Crop Circle

Crop Circle simbolo dei Wakinyan, il popolo alato del cielo, compare a Barbury Castle, Wiltshire

Da rimanere a bocca aperta per la strepitosa stagione dei Crop Circle, che si sta palesando davanti ai nostri occhi. Ultimo in ordine di arrivo, un meraviglioso pittogramma che richiama il simbolo dei Wakinyan, il popolo alato del cielo. La formazione ha fatto la sua comparsa in un campo di frumento a Barbury Castle (Wiltshire), zona questa già conosciuta e visitata dal sottoscritto, per via delle molte manifestazioni (degli anni passati) di altri spettacolari Crop Circle. 

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Il pittogramma è stato segnalato a cropcircleconnector.com il 25 Luglio 2015 da alcuni ricercatori, ma si fa appello alla comunità di effettuare visite al crop circle e di avere massimo rispetto per il terreno agricolo di proprietà di Gill e James Hussey, luogo questo che si trova sull’antica strada Ridgeway vicino Hackpen Hill. Quindi James Hussey sta permettendo alle persone di effettuare visite nel cerchio nel grano, (previa donazione) ma solo sotto la gestione del famoso ricercatore Paul Jacobs.

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Wakinyan, il Popolo Alato del Cielo

Come detto sopra, il pittogramma mostra un’Aquila impressa nel campo, disegno che possiede un diametro di circa 100 metri, ma non sto qui a descrivere nei particolari la splendida formazione, non estremamente perfetta nei dettagli del disegno ( e questo non è l’indizio che il crop circle sia di origine artificiale, falso o made man) ma meglio osservervarla nei particolari e saper ascoltare il messaggio (simbolico) di coloro che l’hanno disegnata, chiunque essi sono..

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Il Disco Solare Alato che ritroviamo nel pittogramma di Barbury Castle, potrebbe rappresentare (olre al simbolo Wakinian), anche Anhur-Shu o Ashur che era appunto il Dio che gli Assiri veneravano al posto di Marduk (Nibiru) e veniva simboleggiato all’interno di un disco alato. Ma Anhur era anche identificato come Ahura corrisponde al sanscrito Asura, nome di alcune divinità indù, e Mazda corrisponde al greco mégistos “il più grande“. Ahura Mazda è la divinità principale della religione zoroastriana o Mazdeismo, raffigurata da un disco alato. Il nome significa “Dio supremo“. Troviamo correlazioni anche con Horus-RA.

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“Vengo dalla Gente Bella e sono stata mandata sulla Terra per parlare con il vostro popolo”

Esiste un racconto della mitologia dei Sioux è certamente una delle più suggestive leggende degli indiani d’America e, soprattutto, è quello che meglio fa comprendere la religiosità, le tradizioni e la cultura in genere di un popolo che, pur così eterogeneo, condivide una visione animistica del mondo che lo circonda (e lo contiene), mondo di cui ha la profonda consapevolezza di essere parte integrante, parte del Grande Spirito. Questi popoli, come Sioux, Lakota a altri, prediligevano l’Aquila come simbolo.

Infatti l’Aquila viene ammirata dai Nativi d’America non solo come messaggero del Grande Spirito, la Fonte (Dio), ma anche come simbolo del potere della natura, della sua supremazia e maestosità, dei suoi misteri, ma anche di saggezza, coraggio e forza.

Non è mai esistita presso gli indiani, l’arroganza di riconoscere all’uomo un ruolo preminente del creato. Tutti siamo UNO. Siamo tutti corelati, siamo una famiglia.

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L’uomo non è altro che un filo all’interno della rete della Vita

A due guide Lakota mandate in cerca di selvaggina apparve una donna bellissima vestita di pelle di daino bianca che disse loro:

“Vengo dalla Gente Bella e sono stata mandata sulla Terra per parlare con il vostro popolo. Andate dal vostro capo e ditegli di preparare il grande tipì del consiglio. Esso dovrà essere piantato al centro del cerchio del villaggio con l’entrata rivolta ad oriente. Ho cose di grande importanza da dire al vostro popolo. Sarò al villaggio all’alba”.

Riferito l’accaduto al capo tribù, fu approntato tutto così come richiesto. Paura ed eccitazione si impadronirono di ogni abitante del villaggio per l’imminente visita della donna misteriosa. Quando il giorno spuntò ella apparve, vestita come la guida aveva raccontato: recava nella mano destra il cannello di una pipa e nella sinistra il suo fornello.

