato accanto al suo, appartenente a una donna di tipo mesoamericano, hanno circa  900 anni. Di seguito riportiamo alcuni altri elementi che, secondo Pye, corroborano l’ipotesi  dell’esperimento genetico, anziché della semplice malformazione:

 

• Analisi ai raggi X effettuate a Las Vegas, Nevada, evidenziano che le ossa del teschio hanno  un tipo di sottigliezza assolutamente uniforme ovunque, e non la sottigliezza generalmente  presente solo nelle aree di deformità, intervallate da zone di spessore normale. 

• Assenza di seni frontali.

 

• Denti inclusi nel frammento di mascella, che indicano l’appartenenza del teschio a un  esemplare di non più di cinque o sei anni al momento del decesso.

 

• L’inconsistenza dell’ipotesi di idrocefalite (accumulazione patologica di liquido spinale nei  ventricoli cerebrali), per spiegare la massa straordinaria delle pareti alte posteriori del cranio,  combinata con l’effetto di “cradleboarding” (usanza delle donne andine di tenere i bambini legandone la testa a un asse, provocando così lo schiacciamento del cranio) per giustificare la  piattezza della parte posteriore del cranio, un’ipotesi che però non regge. L’idrocefalite non  lascia solchi così pronunciati lungo le suture sagittali che separano le due parietali. Inoltre il  cradleboarding provoca l’appiattimento solo di una piccola zona del cranio (dallo inion alla  corona). Il teschio recuperato assieme a quello dello Starchild è in possesso, infatti, di tali  caratteristiche, lo Starchild no.

 

• La stupefacente capacità cranica dello Starchild. Il cervello di un adulto è di 1400 centimetri  cubi e quello di un esemplare di 12 anni di 1200. Il volume cerebrale dello Starchild doveva  essere di ben 1600 cc!

 

• Le orbite oculari sono incredibilmente superficiali, assolutamente diverse, in ogni caratteristica, da quelle di un essere umano. Ciononostante, la simmetria delle due orbite  sembra confermare che non si tratta di una malformazione genetica.

 

• Il tipo di ossa dello Starchild è molto più resistente di quello di qualsiasi altro essere umano e presenta una composizione minerale più simile a quella dello smalto dei denti che non delle  ossa.

 

• L’osso del teschio contiene un non identificato residuo, mai riscontrato in nessun altro caso.

 

• Le ossa del teschio contengono misteriose fibre microscopiche. Vale la pena di soffermarsi sulle caratteristiche di queste fibre, che Pye ha confrontato, al microscopio, con quelle  tipiche del Morgellons. Le fibre dello Starchild si sono dimostrate considerevolmente più  piccole. Sono inoltre incredibilmente resistenti, hanno elevati livelli di silicio, sono presenti  solo all’interno dell’osso e in nessun caso all’esterno dello strato osseo. Ancora, le ossa dello Starchild non mostrano alcun segno di degenerazione. Tutte queste caratteristiche  porterebbero ad escludere che l’individuo fosse affetto da Morgellons.

Una creatura assolutamente unica

 La prova definitiva della sua peculiarità genetica può fornirla solo una particolare analisi di  laboratorio, da effettuare secondo i più sofisticati protocolli sviluppati dalla 454 Life Science,  una compagnia di ricerca biotecnologica specializzata in test sequenziali del DNA, con sede a  Bradford, Connecticut. Commissionare questo test, come è facile immaginare, richiede ingenti  somme di denaro e da diverso tempo Lloyd è impegnato nella raccolta dei fondi necessari.  In una recente comunicazione, Pye aveva fatto sapere che il test veniva effettuato entro il 2009. 

Il caso dello Starchild, grazie alla perseveranza e all’opera di divulgazione portata avanti da  Lloyd, sta ottenendo sempre maggiore attenzione da parte dei media, e una società britannica si sarebbe impegnata a devolvere la somma necessaria, per poter girare un documentario sul  caso, da mandare in onda nelle televisioni di tutto il mondo. Se tutto andrà bene, il servizio verrà trasmesso nella seconda metà del 2009 e, forse, per quel giorno sapremo chi era il  padre naturale dello Starchild. Fino a quel momento ci prendiamo la libertà di assegnare la “paternità morale” della piccola creatura misteriosa al coraggioso ricercatore di frontiera che,  convinto della sua meravigliosa unicità, non l’ha mai abbandonata.

Di Lavinia Pallotta

Redazione X-Times

 

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