Home Cambiamenti Climatici Climate Change: grave la situazione per il ghiaccio dell’Artico che si scioglie...

Climate Change: grave la situazione per il ghiaccio dell’Artico che si scioglie sempre più rapidamente

173
0

Un accentuato scioglimento nei primi dieci giorni di settembre ha portato il ghiaccio marino artico a raggiungere l’estensione minima annuale il 10 settembre, quando i satelliti hanno rilevato una superficie ghiacciata di 4,14 milioni di chilometri quadrati. La cifra, diffusa dalla Nasa, piazza il 2016 al secondo posto nella classifica degli anni caratterizzati dalle estensioni di ghiaccio marino più ridotte, alle spalle del 2012 (3,39 milioni di km quadrati) e appena davanti al 2007 (4,15 milioni di km quadrati). La classifica prende in considerazione gli ultimi 37 anni, parte cioè dall’inizio delle rilevazioni satellitari nel 1981.

Risultati immagini per climate change arctic

Nei primi dieci giorni di settembre i satelliti hanno mostrato scioglimenti più rapidi dell’usuale, con una perdita di superficie di ghiaccio marino pari a 34.100 km quadrati al giorno contro una media di 21mila km quadrati. Questa perdita, spiegano gli esperti, è stata marcata soprattutto nel mare dei Ciukci, situato tra l’omonima penisola e l’Alaska, un’area che ha risentito del passaggio di due intensi cicloni ad agosto.

L’allarme di Greenpeace

L’ultimo rapporto scientifico pubblicato da Greenpeace sullo stato della calotta polare, in occasione della Giornata mondiale degli Oceani, conferma l’allarme degli ultimi anni e prefigura un catastrofico futuro prossimo. Gli ultimi dati raccolti al Polo Nord mostrano che non c’è inversione di tendenza e, come già osservato nel 2014, l’Artico si riscalda due volte più velocemente di ogni altra regione del pianeta. E quel che succede su al Nord ha una diretta conseguenza su ogni altra regione della Terra. “La superficie totale della banchisa artica in estate – si legge nel rapporto diffuso dalla NASA – è andata via via diminuendo negli ultimi 30 anni e ciò significa che è aumentato il calore che si trasferisce appunto dall’atmosfera ai ghiacci. L’ecosistema artico è cruciale per il sistema climatico globale, e il riscaldamento al Polo Nord non causa profondi mutamenti soltanto in questa zona, ma ha un impatto enorme anche su tutte le zone climatiche del mondo”.

Risultati immagini per climate change arctic

È per questo che Greenpeace ha intitolato il nuovo rapporto “Ciò che accade nell’Artico non resta confinato nell’Artico” e la sezione italiana mette per esempio in evidenza le dirette conseguenze del riscaldamento del Polo Nord sul nostro Mediterraneo. L’allarme di Greenpeace non è una novità. Già nel 2009 un primo rapporto riportava alcuni modelli di previsione secondo i quali in estate l’Oceano Artico potrebbe essere del tutto privo di ghiacci già nel 2030, ora il rapporto sposta l’anno della catastrofe al 2050, ma il risultato non cambia di molto, perché è accertato che il permafrost si ritira costantemente, i ghiacciai si stanno sciogliendo e l’imponente calotta glaciale della Groenlandia sta perdendo il suo strato di ghiaccio a livelli record.

Risultati immagini per climate change arctic

Se in estate l’Artico dovesse perdere i suoi ghiacci le ripercussioni per l’ambiente sarebbero enormi. Il rapporto spiega che il declino della banchisa polare non è soltanto un indicatore del cambio climatico globale, ma ha effetti immediati sui sistemi climatici di ogni zona del pianeta. La banchisa, cioè il ghiaccio marino, funziona come una coperta isolante, capace di ridurre il passaggio di calore e acqua tra l’atmosfera e l’oceano (causa, per altro della formazione dei moti ondosi).

Inoltre il ghiaccio è riflettente e questo potere riflettente serve a rimandare l’energia solare verso lo spazio, fornendo un sistema di raffreddamento della superficie terrestre. Quando il ghiaccio si ritira, al suo posto resta un oceano scuro, che invece di riflettere il calore lo assorbe. Meno luce solare viene riflessa, più il pianeta si riscalda e meno ghiaccio si potrà formare, in un circolo vizioso che è di primaria importanza interrompere.

Risultati immagini per climate change arctic

L’aria intorno alla Terra si muove seguendo dei determinati flussi planetari, secondo la rotazione del pianeta. L’organizzazione di queste “onde planetarie” negli strati più alti dell’atmosfera determina i sistemi di alta e bassa pressione, cioè il tempo atmosferico così come noi lo percepiamo, con pioggia, afa, o ondate di caldo e freddo. Con lo scioglimento del ghiaccio nell’Artico si modifica il movimento di umidità e questo mutamento è accertato abbia conseguenze dirette sul modo in cui si muovono le “onde planetarie”. Insomma, la nostra prossima estate afosissima potrebbe dipendere da un’estate senza ghiacci al Polo Nord.

Conflitti internazionali

In un prossimo articolo, affronteremo anche il problema sul rischio di conflitti globali, che possono crearsi grazie ai cambiamenti climatici. Non è un caso che il Center for climate and security, il Center for the national Interest e l’Elliott school of international affairs della George Washington University, hanno organizzato il primo Climate and National Security Forum dal quale è emerso che gli effetti dei cambiamenti climatici mettono in pericolo le operazioni militari Usa e potrebbero aumentare il rischio di conflitto internazionale».

Erika B.

Redazione Segnidalcielo

[ot-video][/ot-video]