Entrata nella tenda, si sedette al posto d’onore e disse che il Grande Spirito era contento della fedeltà, della reverenza e dell’onestà della Nazione Sioux.  I Sioux vivevano nel bene contro il male, nell’armonia contro la discordia e perciò erano degni di ricevere la pipa che ella custodiva per l’umanità. Essa era il simbolo della pace tra gli uomini. Fumare la pipa significava comunicare con il Grande Spirito.

Quindi si rivolse alle donne dicendo loro che il Grande Padre aveva stabilito che esse mettessero al mondo i figli, che li nutrissero e li vestissero, rimanendo spose fedeli. Esse, inoltre, avrebbero sopportato in vita grandi sofferenze, ma per la loro natura gentile sarebbero state di conforto agli altri nel tempo del dolore. Poi parlò ai bambini dicendo loro di rispettare i genitori che li amano e fanno molti sacrifici, per cui ad essi deve venire soltanto del bene.

Agli uomini disse che tutte le cose dalle quali essi dipendono vengono dalla Terra, dal Cielo e dai Quattro Venti e che per questa ragione era necessario ringraziare il Grande Spirito per il dono della vita fumando la pipa quotidianamente.

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Raccomandò ancora loro di essere sempre gentili e amorevoli con le donne e con i bambini, per rispetto al loro essere creature deboli.  Infine, insegnò al capo la maniera di custodire la pipa, dal momento che era suo dovere rispettarla e proteggerla, in quanto da essa dipendeva la vita della Nazione Sioux. Come sacro strumento della conservazione doveva essere usata in tempo di guerra, di carestia, di malattia o in caso di grandi necessità.

A questo punto si dice che la donna promise ai Sioux che sette sacre cerimonie sarebbero state in seguito rivelate loro affinchè le praticassero. Esse erano: la Custodia dell’Anima, la Purificazione, la Ricerca della Visione, la Danza del Sole, Come diventare Fratelli (il rito dell’apparentamento), Come diventare Donna Bisonte (la preparazione della fanciulla ai doveri di donna), il Lancio della Palla.

La donna rimase con i Sioux ancora per quattro giorni poi, al quinto, dopo aver acceso la pipa che offrì prima al Cielo, quindi alla Terra, infine ai Quattro Venti, annunciò che la sua missione era finita e partì.  Fece il giro della tenda secondo il cammino del sole, poi lentamente si allontanò dall’accampamento.

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A breve distanza si voltò e sotto gli sguardi di tutta la tribù, si trasformò in un bianco vitello di bisonte.  Gli indiani d’America non operano una netta divisione fra il mondo degli uomini e quello degli spiriti i quali entrano in contatto con gli esseri umani e, in alcuni momenti sacri, se ne impossessano. Uno di questi momenti è quello delle danze con le maschere che indicano la manifestazione sulla terra degli esseri rappresentati dalle maschere stesse.

Un uomo che indossa una maschera sacra durante un rituale non assume solo l’aspetto di quell’animale, ma anche lo spirito.

Ci sono molti KACHINA (KA=rispetto CHINA=spirito): essi non sono solo gli spiriti degli antenati, ma anche quelli di animali, piante, minerali, stelle e forze naturali.

Il 20 agosto del 1994 -nel Wisconsin- nacque ‘Miracle’, un bufalo femmina bianco.  Molti indiani lo credettero simbolo di un nuovo cammino dell’umanità verso la purezza del cuore, della mente e dello spirito.

Ptesan Win la Donna Bisonte Bianco era parte del Popolo Alato del Cielo, ovvero i Wakinyan

Robert Morning Sky in una intervista parla di PTESAN WIN, la Donna Bisonte Bianco, come appartenente al Popolo Alato del Cielo, collegando quindi questo concetto all’esistenza di esseri extraterrestri dall’orientamento prevalentemente femminile. Questo connubio è rilevabile proprio nella figura principale della religione dei Nativi Americani: Donna Bisonte Bianco e la sua storia presenta elementi a favore di una sua origine extraterrestre. Donna Bisonte Bianco è infatti legata ad un fatto storico, come Gesù lo è per i Cristiani.

