Medicina

Documento dell’FDA ammette che i vaccini sono legati all’autismo

Pochi giorni fa sul TG 5 un medico ha fatto un appello ai telespettatori, dichiarando che non esistono prove scientifiche che dimostrano correlazioni tra autismo e vaccini. Questo è un vero cover-up, in cui un medico al soldo dell’elite di potere, con vari premi al seguito, annunciava che queste correlazioni, quindi tra vaccini e autismo non esistono.

La FDA , la Food and Drug Administration,  l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici ha ammesso che esistono forti correlazioni nei danni da vaccini e che esiste una causa documentata di autismo.

Di seguito potete andare sul sito della FDA dove viene esposto un documento che parla chiaro:

http://www.fda.gov/downloads/BiologicsBloodVaccines/Vaccines/ApprovedProducts/UCM101580.pdf

E’ stata pubblicata in questi giorni  sulla importante rivista scientifica Journal of Immunotoxicology, una nuova revisione di studi che esamina le varie cause ambientali dell’autismo, tra cui i vaccini e i loro componenti.
(Qui il pdf: http://www.rescuepost.com/files/theoretical-aspects-of-autism-causes-a-review1.pdf )

Helen Ratajczak, l’autrice, è una ricercatrice della Boehringer Ingelheim Pharmaceuticals che ha pubblicato, come autrice o coautrice, 41 articoli su PubMed. E’ anche stata coautrice nel 2006 di uno studio per l’FDA e, nello stesso anno, è stata eletta  Presidente della sezione Nord Est dell’Istituto di Tossicologia. E’ una scienziata seria e rispettata che, in questa recensione. Discute la presenza di DNA di feti umani nell’ MMR II e nei vaccini Varivax. Questi alcuni stralci dal suo lavoro sull’autismo su  Immunotoxicology:

ABSTRACT

L’autismo può risultare da più di una causa, con differenti manifestazioni in differenti soggetti che mostrano sintomi comuni. Le cause documentate di autismo  comprendono mutazioni genetiche e/o delezioni, infezioni virali e encefaliti in seguito a vaccinazioni. 

L’AUMENTO DELLA DIFFUSIONE DELL’ASD E’ UNA REALTA’

In generale, l’incremento della diffusione dell’autismo non deve considerarsi il risultato della avvenuta  riclassificazione. Sebbene le diagnosi di autismo siano aumentate, non c’è infatti alcuna diminuzione corrispondente in altre categorie diagnostiche, I dati del Ministero dell’Istruzione, e in particolare quelli provenienti dal Dipartimento per l’Istruzione Speciale, mostrano un significativo aumento della diffusione dell’autismo tra i bambini, e specialmente tra quelli nati tra il 1987 e il 1992. In quegli anni, la diffusione dell’autismo su 10.000 nati salì di circa il 50% ogni 2 anni: 5.3 nel 1984, 7.8 nel 1986, 11.8 nel 1988, e 18.3 nel1990. In quel periodo non ci furono cambiamenti nella diffusione di ritardo mentale, ritardo del linguaggio o di lesione cerebrale, la qual cosa indica che l’aumento dell’autismo c’è effettivamente stato.

La nuova versione del vaccino contro morbillo, rosolia e parotite  (MMR II) che non contiene Thimerosal venne introdotta nel 1979. Dal 1983, venne utilizzata solo questa nuova versione. L’autismo negli Stati Uniti  ebbe un drammatico picco tra il 1983 e il1990 passando da 4–5 casi ogni 10.000 nati a 1 su 500. Nel 1988, venivano consigliate due dosi dell’MMR II per immunizzare quei soggetti che non rispondevano al primo vaccino. Un picco nella diffusione dell’autismo venne quindi ad associarsi all’aggiunta della seconda dose di MMR II.

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Nel 1988, l’MMR II venne usato anche in Inghilterra nella quale oggi il tasso di diffusione è arrivato a 1 ogni 64. Anche in Canada, Danimarca e Giappone si sono avuti importanti incrementi della diffusione dell’autismo. E’ importante notare che diversamente dal primo MMR, la componente per la rosolia dell’ MMR II è stata propagata in membrana cellulare umana derivata da tessuti dei polmoni embrionali (Merck and Co., Inc., 2010).

Il vaccino  MMR II è contaminato con DNA umano proveniente dalla membrana cellulare. Questo DNA umano potrebbe essere la causa del picco nella diffusione dell’autismo.  Un successivo picco si ebbe poi nel 1995 quando il vaccino per la varicella venne fatto crescere in tessuti fetali umani  (Merck and Co., Inc., 2001; Breuer, 2003). L’attuale incidenza negli Stati Uniti è approssima tivamente di 1 su 100.

Il DNA umano dai vaccini può essere inserito casualmente nei geni di chi ha fatto il vaccino da ricombinazioni omologhe, un processo che avviene spontaneamente solo all’interno di una specie. Punti caldi per l’inserimento di questo DNA sono stati trovati nel cromosoma X in otto geni associati all’autismo coinvolti nella formazione di sinapsi nei nervi, nello sviluppo del sistema nervoso centrale e nella funzione mitocondriale (Deisher, 2010). Tutto questo potrebbe fornire delle spiegazioni del perchè l’autismo è predominantemente una malattia che colpisce maggiormente  i maschi. Messi assieme, questi dati sostengono l’ipotesi che residui di DNA umano in alcuni vaccini possano provocare autismo.

vaccini pericolosiVACCINI

I dati sull’incidenza e prevalenza indicano che il momento di introduzione dei vaccini e le modificazioni nel tipo e nell’incremento del numero dei vaccini inoculati contemporaneamente implica che i vaccini sono causa di autismo. La tabella attuale raccomandata per l’immunizzazione per bambini dai 0 ai 6 anni negli Stati Uniti include sei vaccini ai due mesi di età e 9 a 12-15 mesi, un incremento che va oltre le raccomandazioni di sei anni prima.

Il sistema immunitario è particolarmente sensibile a due mesi di età. In questo modo, il sistema immunitario di un neonato viene compromesso a due mesi. Una minaccia attraverso così tanti vaccini nel momento in cui il sistema immunitario è compromesso può contribuire all’insorgenza dell’autismo.

ANTIGENI VACCINALI

Molti genitori affermano che lo sviluppo dei loro figli era normale finchè non hanno fatto i vaccini all’età di circa 18 mesi. L’organismo  vaccino potrebbe esserne la causa. Una ipotesi, relativa al vaccino della pertosse è che la tossina pertosse contenuta in questo vaccino causi una separazione della proteina G-alpha dai recettori retinoidi in bambini geneticamente a rischio.

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RIEPILOGO E CONCLUSIONI

L’autismo ha raggiunto proporzioni epidemiche. Con una diffusione di 1 su 100 negli Stati Uniti, 1 su 64 in Inghilterra e  United Kingdom, e numeri simili in molti altri paesi, è evidente una situazione di pericolo per le future generazioni. Integrando i dati qui presentati,  una ipotesi è che l’autismo sia il risultato di difetti genetici, con l’effetto contributivo dell’età avanzata dei genitori, e/o infiammazione del cervello. L’infiammazione potrebbe essere causata da un gran numero di agenti tossici  ambientali, infezioni e comorbidità in soggetti geneticamente  predisposti ai disordini dello sviluppo.

Redazione Segnidalcielo

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