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California: i Sismologi prevedono un forte terremoto sulla Faglia di Sant’Andrea entro il 4 Ottobre 2016

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Una serie di scosse telluriche sono sate registrate in questi giorni sotto il Salton Sea, un lago che si trova a nord di San Diego, localizzato nella zona sismica di Brawley, una delle più rilevanti fonti di terremoti secondo la sismologa dell’USGS dottoressa Lucy Jones.  “Potrebbe essere un segnale che la faglia di San Andreas è sul punto di deformazione, ovvero un evento sismico caratterizzato da un comportamento elastico in seguito a deformazione per effetto di una sollecitazione come avviene nel caso di una molla: in seguito a rottura dell’equilibrio meccanico e al brusco ritorno delle masse rocciose a una nuova condizione di equilibrio permanente, l’energia elastica accumulata durante la deformazione si libera in parte sotto forma di calore per attrito lungo la superficie della faglia, in parte sotto forma di energia cinetica cioè violente vibrazioni o oscillazioni della crosta terrestre nel punto di rottura. Per i prossimi giorni, il rischio di un forte terremoto lungo la faglia è alto come 1 a 100” – ha dichiarato la Lucy Jones.

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La USGS – United States Geological Survey sta monitorando una serie di eventi sismici vicino a Bombay Beach, California. Questa “sciame sismico” sta accadendo sotto il Salton Sea, e oltre 140 eventi sono stati registrati dal Lunedi 26 settembre. Le scosse variano tra 1,4-4,3 in grandezza, e si stanno verificando a profondità tra 2,5 a 5,5 miglia (4-9 km) .

Per i sismologi, questi terremoti potrebbero rappresentare un allarme, quindi cattive notizie. Lo sciame si trova vicino a una serie di cross-fault (difetti trasversali)  che sono collegati nella parte finale meridionale della faglia di Sant’Andrea. Alcuni di questi difetti trasversali potrebbero essere segnale di stress per la faglia, ovvero quando si spostano in profondità e liberano la loro energia per attrito. Data la storia di questa regione di grandi terremoti, gli scienziati sono un pò nervosi e comunque per ora l’USGS non ha diramato l’allerta.

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I calcoli mostrano che da oggi fino al 4 ottobre, la possibilità di un terremoto di magnitudo 7.0 o superiore potrebbe accadere lungo il sud della faglia di San Andreas.  Si tratta forse del famoso Big-One?.  Queste stime sono basate su modelli sviluppati dall’USGS per valutare le probabilità di terremoti e scosse di assestamento in California.

“L’attività dello sciame sismico in questa regione  si è verificato anche in passato, quindi l’attività di questa settimana, in sé e per sé, non è necessariamente causa di un allarme”, avverte l’USGS. Detto questo, questo è solo il terzo sciame che è stato registrato in questo settore dal momento che i sensori sono stati installati nel 1932, ed è molto peggio rispetto a quelli registrati nel 2001 e nel 2009. Questo particolare tratto della faglia di Sant’Andrea non è stato interessato da eventi sismici (rottura della faglia) dal 1680, e dato che i grandi terremoti in questa zona si verificano circa una volta ogni 150 a 200 anni, questa linea di faglia è notevolmente in ritardo. Quindi ci si aspetta qualcosa di grosso, ma non si sa quando.

Il grande timore è che la rottura della parte meridionale della faglia di San Andreas, potrebbe causare un effetto domino lungo l’intero tratto, con screpolature che partono dalla Imperial County fino alla contea di Los Angeles. Un’altra possibilità è che lo sciame sismico del Salton Sea potrebbe causare una rottura profonda nel vicino sistema di faglia di San Jacinto, che a sua volta potrebbe innescare il crollo della faglia di Sant’Andrea .

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Potrebbe essere la volta del Big One? I modelli prevedono un terremoto in tutta la parte meridionale della California con una magnitudo intorno a 7,8. Tale terremoto potrebbe causare, secondo una stima, più di 1.800 morti, 50.000 feriti e oltre 200 miliardi di dollari in danni.

I ricercatori dell’USGS sottolineano che lo sciame sotto il Salton Sea può ridursi. Inoltre, le stime fornite dagli scienziati sono esattamente semplici ipotesi. La scienza della previsione dei terremoti è ancora molto indietro, ancora per cosi dire nella sua infanzia, e questi modelli sono molto probabilmente supportati da dati insufficienti. Non c’è bisogno di panico per ora, ma l’allerta tra la popolazione esiste e persiste.

Redazione Segnidalcielo

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