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Geoingegneria, pronto il piano per “IRRORARE” solfati nella stratosfera e ridurre il Global Warming

Avete capito bene, vogliono ridurre il riscaldamento globale (Global Warming) attraverso la geoingegneria, usata per modificare il clima del pianeta. Uno dei progetti principali sarà responsabilità di uno scienziato di Harvard, che gestisce un fondo per le ricerche sul clima finanziato da Bill Gates, fervente sostenitore della necessità di un “Piano B” per il cambiamento climatico, ovvero spargere solfati nella stratosfera per ridurre la quantità di radiazioni solari che raggiungono la superficie della Terra, abbassando le temperature.
La geoingegneria, il settore scientifico nel quale si studia come effettuare interventi su larga scala in grado di influenzare significativamente il clima del pianeta, è stato un ambito messo relativamente da parte durante la presidenza di Barack Obama, ma che potrebbe tornare in auge ora che alla Casa Bianca si è insediato Donald Trump.

E’ infatti ormai noto come il 45° Presidente degli Stati Uniti non sia affatto un grande fan delle ricerche sul cambiamento climatico, né delle misure storicamente messe in atto per cercare di fermarlo o quantomeno rallentarlo. Non è quindi assurdo pensare che il multimiliardario possa considerare qualche “soluzione alternativa” rispetto, ad esempio, alla riduzione nell’utilizzo di combustibili fossili. La geoingegneria potrebbe quindi essere la strada che sceglierà di percorrere.

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, con l’espressione geoingegneria si intende normalmente l’ingegneria climatica, ovvero la modificazione del clima, ma che in ambito scientifico viene spiegato come lo sviluppo di sistemi che possano avere un effetto positivo sul clima terrestre da mettere in atto in alternativa o parallelamente alla riduzione delle emissioni inquinanti. Certamente dire che la geoingegneria ha un effetto positivo sul clima della Terra sa di presa in giro, visto che attraverso le irrorazioni chimiche stanno intossicando, se non avvelenando, tutti gli ecosistemi viventi, compresi gli umani.

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“Una soluzione geoingegneristica ai cambiamenti climatici potrebbe causare una notevole riduzione delle piogge e avere effetti indesiderati per la Terra ed il genere umano”

Parlando di progetti di geoigegneria ora, si parla di interventi su larghissima scala a breve termine e che secondo loro potenzialmente potrebbero avere una certa efficacia, ma purtroppo ad oggi praticamente ogni singolo progetto immaginato non è mai stato messo in pratica perché anti-economico e/o tecnicamente improponibile e/o di limitata efficacia.

Solfati nella stratosfera per contrastare l’effetto serra

Tutti i progetti di geoingegneria possono essere fatti rientrare grossomodo in due categorie: quella della rimozione dall’atmosfera del diossido di carbonio (CO2, anidride carbonica) e la gestione delle radiazioni solari, ossia fare in modo che la Terra assorba meno radiazioni solari e si riscaldi quindi in misura minore. Quest’ultimo campo è quello nel quale lavorano David Keith e Frank Keutsch, due ricercatori della Harvard University, secondo i quali lo scenario a livello globale per la geoingegneria è notevolmente cambiato da quando Donald Trump ha messo il proprio nome sul citofono del 1600 di Pennsylvania Avenue.

Keith e Keutsch nel 2012 avevano intenzione di effettuare, in un’area limitata nel nuovo Messico, l’irrorazione di solfati in altissima quota (sopra i 24.000 metri) grazie ad un pallone aerostatico in modo da provare a fare una valutazione di costi e benefici dell’utilizzo di un sistema di questo tipo su larga scala. Lo scopo sarebbe infatti quello di riflettere le radiazioni solari, impedendo loro di raggiungere la superficie terrestre, cosa che peggiorerebbe l’effetto-serra.

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irrorazioni di solfati con pallone aerostatico

Quel progetto finì però in un nulla di fatto, così come un analogo tentativo in Gran Bretagna denominato SPICE (Stratospheric Particle Injection for Climate Engineering), che venne cancellato sia perché alcune ONG si opposero ritenendo il programma un “cavallo di Troia” per l’adozione su larga scala delle tecnologie testate (il che, peraltro, si potrebbe dire di qualsiasi esperimento mai condotto nella storia) sia perché emerse un possibile conflitto di interessi: alcuni degli scienziati coinvolti non avevano infatti rivelato in anticipo di aver brevettato delle tecnologie simili a quelle che sarebbero state utilizzate nel progetto.

A gennaio 2017 dalla Casa Bianca è stato inviato al Congresso un report riguardante gli studi sul cambiamento climatico nel quale per la prima volta veniva suggerito esplicitamente un approfondimento degli studi sulla geoingegneria come potenziale intervento sul clima e sulle sue “possibili conseguenze, sia volute che non volute”, si legge nel documento della  U.S. Global Change Research.

Per ora questa è solo la versione ufficiale fornita dagli enti coinvolti nel programma di geoingegneria: secondo loro, appunto, queste operazioni dovrebbero portare benefici rapidi sul clima e combattere il surriscaldamento globale o studiare i possibili scenari futuri.

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Ma è pur vero che in passato esperimenti climatici sono stati effettuati per ben altri scopi. Bellici ad esempio. Alcuni documenti dei servizi segreti ormai desecretati testimoniano come negli anni della guerra in Vietnam gli Stati Uniti, nella cosiddetta Operazione Popeye, tentarono di prolungare la stagione monsonica sul Laos caricando le nuvole di ioduro d’argento. Potrebbero poi sussistere motivazioni economiche.

Sebbene si opponga ad ogni teoria cospirazionistica, Naomi Klein nel suo Shock Economy descrive minuziosamente come le multinazionali più potenti del pianeta traggano profitti enormi dai cataclismi ambientali, dai disastri, persino dal surriscaldamento globale. “Date le temperature bollenti, sia climatiche sia politiche, – scrive la giornalista canadese – i futuri disastri non avranno bisogno di cospirazioni segrete. Tutto lascia pensare che, se le cose restano come sono ora, i disastri continueranno a presentarsi con intensità sempre più feroce. La generazione dei disastri, dunque, può essere lasciata alla mano invisibile del mercato. Questa è un’area in cui il mercato funziona davvero”. Esiste un’altra infinità di teorie, più o meno originali e fantasiose, sui motivi che stanno alla base della manipolazione climatica.

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Ciò che è importante ricordare a tutti i lettori è che, seppure tali esperimenti fossero condotti in buona fede con lo scopo di limitare i mutamenti climatici, il Global Warming etc etc, mettere le mani sul clima è di per sé un gioco rischioso e dalle conseguenze imprevedibili.

Come avverte uno studio condotto da un team di scienziati di varie nazioni e riportato sul sito della European Geosciences Union, “una soluzione geoingegneristica ai cambiamenti climatici potrebbe causare una notevole riduzione delle piogge e avere effetti indesiderati per la Terra ed il genere umano”.

Redazione Segnidalcielo

Di seguito il video tratto dal TG2 presentato da Tankerenemy

https://www.facebook.com/rosario.marciano.tankerenemy/videos/1882742805305828/

 

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