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Il Dalai Lama parlò degli Extraterrestri: “I Visitatori da altre Galassie sono come noi”

Una nuova voce autorevole si unisce al coro di guide spirituali e capi religiosi che pubblicamente hanno parlato della vita nel cosmo e dell’esistenza di altre forme di vita simili alla nostra. Questa volta è stato Sua Santità il Dalai Lama che ha affrontato l’argomento durante un meeting tenutosi il 9 maggio 2013 all’Università di Portland (Oregon, USA) intitolato ‘Universal Responsibility and the Inner Environment‘.

Tra i primi che ne ha dato notizia troviamo il giornalista Stephen Cook con un pezzo intitolato “Dalai Lama Discloses: Visitors from Other Galaxies are the Same as Us“.

Durante il suo public speaking del 2013, il Dalai Lama è entrato nell’argomento ricordando come “siamo tutti Uno”, tutti gli uomini e ogni essere vivente possiedono dentro di sè una scintilla divina,  ma sia la ‘paura’ di sentirsi diversi dagli altri ad ingenerare in noi la distanza interiore ed umana all’origine del disagio e dei problemi che incombono sul nostro pianeta.

Ampliando questo concetto il Dalai Lama ha proposto all’auditorio un semplice esempio. Come percepiremmo esseri provenienti da altri mondi se li trovassimo davanti a noi? La diversità provocherebbe in noi paura! La ‘diversa’ natura di questi esseri rispetto alla nostra, genererebbe distanza tra le due realtà trasformandosi ben presto in terrore e ingenerando sentimenti negativi.

in uno dei testi più antichi del buddismo, l’Acchariyābbhūtadhamma Sutta, vengono riportate parole di Siddharta Gautama che parla della visita extraterrestre.

Il Dalai Lama ha però precisato che dovremmo accogliere e considerare i ‘Visitatori Galattici’ come “uguali a noi … stringendogli la mano, nel caso le possedessero“. Parole semplici ma che affondano nel cuore della questione su molti livelli. Nascendo da una costola dell’induismo, circa nel VI secolo a.C., il buddismo possiede fin dai suoi albori la ‘consapevolezza’ che il cosmo non è stata la casa solo del genere umano ma che innumerevoli altre forme di vita popolano la sua vastità fin dalle origini del tempo. Un passo emplematico e suggestivo a tale riguardo può essere trovato in uno dei testi più antichi del buddismo, l’Acchariyābbhūtadhamma Sutta, in cui vengono riportate le parole dirette di Siddharta Gautama.

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Parlando del luogo in cui risiedono e vivono gli ‘Dei’ il Budda affermò che queste si trovano nelle “… nere, cupe regioni immerse nell’oscurità, tra i sistemi dei mondi, dove non può arrivare la potente e maestosa luce del nostro Sole e della Luna“. Passi criptici e sibillini ma che risentono fortemente delle influenze induiste che fin dalle epoche più remote parlarono dei Loka, i pianeti fisici in cui risiedono i Deva, gli dei.

Un altro riferimento attribuito al Budda sulla ‘pluralità di mondi abitati‘ è possibile trovarlo nel testo Tipitaka, “The Buddha’s Teachings in Three Divisions” (Vol. 11, p. 61 and Vol. 23, sutanta pidok 25, Thai edition) in cui si parla nel dettaglio di tre pianeti extrasolari denominati Amornrakoyan, Buppaviteha e Auttrarakuru.

Lasciamo al lettore le sue conclusioni, personalmente ci siamo formate le nostre. [E’ possibile ascoltare il punto specifico oggetto di questo articolo in cui il Dalai Lama parla di "visitatori da altre galassie” tra il minuto 36 e il 37 della registrazione sottostante.]

Non è la prima volta però che il più alto rappresentante del buddismo parla di vita nel cosmo e di esseri intelligenti su altri pianeti. Già agli inizi del 2000 il compianto Prof. John Mack, docente di psichiatria ad Harward e studioso del fenomeno abduction, aveva avuto modo di interloquire con il sommo rappresentante del buddismo e convenire sulla reale esistenza di esseri viventi su altri pianeti nonché esporre i propri studi sul fenomeno dei rapimenti alieni.

Tale colloquio era stato inizialmente documentato e filmato per essere inserito nel documentario Dalai Lama Renaissance, Wakan Films e Khashyar Darvich (2007), ma in post-produzione gli autori avevano deciso di non includere tale sequenza. Una intervista successiva rilasciata da John Mack lasciava però nella storia una traccia di questo eccezionale incontro che troverete sotto nel video.

il Dalai Lama riceve in regalo un libro sugli extraterrestri dal Prof. John Mack

Una nuova pagina viene scritta negli annali della nostra storia, parole che devono farci riflettere e meditare profondamente! Lontano da faziosità e fanatismi esiste una sola verità, raggiungibile attraverso diverse strade ma che sembrano portare tutte alla medesima meta. Quanto espresso dal Dalai Lama pone nuova luce ad un concetto fondamentale, la presenza di altre forme di vita nel cosmo ma allo stesso tempo ci indica una strada da seguire, un percorso che ritrovi nella purezza del cuore e delle emozioni una via di incontro ed una lezione di umiltà per saper accogliere ciò che apparentemente sembra diverso considerandolo come uguale a noi!

