Minaccia Biologica

E dopo il terremoto, un’epidemia di epatite “E” minaccia il Nepal

Un focolaio di epatite “E”  rischia di aumentare le disgrazie del popolo nepalese, dopo che le autorità hanno scoperto la malattia da centinaia di donne ricoverate. Gli esperti hanno lanciato l’allarme, dopo che centinaia di donne nepalesi in gravidanza, sono minacciate da un focolaio di epatite E,  che potrebbe essere alimentato dalla stagione dei monsoni (da luglio a settembre) nel paese colpito dal sisma.

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Alle decine di migliaia di sopravvissuti, di uno dei peggiori disastri del paese sud-est asiatico,  sono stati diagnosticati casi di epatite E ad alto rischio, una malattia che colpisce soprattutto il fegato e che si sarebbe trasmessa attraverso acque di scarico, come dichiarato anche da alcuni ricercatori nella  rivista medica  Lancet , ma fonti locali denunciano che l’epidemia è stata portata dall’acqua distribuita dalla Nepal Water Supply Corporation, che dai test risulta inquinata. Per gli esperti è “imbarazzante” che il governo venda acqua che uccide la popolazione.

L’epatite E è un’infezione epatica causata dal virus HEV. La trasmissione si verifica per via fecale-orale e l’infezione si trasmette in condizione igieniche scarse, soprattutto attraverso acqua contaminata. Il Nepal è il secondo Paese al mondo per risorse idriche. Tuttavia fatica a portare acqua pulita nelle città, dove spesso i tubi della rete fognaria confluiscono con quelli di acqua potabile.

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L’epatite E colpisce circa  20 milioni di persone ogni anno in tutto il mondo . Per molte persone, l’infezione fa il suo corso con alcune complicanze a lungo termine, ma il tasso di mortalità è del 25%, soprattutto nel caso di donne in gravidanza. 

L’epatite E è un virus che non è ben compreso, ma che stiamo vedendo adesso è  una delle principali cause di mortalità materna nei paesi in cui è comune “,  ha detto in un comunicato Alain Labrique, ricercatore presso l’Università Johns Hopkins.

I terremoti che hanno colpito il Nepal il 25 aprile e il 12 maggio 2015, ha causato circa 8.800 morti, di cui i feriti erano saliti a 22.000. Le zone colpite dal disastro hanno avuto uno scarso accesso ad acqua potabile, servizi igienici e-farmaci di base che hanno appunto portato alla diffusione del virus, come dichiarato anche dagli esperti.

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Il  vaccino  contro il virus viene utilizzato solo in Cina. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha detto che ha bisogno di più dati di sicurezza circa l’efficacia  del vaccino, prima di raccomandarne l’uso di routine, ma ha aggiunto che la sua importanza è considerata tale da mitigare o prevenire epidemie e per alleviare le conseguenze del virus in gruppi ad alto rischio, come le donne in stato di gravidanza.

Gli esperti hanno sottolineato che  ci sono già diversi focolai di epatite E che hanno colpito il paese asiatico , tra cui uno nel 2014 che ha interessato più di 10.000 persone. La comunità medica ha esortato le autorità sanitarie nepalesi a condurre un attento monitoraggio dell’evoluzione del virus, per identificare i casi di malattia e richiedere il vaccino per avere anche dosi di riserva.

Secondo l’OMS, i sintomi tipici di epatite includono ittero, urine scure e feci chiare, dolori addominali, nausea e vomito, febbre e un grande dolore al fegato.

Redazione Segnidalcielo

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