Disastri Ambientali

Esperto vulcanologo canadese è riuscito a descrivere come esploderà il Vesuvio

“Non avrete il tempo di scappare. O c’è un piano di evacuazione concreto, oppure si rischia di creare un deserto intorno al Vesuvio”. Con queste parole, un giornalista della CP24, televisione di Toronto a copertura nazionale canadese, ha sottolineato quanto sia importante realizzare un piano di evacuazione delle città nei pressi del Vesuvio, in tempi brevissimi. Parole drammatiche, ma questa sarebbe comunque l’ipotesi personale di Flavio Dobran, esperto vulcanologo, che è riuscito a descrivere anche attraverso un modello in 3d come esploderà ilVesuvio.

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Dobran è tra i più famosi professori geologi e vulcanologi che si occupa del Vesuvio e di tutta l’area dei Campi Flegrei, che ritiene come siano una vera e propria bomba a tempo, ma non si sa quando questo tempo scadrà. Dobran è uno studioso della New York University, e nel mese di Marzo é stato protagonista di una trasmissione televisiva in Canada, che con toni molto allarmistici ha definito l’eruzione del Vesuvio come “imminente” rifacendosi anche a prove di uno studio di due anni fa.

Stando alla relazione di Dobran: “Una colonna di gas, cenere e lapilli si innalzerà per duemila metri sopra il cratere. Valanghe di fuoco rotoleranno sui fianchi del vulcano alla velocità di 100 metri al secondo con una temperatura di 1.000 gradi centigradi, distruggendo l’intero paesaggio in un raggio di sette chilometri, spazzando via strade e case, bruciando alberi, asfissiando animali, uccidendo forse un milione di esseri umani in appena 15 minuti. Ma l’aerea vulcanica più pericolosa dopo il Vesuvio, sono i Campi Flegrei”.

Il Supervulcano Flegreo

Infatti, poco ad ovest del Vesuvio, a meno di 15 km dalle sue falde una serie di rilievi collinari con una massima elevazione di 460 m sul livello del mare, si nasconde un pericolo ben più grave. Si tratta dell’area vulcanica dei Campi Flegrei conosciuta per i fenomeni di sollevamento del suolo (bradisismo) che affliggono da sempre il comune di Pozzuoli e che è venuta prepotentemente alla ribalta negli anni ’80, precisamente tra l’82 e l’84 per una crisi sismica che mise in ginocchio tutta l’area causando l’evacuazione di migliaia di persone.

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Ebbene il Vulcano Flegreo è uno dei dieci supervulcani esistenti al mondo. Sono solo 10 e in questi 10 non rientrano ne il Vesuvio, ne il Pinatubo o il Krakatoa, ne il Tambora, il Kilauea, il Monte Pelee o il monte Saint Elen che sono responsabili delle peggiori catastrofi della storia dell’uomo. Un supervulcano è molto peggio, un supervulcano è una struttura la cui eruzione può modificare radicalmente il paesaggio per decine o centinaia di chilometri e condizionare pesantemente il clima a livello mondiale per diversi anni, con effetti cataclismatici sulla vita stessa del pianeta e dell’uomo.

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Non parliamo quindi di effetti locali ma di effetti globali. Gli apparati vulcanici più pericolosi ascrivibili a questa categoria sono solo tre, Yellowstone negli Stati Uniti, il Lago Toba in Indonesia ed i Campi Flegrei in Italia. Insomma l’Italia nel suo piccolo ha anche un supervulcano e dei peggiori! La caldera flegrea ha un raggio di 15km e nella sua ancora controversa storia geologica, si riconoscono almeno due catastrofiche eruzioni, la prima (eruzione dell’Ignimbrite campana) avvenuta circa 40mila anni fa con un’espulsione di materiale vulcanico compresa tra i 200 ed i 250km cubi, si chilometri cubi! La seconda (eruzione del Tufo Giallo Napoletano) avvenuta circa 15mila anni fa con un’espulsione di materiale vulcanico di circa 40 chilometri cubi. Tra le due enormi eruzioni e successivamente a quella del tufo giallo, tutta una serie di eventi eruttivi minori hanno creato la struttura attuale dell’area.

Pericolo Vesuvio

Per quanto allarmistica ipotesi documentata dal Vulcanologo Dobran, è frutto di studi approfonditi, la sola cosa che ancora non si conosce é la data in cui tutto ciò si verificherà. Tra le ipotesi approfondite e che non lasciano dormire sonni tranquilli ai cittadini campani che vivono nei pressi delVesuvio, c’é quella che vuole che “appena 20 secondi dopo l’esplosione, il fungo di gas e ceneri incandescenti” raggiungerà “i 3mila metri di altezza ed un minuto dopo, la valanga ardente si troverà già a due chilometri dal cratere. I primi paesi ad essere colpiti saranno Ottaviano, Somma Vesuviana e Boscoreale seguiti da Torre del Greco, Ercolano e Torre Annunziata“.

Secondo Dobran, i mass media italiani non stanno fornendo un’informazione realistica del rischio nell’area vesuviana e il cosiddetto Piano di Evacuazione del Vesuvio é inaffidabile, perché non prevede informazioni precise sull’allocazione della popolazione evacuata. Inoltre, il monitoraggio del Vesuvio é stato recentemente tolto all’Osservatorio, che sostiene la strategia del Piano di Evacuazione del Vesuvio, e nonostante le proteste degli scienziati, il controllo é stato spostato all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) con sede a Roma.

Si attende ora un riscontro da parte delle istituzioni, ma intanto, tra venerdì e sabato scorso, in Campania ci sono state ben due scosse sismiche che hanno allarmato i cittadini più apprensivi: una nell’area Beneventana ed una proprio nell’area Vesuviana, rispettivamente di magnitudo 2.8 e 2.1.

Redazione Segnidalcielo

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