Finchè però non riusciremo a comprendere ed applicare questo concetto sul nostro pianeta, sarà difficile potersi rapportare obiettivamente con esseri provenienti dalle stelle.

di Enrico Baccarini

Per Redazione Segnidalcielo

per gentilce concessione di Enrico Baccarini (www.enricobaccarini.com)


 

English version: A new authoritative voice joins the chorus of spiritual guides and religious leaders who publicly talked about life in the cosmos and the existence of other life forms similar to ours. This time it was His Holiness the Dalai Lama who addressed the topic during a meeting held on May 9, 2013 at the University of Portland (Oregon, USA) entitled “Universal Responsibility and the Inner Environment”. Among the first to hear about this we find journalist Stephen Cook with a piece entitled “Dalai Lama Discloses: Visitors from Other Galaxies are the Same as Us”. During his public speaking of 2013, the Dalai Lama entered the subject recalling how “we are all One”, all men and every living being possess within themselves a divine spark, but both the “fear” of feeling different from others to generate in us the inner and human distance at the origin of the discomfort and problems that loom over our planet. Extending this concept, the Dalai Lama proposed a simple example to the auditorium. How would we perceive beings from other worlds if we found them in front of us? Diversity would cause fear in us! The “different” nature of these beings with respect to ours, would generate distance between the two realities, soon turning into terror and generating negative feelings. However, the Dalai Lama stated that we should welcome and consider the “Galactic Visitors” as “equal to us … shaking his hand, in case they possessed them”. Simple words that are at the heart of the matter on many levels. Born from a rib of Hinduism, around the sixth century BC, Buddhism has since its inception the ‘awareness’ that the cosmos was not the only home of mankind but that countless other life forms populate its vastness since origins of time. An emplematic and suggestive step in this regard can be found in one of the most ancient texts of Buddhism, the Acchariyābbhūtadhamma Sutta, in which the direct words of Siddharta Gautama are reported. Speaking of the place where the ‘Gods’ reside and live, the Buddha affirmed that these are found in the “black, dark regions immersed in darkness, among the systems of the worlds, where the powerful and majestic light of our Sun cannot reach. of the moon”. Cryptic and sibylline passages that are strongly influenced by the Hindu influences that from the most remote times spoke of the Lokas, the physical planets in which the Deva reside, the gods.
Another reference attributed to the Buddha on the ‘plurality of inhabited worlds’ can be found in the text Tipitaka, “The Buddha’s Teachings in Three Divisions” (Vol. 11, p. 61 and Vol. 23, sutanta pidok 25, Thai edition) in which we speak in detail of three extrasolar planets called Amornrakoyan, Buppaviteha and Auttrarakuru. We leave the reader with his conclusions, we have personally formed our own. [I[It is possible to hear the specific point of this article in which the Dalai Lama speaks of "visitors from other galaxies” between the minute 36 and 37 of the underlying registration.]r> It is not the first time, however, that the highest representative of Buddhism speaks of life in the cosmos and of intelligent beings on other planets. Already at the beginning of 2000, the late Professor John Mack, a professor of psychiatry at Harvard and a scholar of the abduction phenomenon, had had the opportunity to speak with the high representative of Buddhism and agree on the real existence of living beings on other planets and to expose his studies on the phenomenon of alien abductions.

This interview was initially documented and filmed for inclusion in the documentary Dalai Lama Renaissance, Wakan Films and Khashyar Darvich (2007), but in post-production the authors decided not to include this sequence. A subsequent interview by John Mack, however, left a trace of this exceptional encounter in history. A new page is written in the annals of our history, words that must make us reflect and meditate deeply! Far from factionalism and fanaticism there is only one truth, reachable through different roads but which seem to bring everyone to the same goal. As expressed by the Dalai Lama sheds new light on a fundamental concept, the presence of other forms of life in the cosmos but at the same time it shows us a way to follow, a path that you find in the purity of the heart and of the emotions a way of meeting and a a lesson in humility to be able to accept what apparently seems different considering it as equal to us! However, until we can understand and apply this concept on our planet, it will be difficult to objectively relate to beings from the stars.