Questa è la sua storia. Fra le sette tribù lrochesi vi erano gli ltazipcho (i Senza Archi): erano affamati e cercavano disperatamente dei bisonti. Il loro capo scelse due giovani fra i suoi guerrieri perché andassero a caccia di selvaggina. Vagarono a lungo senza fortuna, sin quando uno disse: “vedo un bisonte venire verso di noi”. Quando la sagoma dell’animale fu più vicina, il secondo guerriero esclamò: “Non è un bisonte, ma una donna”. Era realmente una donna, ma di una bellezza sovrumana. Aveva un viso radioso e sembrava fluttuare nell’aria, invece di camminare. Uno di loro ne era così attratto che voleva possederla, ma il compagno lo avvisò dicendogli: “non vedi che questa donna non è umana, cammina nell’aria?” L’altro però non gli diede retta e allungò un braccio per toccarla. In quel momento una nuvola discese su di lui e, quando si sollevò, delle sue membra non rimase che cenere. La donna quindi si rivolse al superstite dicendo: “Il tuo amico aveva pensieri impuri ed è stato punito. Sono stata mandata dalla Nazione del Bisonte per dare un messaggio al vostro popolo. Prepara la tua tribù perché vi giungerò domani. Dì pure cosa è successo qui. E ora torna da loro senza voltarti”.

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Donna Bisonte Bianco si ripresentò l’indomani all’accampamento degli ltazipcho, entrò nella capanna costruita per lei, sollevò verso il cielo la pipa che aveva portato per la tribù e disse: “Pregate Wakan Tanka ‘il Creatore’. Questa pipa vi ha donato. La offro ai Wakinyan, il popolo alato del cielo e rendo grazie al mondo dello Spirito, il mondo dell’aldílà”. Per quattro giorni “Ptesan Win”, come venne chiamata, istruì e civilizzò la popolazione. Poi, mentre si allontanava verso una collina, promise di tornare, scomparendo lentamente.

È probabile che Morning Sky abbia fatto riferimento, parlando di extraterrestri di orientamento femminile, agli elementi collegabili alla natura presumibilmente aliena di “Ptesan Win”. Lo stesso Morning Sky è autore di un ottimo trattato sulla nascita delle religioni a base femminile e al mito della Dea Madre, collegato alla presenza extraterrestre nell’antichità.

Comunque dopo questo racconto, vi invito a leggere l’articolo di Enzo Braschi, (vedi qui) che appunto racconta ancor meglio di questi Popoli antichi, correlati con i Popoli Stellari.

Il Crop Circle simbolo dei “Wakinyan”

Gli anziani Dakota erano saggi, sapevano che il cuore di ogni essere umano che si allontana dalla natura si inasprisce.
Sapevano che la mancanza di profondo rispetto per gli esseri viventi e per tutto ciò che cresce, conduce in fretta alla mancanza di rispetto per gli uomini. Per questa ragione il contatto con la natura, che rende i giovani capaci di sentimenti profondi, era un elemento importante della loro formazione.

Da sempre considerata tra le tribù native come la personificazione di “Wakinyan” (Colui che conosce tutti i misteri) l’Aquila simboleggia l’Essere che collega l’Uomo alle divinità, l’unico animale in grado di comunicare con il Grande Spirito e portargli i messaggi delle tribù, e numerosissime sono le leggende che riguardano il rapporto tra questo rapace e la nascita delle culture native. La più importante tra tutte racconta di come il Grande Spirito abbia dato agli animali la saggezza, la conoscenza e l’abilità di poter comunicare con l’uomo, per fargli sapere che Lui si sarebbe occupato dell’esistenza e della protezione della vita umana sulla terra.

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Tra tutti gli animali il Grande Spirito prediligeva l’Aquila, in grado di volare più in alto di tutti gli altri e di raggiungerlo senza difficoltà. Inoltre, la particolarità dell’Aquila di deporre solo due uova, poteva essere utilizzata per far comprendere all’uomo l’essenza della vita: la divisione del mondo in due parti complementari (uomo-donna, bene-male, giorno – notte…). La scelse quindi come messaggero prediletto, sapendo anche che grazie alla sua naturale vista acuta, poteva facilmente comunicare con lo Spirito, vigilando costantemente le imprese dell’uomo.

L’Aquila viene ammirata dai Nativi d’America non solo come messaggero del Grande Spirito, ma anche come simbolo del potere della natura, della sua supremazia e maestosità, dei suoi misteri, ma anche di saggezza, coraggio e forza.

Massimo Fratini

Redazione Segnidalcielo

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