Archeologia Misteriosa

Honduras, iniziati gli scavi della leggendaria “Città del Dio Scimmia”, la città perduta dei Maya

Sono iniziati gli scavi archeologici nella regione orientale Mosquitia in Honduras dove gli studiosi hanno trovato dei reperti che potrebbero appartenere a una cultura sconosciuta. Nel 2012 alcune immagini scattate da satellite avevano individuato i resti di una città sepolta sotto alberi alti almeno 75 metri. Forse la leggendaria “Città Bianca”, la città perduta dei Maya. Se la scoperta fosse confermata, sarebbe paragonabile a quella della tomba di Tutankhamen in Egitto. Gli scavi si stanno svolgendo sotto stretta sorveglianza militare perché nella zona operano i cartelli della droga.

Artefatti trovati sul sito, promettono emozionanti dettagli sulla civiltà perduta che eresse la città antica. Credit Immagine: Tiempo.hn

Il simbolo della testa di un serpente

Pochi giorni fa, il presidente dell’Honduras, Juan Orlando Hernandez ha annunciato gli scavi che inizieranno nel tentativo di svelare i misteri dietro “La Città Bianca” e la misteriosa civiltà che la eresse.  I primi risultati sono molto più promettenti di quanto previsto in precedenza.

Ricordiamo che le rovine  di questa affascinate e misteriosa città, erano state avvistate per la prima volta nel 2012, durante la ricognizione aerea di una valle remota della Mosquitia, una vasta regione di paludi, fiumi e montagne che contiene alcune delle poche aree ancora inesplorate del mondo.

Secondo quanto riferito dal National Geographic, il gruppo di ricercatori guidato da Chris Fisher ha scoperto oltre una dozzina di reperti presso il sito archeologico. Il gruppo di ricercatori ha scoperto delle giare di pietra raffiguranti teste di animali e diversi motivi geometrici. Un anno fa, gli archeologi avevano scoperto oltre 50 manufatti situati vicino alla base della piramide al centro della città antica.

Il presidente honduregno Juan Orlando Hernández ha avuto l’onore di rimuovere personalmente la prima scultura in pietra scoperta nel sito, una nave di basalto che è decorato con due figure di animali, una delle quali forse raffigura la testa di un fer-de-lance, un velenoso serpente  ( simile alla vipera)  nativo della regione.

La Città del Dio Scimmia

Il nome della “Città di Dio Scimmia” proviene da Theodore Morde, un esploratore che afferma di aver scoperto le rovine della misteriosa città nel 1940. Morde non ha mai rivelato la posizione della città antica nel timore che questa sarebbe stata oggetto di saccheggio e distruzione.

Nel mese di marzo 2015, gli archeologi hanno annunciato la scoperta non solo di una città perduta, ma anche quella che potrebbe essere una civiltà sconosciuta nelle Americhe. L’anno scorso, i ricercatori sono stati fortunati nello scoprire diversi elementi ben conservati, tra cui, l’effigie di un “uomo-giaguaro”, una testa raffigurante un essere misterioso, metà uomo e metà Jaguaro, tra cui una dozzina di figure sepolte. I manufatti e strutture sono stati lasciati nella zona a protezione dei militari fino alla seconda spedizione  che provvederà ad unire i puzzle di questo sito archeologico e annunciarne (in via ufficiale) la grande scoperta. Ma per ora tutto avviene con la massima discrezione e sotto l’occhio vigile delle truppe honduregne e delle forze speciali inglesi aviotrasportate della SAS, che hanno inviato elicotteri per mettere al sicuro reperti importanti. La zona, potrebbe essere oggetto di attacchi da parte delle bande del cartello di droga locale.

 

Il 12 Gennaio 2016, il presidente dell’Honduras Juan Orlando Hernandez ha visitato il sito nella foresta per annunciare l’inizio della prima campagna di scavi. Gli oggetti di pietra, tra cui l’effigie di un “uomo-giaguaro, erano stati lasciati sul posto sotto protezione militare in attesa che fosse possibile organizzare una nuova spedizione per condurre una campagna di scavi più accurata. Oggi un team di archeologi, guidato da Christopher Fisher della Colorado State University e finanziato dal governo hondureño e da un fondo di ricerca della National Geographic Society, resterà un mese per cercare di recuperare i manufatti.

“Speriamo di scoprire quale fosse la cultura che costruì la città”, dice Virgilio Paredes, direttore dell’Istituto hondureño di Storia e Antropologia. Alla fine del mese, aggiunge, il team di studiosi comincerà a mettere a punto un “piano strategico” per ampliare la ricerca. Quello raggiunto per la prima volta nel marzo scorso è solo il primo di ben tre siti svelati fin dal 2012 grazie al lidar, la nuova tecnologia che sta rivoluzionando la ricerca archeologica. Secondo gli archeologi, sarebbero parecchie le “città perdute” ancora sepolte sotto la foresta della Mosquitia, resti di quella che forse era un’intera, e finora sconosciuta, civiltà.

Redazione Segnidalcielo

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