Spanish version: Una nueva voz autoritaria se une al coro de guías espirituales y líderes religiosos que hablaron públicamente sobre la vida en el cosmos y la existencia de otras formas de vida similares a la nuestra. Esta vez fue Su Santidad el Dalai Lama quien abordó el tema durante una reunión celebrada el 9 de mayo de 2013 en la Universidad de Portland (Oregón, EE. UU.) Titulada “Responsabilidad universal y el medio ambiente interno”. Entre los primeros en enterarse de esto, encontramos al periodista Stephen Cook con un artículo titulado “El Dalai Lama revela que los visitantes de otras galaxias son lo mismo que nosotros”. Durante su discurso en público en 2013, el Dalai Lama ingresó al tema recordando que “todos somos Uno”, todos los hombres y todos los seres vivos poseen dentro de sí mismos una chispa divina, pero tanto el “miedo” de sentirse diferente de los demás. para generar en nosotros la distancia interna y humana en el origen del malestar y los problemas que se ciernen sobre nuestro planeta. Extendiendo este concepto, el Dalai Lama propuso un ejemplo simple para el auditorio. ¿Cómo percibiríamos seres de otros mundos si los encontramos frente a nosotros? ¡La diversidad causaría miedo en nosotros! La naturaleza “diferente” de estos seres con respecto a la nuestra, generaría distancia entre las dos realidades, convirtiéndose pronto en terror y generando sentimientos negativos. Sin embargo, el Dalai Lama declaró que debemos dar la bienvenida y considerar a los “Visitantes Galácticos” como “iguales a nosotros … estrechándole la mano, en caso de que los poseyeran”. Palabras simples que están en el centro de la cuestión en muchos niveles. Nacido de una costilla del hinduismo, alrededor del siglo VI a. C., el budismo tiene desde sus inicios la “conciencia” de que el cosmos no era el único hogar de la humanidad, sino que muchas otras formas de vida pueblan su inmensidad desde entonces. orígenes del tiempo. En uno de los textos más antiguos del budismo, el Acchariyābbhūtadhamma Sutta, en el que se informan las palabras directas de Siddharta Gautama, se puede encontrar un paso laboral y sugestivo en este sentido. Hablando del lugar donde residen y viven los “dioses”, el Buda afirmó que se encuentran en las “regiones oscuras y negras sumergidas en la oscuridad, entre los sistemas de los mundos, donde la poderosa y majestuosa luz de nuestro Sol no puede alcanzar”. de la luna “. Pasajes crípticos y sibilinos que están fuertemente influenciados por las influencias hindúes que desde los tiempos más remotos hablaban de los Lokas, los planetas físicos en los que residen los Deva, los dioses.
Otra referencia atribuida al Buda sobre la “pluralidad de mundos habitados” se puede encontrar en el texto Tipitaka, “Las enseñanzas del Buda en tres divisiones” (Vol. 11, p. 61 y Vol. 23, sutanta pidok 25, edición tailandesa) en el cual hablamos en detalle de tres planetas extrasolares llamados Amornrakoyan, Buppaviteha y Auttrarakuru. Dejamos al lector con sus conclusiones, hemos formado personalmente las nuestras. [Es [Es posible escuchar el punto específico de este artículo en el que el Dalai Lama habla de "visitantes de otras galaxias” entre el minuto 36 y 37 del registro subyacente.] Sin embargo, no es la primera vez que el máximo representante del budismo habla de la vida en el cosmos y de los seres inteligentes en otros planetas. Ya a principios de 2000, el difunto profesor John Mack, profesor de psiquiatría en Harvard y estudioso del fenómeno del secuestro, tuvo la oportunidad de hablar con el alto representante del budismo y ponerse de acuerdo sobre la existencia real de seres vivos en otros planetas y exponer sus estudios. Sobre el fenómeno de las abducciones alienígenas. Esta entrevista se documentó inicialmente y se filmó para incluirla en el documental Dalai Lama Renaissance, Wakan Films y Khashyar Darvich (2007), pero en la postproducción los autores decidieron no incluir esta secuencia. Una entrevista posterior de John Mack, sin embargo, dejó un rastro de este encuentro excepcional en la historia. Una nueva página está escrita en los anales de nuestra historia, palabras que deben hacernos reflexionar y meditar profundamente. Lejos del faccionalismo y el fanatismo, solo hay una verdad, que se puede alcanzar a través de diferentes caminos, pero que parece llevar a todos a la misma meta. Según lo expresado por el Dalai Lama, arroja nueva luz sobre un concepto fundamental, la presencia de otras formas de vida en el cosmos, pero al mismo tiempo nos muestra un camino a seguir, un camino que encuentra en la pureza del corazón y de las emociones, un modo de encuentro y una ¡Una lección de humildad para poder aceptar lo que aparentemente parece diferente, considerándolo igual a nosotros! Sin embargo, hasta que podamos entender y aplicar este concepto en nuestro planeta, será difícil relacionarnos objetivamente con los seres de las estrellas.

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