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Il Supervulcano Campi Flegrei mostra segni di attività. C’è il rischio di un’eruzione? La pressione verso un “valore critico”

Campi Flegrei

Alcuni scienziati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Bologna, ritengono che i processi attualmente in corso ai Campi Flegrei “potrebbero evolvere verso un’eruzione”. Come spiegato in un studio pubblicato su Nature Communications, nella caldera situata nei pressi di Napoli si sta raggiungendo un livello critico di pressione, anche se questo non è comunque sufficiente a dire che un’eruzione avverrà in tempi brevi. Quindi nessuno può sapere quando avverrà, ma l’allerta rimane e il monitoraggio avviene costantemente.

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I Campi Flegrei sono una grande caldera in stato di quiescenza situata nel golfo di Pozzuoli, a nord-ovest di Napoli. “Caldera” è un termine utilizzato per descrivere quei vulcani aventi una struttura caratterizzata da depressioni subcircolari dovute allo sprofondamento del terreno a seguito di grandi eruzioni. Considerando l’elevato rischio vulcanico, l’area dei Campi Flegrei è ormai da tempo sottoposta a monitoraggio costante, soprattutto da parte dell’Osservatorio Vesuviano, il più antico osservatorio vulcanologico del mondo: la sua istituzione risale infatti al 1841.

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Lo studio in questione sottolinea l’esistenza di una soglia di pressione durante l’ascesa del magma nella crosta, raggiunto il quale il processo di risveglio vulcanico (unrest) potrebbe evolvere verso una situazione critica e portare ad un’eruzione. Nello studio presentato dai ricercatori dell’INGV e pubblicato anche sul quotidiano inglese The Guardian, viene messo in risalto il ruolo del magma, che risalendo verso la superficie perde pressione e rilascia parte delle specie volatili o gassose disciolte nel fuso.

Lo spiega meglio il Dr. Giovanni Chiodini, uno degli scienziati responsabili per lo studio che dice: “una volta superato il limite, l’iniezione di vapore ad alta temperatura si dirigerà verso le rocce circostanti, che possono perdere la loro forza e provocare un’accelerazione verso condizioni critiche”.

Egli ha anche affermato che, anche se è impossibile a dire quando l’eruzione dei Campi Flegrei avverrà, “sarà molto pericoloso per le 500.000 persone che vivono nella zona”. Così, ha aggiunto che a causa della regione così densa di popolazione, è urgente monitorare e seguire da molto vicino la situazione del supervulcano, soprattutto per avere una migliore comprensione del suo comportamento.

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Dal 2005 i Campi Flegrei hanno sperimentato quello che gli scienziati chiamano la rivolta, per il quale le autorità italiane hanno innalzato il livello di allerta da verde a giallo nel 2012 e rilevato la necessità di un monitoraggio scientifico attivo . In aggiunta, è stato trovato che la velocità di deformazione del suolo e attività sismica di basso livello, sono aumentati di recente.

“Nel lavoro di ricerca dei Campi Flegrei, viene dimostrata per la prima volta l’esistenza di un valore critico di pressione attorno al quale per ogni tipo di magma aumenta notevolmente (di oltre un ordine di grandezza) la quantità totale di fluidi rilasciati”, spiega Giovanni Chiodini, che è attualmente dirigente di ricerca INGV e coordinatore del lavoro, condotto da un gruppo di scienziati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)-Sezioni di Bologna, Napoli e Palermo, delle Università di Palermo e Roma Tre, e dell’Université de Savoie.

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“Raggiunte queste condizioni critiche, il magma rilascia notevoli quantità di acqua, in stato di vapore ad alta temperatura, che sono iniettate nelle rocce interposte fra il magma e la superficie. Le rocce, riscaldate dalle grandi quantità di vapore, si indeboliscono, perdendo la loro resistenza meccanica, determinando un’accelerazione verso condizioni critiche. Il possibile avvicinarsi del magma alle condizioni di ‘pressione critica’ , può spiegare l’attuale accelerazione delle deformazioni, oltre al recente aumento nel numero di terremoti e l’aumento delle specie gassose più sensibili a incrementi di temperatura nelle fumarole della Solfatara di Pozzuoli, una delle aree più attive della caldera Flegrea”, aggiunge Chiodini.

I CITTADINI DEVONO SAPERE CHE….

“I Campi Flegrei sono il vulcano più pericoloso al mondo, questo i cittadini lo devono sapere – Carlo Doglioni, presidente dell’INGV ha commentato così a Fanpage i recenti movimenti vulcanici sotto al cratere dell’area flegrea – per ora siamo in codice giallo come livello di allarme, il vulcano è costantemente controllato con moderne tecnologie”. Sui piani di evacuazione e sicurezza, su cui va avanti una lunga polemica da molto tempo, è intervenuto il presidente della commissione grandi rischi Sergio Bertolucci: “I piani ci sono – ha detto Bertolucci a Fanpage in occasione del congresso dell’ordine nazionale dei geologi che si è tenuto a Napoli – ma rendiamoci conto che spostare 800 mila persone significa che ci saranno vittime e ci sarà caos. Questi piani funzionano quando i cittadini li conoscono e sanno cosa fare in caso di eruzione”.

Redazione Segnidalcielo

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